Caetano Veloso

Caetano Veloso

Villa Arconati (mi)


03/07/2008 - di Simone Broglia
CAETANO VELOSO

03 luglio 2008 - Villa Arconati (MI) La storia musicale brasiliana e quella di Bahia in modo particolare risentono della presenza/assenza di un personaggio come Caetano Veloso.
Una presenza fondamentale in quanto senza di lui non si sarebbero mai tanto diffusi quel filone cantautorale e quegli stili musicali così fertili ed influenti anche nel nostro continente che sono la bossa nova e il Tropicalismo.
La sua assenza invece è dovuta alla sua volontà di andare sempre un po' oltre quello che era il movimento brasiliano, di superare l'insegnamento di Jobim e di Joao Gilberto che hanno aperto il "nuovo bernoccolo" e di cercare di ammorbidirlo, cambiarlo, travestirlo, ammodernarlo, arrichirlo. Infatti ha unito al suo percorso di sperimentazione sonora il discorso politico trovando ostracismo e dovendo esiliare a Londra.
Innumerevoli i suoi dischi, circa cinquanta, e le sue collaborazioni che vanno dai nomi storici dei conterranei Maria Bethania, Gilberto Gil, Gal Costa, fino a David Byrne e Arto Lindsay.
Sul palco di Villa Arconati presenta per il "Solo tour", quindi con la sola chitarra classica ad accompagnare i suoi brani; nonostante il grosso capannone che ospita i concerti sia pieno e si distenda parecchio in lunghezza rispetto al palco, l'accenno dei ritmi tagliati che caratterizzano la proposto di Veloso riesce immediatamente a creare una intimità speciale col pubblico.
L'ultimo concerto milanese di Veloso è stato quello dell'Alcatraz di Milano dove il cantautore si era presentato accompagnato da una band con sonorità tendenti al rock per presentare l'ultimo disco uscito "Cê".
Questa sera invece, in una veste musicale decisamente più intima e calorosa, imbraccia una chitarra classica e lascia liberi gli arpeggi che hanno caratterizzato la sua musica; il pubblico lo aspetta e segue con entusiasmo tutti i suoi brani, anche perché la scaletta ripercorre molti dei successi più noti da "Sampa" a "Curacao vagabundo" a "Terra" a "Minhas Lagrimas".
Quel ritmo tagliato tipico del suo fare musica, che porta in luce la trasparenza degli accordi di chitarra e gli intrecci delle note tanto ricchi e carichi di spunti jazzistici, non è però l'unico strumento utilizzato. A livello vocale i falsetti permangono in ogni canzone, mentre musicalmente il ritmo si scioglie e diventa fluido arpeggio quando, dopo aver parlato con il pubblico, propone un brano in francese alla memoria di un amico.
Veloso ha più di sessant'anni, ha trascorso una vita musicale ricca di ricerca e ancora oggi, nel vederlo su di un palco, da solo con la chitarra non si può fare a meno di stare in silenzio ad ascoltarlo.

Caetano Veloso Altri articoli