Festival Milano Musica

live report

Festival Milano Musica Il Trio di Parma alla Scala per il Festival Milano Musica: un'esperienza diversa

di Paolo Ronchetti

Concerto del 26/04/2026

#Festival Milano Musica#Classica#Musica da camera

Il 26 aprile, per il 35° Festival Milano Musica, al Ridotto dei Palchi "A Toscanini" della Scala di Milano, è in programma il "Trio per Pianoforte, Violino e Violoncello" di Morton Feldman (1980), interpretato dal Trio di Parma: Pianoforte Alberto Miodini, Violino Ivan Rabaglia e Violoncello Enrico Bronzi. Il Trio, prima di iniziare il concerto, avvisa il pubblico, che ha comprato il biglietto senza avere idea di cosa avrebbe ascoltato, che sarà un'esperienza totalmente diversa da tutte le altre; di non aspettarsi qualcosa a cui riferirsi; di mettersi comodi, lasciando fluire le note e di non pensare al tempo che passa! Feldman, di cui questo trio è opera tarda e per cui completamente scritta, indicava sullo spartito una durata intorno agli 80 minuti; il Trio di Parma ipotizza che la loro sarà intorno, o superiore, ai 90 minuti.

Per 100 minuti il Trio mi porterà in un mondo parallelo, dove vige un concetto di armonia unico. Un mondo in cui qualsiasi suono, rumore, vocio, telefono, lamento di bambino, scalpitio di passi, rumore di borse e di sedie in movimento, sembravano riuscire a entrare perfettamente nel disegno della partitura. Una sensazione di armonia e alterità unica, tra lunghissimi "piano" e "pianissimo", eseguiti con un ampio uso di armonici, risonanze e solo tre "forti" a spezzare il tutto (una specie di isolato cluster pianistico, dopo un quarto d'ora e due piccoli fraseggi in trio verso il finale), in un disegno perfetto, che necessitava solo di tanta serenità dell'ascoltatore. C'è bisogno di un'attitudine ad accogliere questo procedere compositivo fuori dai riferimenti più comuni, di una capacità personale alla sospensione del tempo e a far prendere il ritmo del respiro a partire da quelle due note, che per gran parte della composizione hanno dettato la nostra possibilità di relazionarci, non dico con l'universo, ma almeno con il nostro mondo circostante, con un'armonia totalmente inaspettata.

Applausi fragorosi e convinti del pubblico presente, a sottolineare la splendida esecuzione del Trio di Parma, che ha saputo trasmettere in maniera magistrale l'etereità, i tempi larghi e la tensione del brano.