live report
Dente La Santa Tenerezza di Dente al Castello Sforzesco
di Laura Bianchi
Concerto del 06/09/2025
Ingredienti per il concerto perfetto:
- organizzazione efficiente
- rispetto degli orari
- posto unico a sedere, senza assegnazione del posto (chi arriva prima, e rispetta orari e opening act, si accomoda meglio)
- acustica ottima
- visuale buona da ovunque
- location suggestiva
- spazio per muoversi
- pubblico caloroso e partecipe
- (ovviamente) artisti in forma
- band superlativa.
Stasera, al Castello Sforzesco, per uno degli ultimi concerti previsti da Estate a Milano, c'è Dente. E gli ingredienti sono tutti sapientemente miscelati, per offrire al pubblico una serata riuscita, sotto tutti i punti di vista.
Dopo un breve, ma convincente set di apertura da parte del fiorentino Elia Rinaldi, alias Nervi, di cui Mescalina ha già ascoltato il nuovo disco,
Giuseppe Pevari, milanese di adozione, irrompe sul palco alle 21.30 precise, accolto da un autentico boato del suo pubblico, cresciuto con lui in questi quasi vent'anni: del 2007 è il disco d'esordio Non c'è due senza te, ovviamente ascoltato da Mescalina, e da cui il cantautore estrarrà due perle, Baby Building e La presunta santità di Irene, quest'ultima a pianoforte (l'ottimo Simone Chiavolini) e voce, con Dente ispirato e seduto per terra, nel silezio totale del Castello.
Ma crescere, per lui, significa soprattutto acquisire maggiore consapevolezza della sua capacità di condurre il pubblico dove vuole, giocando all'artista sarcastico e cinico, per poi rivelare un animo sensibile e profondo, come dimostra l'ultimo disco Santa Tenerezza, richiamato dalla grande nuvola dai colori cangianti che fa da sfondo al concerto, e da cui sono tratti i tre brani che aprono la serata, Benzodiazepine, Corso Buenos Aires ed Hey. "Bravo!", gli urlano dal pubblico; e lui, pronto: "Ah, ecco, ribadiamolo! Magari con qualche superlativo...anche "Issimo" e basta va bene!"; oppure, alle richieste di brani del passato, lui ribatte: "Lo so, amate i pezzi vecchi, lo accetto, siete fatti così...".
Un'accattivante miscela di tenerezza e causticità, distacco e affetto, con una grande presenza scenica, entusiasmo evidente per trovarsi su un palco tanto prestigioso e con davanti una Luna quasi piena, che gli fa inserire nella scaletta Non ci pensiamo più, che inizia proprio con "Luna maledetta Ti nascondi ogni mattina...". Una miscela che cattura tutti, in un'altalena di emozioni, sottolineate da una band in grande spolvero: Beppe Gagliardi batte implacabilmente il ritmo, evocando anche una piacevole sensazione anni Ottanta con la "cassa dritta" in Zenzero o Giudizio Universatile, Federico Laini, che lo segue fedele col suo basso - metronomo, ma anche con una seconda voce incisiva, soprattutto in Zenzero - in cui fa la parte di Colapesce -
e i già citati Simone Chiarolini e Niccolò Dainelli, quest'ultimo che si lancia in assoli al sax che incendiano il pubblico, da Buon Appetito fino alla conclusiva Giudizio Universatile, prima del bis che salda passato e presente. Con Vieni a vivere, cantata in coro da tutti, si chiude un concerto profondo e divertente, intimo e travolgente: Dente è capace di unire gli opposti, rispecchiando anche live la grande forza comunicativa dei suoi testi, che circumnavigano l'universo dei sentimenti con ironia, realismo, nostalgia, surreale poesia. E amore per la parola, innanzitutto.
Recentemente il cantautore ha scritto sui social: "Non so quando e se tornerò su un palco. Venite che ci salutiamo.
Adieu.".
Ci auguriamo tutti che il suo sia un "au revoir", perché una delle voci più intelligenti e significative della sua generazione non può tacere. Ne abbiamo bisogno.
SETLIST
Benzodiazepine
Corso Buenos Aires
Hey
Adieu
Anche se non voglio
Cose dell'altro mondo
Buon appetito
Cambiare idea
Andiamo via
Non ci pensiamo più
M'annegasti
Discoteca solitudine
Zenzero
Il mondo con gli occhi
La presunta santità di Irene
Baby Building
Coniugati passeggiare
Saldati
Favola
A me piace lei
Giudizio universatile
Bis:
Vieni a vivere