live report
Orchestra Del Rumore Ordinato Pavia / Da Trapani
di Giuseppe Verrini
Concerto del 03/02/2013
Alle porte di Pavia c’è un bar-trattoria dove da circa tre anni, grazie alla passione, all’impegno e alla competenza di Paolo Pieretto (autore anche di un buon CD, Artigiano di parole del 2009), si organizzano alla domenica alle 18 aperitivi in musica. Il locale si chiama Da Trapani e da qui sono passati tra gli altri, artisti del calibro di James Maddock, Greg Trooper, Bocephus King, Sarah Lee Guthrie, Malcom Holcombe e tra gli italiani Cheap Wine, Mandolin Brothers, Lowlands, Miami and the Groovers, Daniele Tenca, Alex Cambise, Andrea Parodi e molti altri.
Come si vede una programmazione di alta qualità musicale, con un pubblico che è ormai diventato una comunità di affezionati appassionati. Infatti in un clima da house-concert si crea una splendida atmosfera di vicinanza e intimità con gli artisti che si esibiscono, il che consente da una parte al pubblico di interagire, prima durante e dopo lo spettacolo con i musicisti, di vederli molto da vicino mentre suonano, e per gli artisti di “sentire” il calore, l’entusiasmo e l’incitamento del pubblico che li porta a produrre ottime performances live .
Domenica 3 Febbraio è in scena una interessante band fiorentina l’Orchestra del Rumore Ordinato attiva dal 2007 e che ha pubblicato due ottimi lavori: Mestieranti (2009) e il recentissimo ottimo La terra con una bella copertina molto roots.
Sul palco la band al completo con Michele Scerra voce, chitarra acustica ed elettrica, fisarmonica giocattolo, Mike Ballini chitarra elettrica e voce, Angelo Crocamo basso e Vanni Breschi alla batteria , per un set di quasi 2 ore con 6 brani tratti dal primo album, quasi tutto ( 11 brani su 12 ) il recente La terra e una cover nel finale.
La loro musica spazia tra il rock americano, il blues, la poetica della canzone d’autore, con testi e racconti di ispirazione letteraria e sapori alla Sacri Cuori negli splendidi assoli di Mike Ballini, autore con Michele Scerra di quasi tutti i brani .
Si inizia con 2 brani rock blues Camionale e Mestierante d’esistenza dove fa’ la comparsa anche una piccola fisarmonica suonata da Michele Scerra, seguiti da Alla luce della luna, brano cantautorale con echi chitarristici alla Sacri Cuori e Diciott’ore sul divano lenta ballata con uno splendido crescendo finale.
Un cuore senza gambe ci riporta al rock americano elettrico e ritmato, Capitan Morgan, dedicata al pirata Henry Morgan, viaggia tra rock e psichedelia, la bella e melodica Naufraghi , che sul disco vede ospiti ben 4 voci (Max Larocca, John Strada, Andrea Parodi, Giulia Millanta) alternarsi con quella di Michele nelle parte dei 5 naufraghi e una splendida ballata nera e acustica, Non riesco dirti addio, storia di un amore finito male che parte lenta e termina in un crescendo alla Morricone con un grande assolo di Mike.
il pubblico segue attento i brani e la tenebrosa voce di Michele Scerra, afflitto da un po’ di raucedine prontamente migliorata da un benefico the, e si entusiasma agli assoli di Mike Ballini.
Chiudono la prima parte del concerto Sporchi cattivi e Serpenti brano desertico, ipnotico che sembra uscito dall’ultimo disco dei Sacri Cuori, se non fosse per il cantato, e Al bancone del bar escursione nella musica swing .
Dopo un breve intervallo si riparte con un brano blues, Incidente su una strada di montagna, ispirato ad un racconto nero di J.L. Lansdale, la melanconica e triste ballata Il circo gelsomino ispirata al film La Strada di Federico Fellini e all’indimenticabile personaggio di Gelsomina interpretata da Giulietta Masina, seguite da Insania dura che affronta il tema dei manicomi con distorsioni, psichedelia e sound quasi progressive.
Si prosegue con L’istinto della terra brano ambientalista, il più’ duro della serata quasi hard-rock per concludere con due torridi blues Animali solitari e Commiato blues.
Nei bis si ascoltano l’unica cover della serata I Wanna Be Your dog di Iggy Pop scatenata e coinvolgente, e la protesta e il pessimismo di Gente autosufficiente, con inserti chitarristici e riff di London Calling dei Clash.
Un pubblico entusiasta ha seguito l’ottimo concerto di questa band toscana molto interessante, che merita di essere seguita e che potrebbe darci ulteriori grandi soddisfazioni in futuro.