Angela Baraldi

interviste

Angela Baraldi 3021 in tour: un viaggio dal futuro nei club d'Italia

30/01/2026 di Sara Velardo

#Angela Baraldi#Italiana

Sta per ripartire il tour dell'ultimo disco di Angela Baraldi 3021: abbiamo chiacchierato con lei di musica, scrittura e libertà espressiva.

Sta per ripartire il tour dell’ultimo disco di Angela Baraldi 3021, prodotto da Caravan, l’etichetta discografica di Francesco De Gregori, e distribuito da Sony Music Italia. 3021 comprende otto brani scritti da Baraldi insieme a Federico Fantuz. Otto tracce dal futuro, una serie antologica in cui si raccontano storie, si dipingono immagini e si tessono trame sonore.

Ho avuto la fortuna di assistere al concerto di Angela Baraldi l’estate scorsa, e me ne sono innamorata. Una band compatta, viva, vera, che porta sul palco un suono essenziale ma pieno, in grado di farti immergere in un viaggio che ti porta veramente nel futuro. Baraldi sul palco è magnetica. Voce perfetta, carisma enorme e l’esperienza di chi ha calcato grandi palchi. La raggiungo al telefono e chiacchieriamo per un’ora buona, parlando di musica, scrittura e libertà espressiva.

Sara Velardo: Come sarà il set di questi concerti?

Angela Baraldi: Porteremo dal vivo tutto il nuovo album più brani del mio secondo disco, un brano che ho realizzato con Massimo Zamboni ed estratti da Tornano sempre, riarrangiati per questa nuova formazione. Dal vivo sarò accompagnata da Federico Fantuz (chitarra), Daniele Buffoni (batteria) e Giovanni Fruzzetti (basso e synth); stiamo suonando in giro da un po’ e il suono della band è diventato più coeso, quindi ci sentiamo anche liberi di vivere i brani con più elasticità.

S.V.: Suonerai qualche strumento?

A. B.: Preferisco essere libera di muovermi e dedicarmi al canto. Quando ho fatto la corista di Dalla e Morandi ho avuto la possibilità di confrontarmi con loro, Morandi, che al tempo si era diplomato in contrabbasso, mi disse “non suono mai dal vivo perché io canto con tutto il corpo, canto anche con i piedi”. Questa cosa è sempre stata di grande ispirazione per me.

S.V.: Il fatto che tu sia anche un’attrice sicuramente influisce su questa scelta.

A. B.: Certamente, un’attrice lavora tantissimo sul corpo, poi la mia figura di riferimento principale è stata Patti Smith, ho bisogno di sentirmi libera di muovermi sul palco.

S.V.: Dal 31 gennaio sarete in tour in vari club d’Italia; c’è stata una scelta precisa sulle location?

A. B.: Abbiamo scelto una dimensione che amo sia come musicista sia come ascoltatrice. Non amo le grandi location dispersive, preferisco posti più intimi in cui ci si possa immergere nell’ascolto. Purtroppo dopo il Covid abbiamo perso tanti di questi luoghi, e adesso i concerti sono mega eventi in cui anche prendere un biglietto diventa un atto performativo. Collegati a quest’ora, fai la fila, vai in trasferta... Preferisco locali molto più piccoli in cui puoi pensare solo alla musica. Anche nel suono della band abbiamo fatto questo ragionamento, niente sequenze ma suoni veri; una scelta di sobrietà, viaggiamo con lo zainetto leggero. Era un desiderio che avevo da tempo e con questo tour ci sono riuscita.

S.V.: Nel ‘93 hai partecipato a Sanremo con il brano “A piedi nudi”, con il quale hai vinto anche il premio della critica. Come hai vissuto quell’esperienza? Hai più pensato di tornare al Festival?

A. B.: Accadde tutto per caso. Partecipai a una kermesse che si chiamava “Canzoniere Italiano”, alla quale partecipavano anche nomi come Jovanotti e Mia Martini, e inaspettatamente vinsi. Questo fu una sorta di lasciapassare per andare a Sanremo. Ricevetti da Aragozzini (direttore artistico dell’epoca) una telefonata in cui mi si chiedeva di partecipare nella sezione giovani. Avevo una casa discografica alle spalle, ma mi sentivo un outsider. Arrivai a Sanremo con una canzone senza ritornello e fui eliminata. Ero già pronta per tornarmene a Bologna quando mi chiamarono per comunicarmi che avevo vinto il premio della critica. Non ho mai avuto desiderio di tornare, non scrivo canzoni adatte al contesto e c’è una pressione fortissima per gli artisti in gara. Nonostante le mie influenze punk, mi identificavo molto di più con i cantautori, più liberi di esprimere sé stessi al contrario dei cantanti pop che tendono a dover proporre brani molto orecchiabili che rimangono in testa al primo ascolto. Invidiavo i grandi artisti internazionali che sono riusciti ad arrivare al grande pubblico mantenendo una propria identità, come Sinéad O’Connor o i Talking Heads.

S.V.: Sei stata corista per Dalla e Morandi, ma mi viene difficile immaginare una voce così personale come la tua nella veste di corista.

A. B.: Dalla è sempre stato un grande sperimentatore, ha voluto me e Iskra Menarini, con la sua voce gospel-blues. Le nostre voci insieme, così particolari, funzionavano benissimo all’interno dei suoi arrangiamenti. È stata un’esperienza bellissima e ho imparato tanto.

S.V.: Oltre a essere una musicista, hai lavorato come attrice al cinema e in teatro. Qual è la cosa in cui ti senti più a tuo agio?

A. B.: Nella musica sei solo tu: hai più autonomia e libertà espressiva. L’attore è una piccola parte di un grande progetto, sono i personaggi che ti aspettano, tu metti te stessa ma l’attore senza un progetto è un sacco vuoto. L’attore nasce col teatro e il teatro è ripetizione, ci vuole molto tempo per sentirti finalmente a tuo agio. Con la musica sei molto più libera, mi sento molto più a mio agio nella musica.

S.V: Tu come scrivi?

A. B.: Mi lego alla sedia e mi metto a scrivere. Mi metto al lavoro e mi dico: oggi io scrivo un pezzo. Anche se poi lo butterò; scrivere musica non è solo ispirazione ma esercizio e lavoro costante. Alcune canzoni arrivano mentre sei al supermercato, altre le devi costruire col tempo. Spesso scrivo di getto, senza pensare a una struttura o una canzone, seguo il flusso e poi magari tengo solo una frase del testo. È importante lasciare fuori il giudizio, ma tenere la mente aperta e saper riconoscere quando arriva qualcosa di valido. Paul McCartney disse: “se scrivi un pezzo e ti sembra già sentito, sei sulla strada giusta”... Se scrivi tanto non ti perdi nei giudizi, ma vivi la scrittura come un bisogno.


Il tour di “3021” partirà da Genova; qui le date:

31 gennaio 2026 – GENOVA – AD ASTRA Cinemino

6 febbraio 2026 – GUAGNANO (Lecce) – Rubik

7 febbraio 2026 – BARI – ODE Officina degli Esordi

19 febbraio 2026 – FIRENZE – Brillante_Nuovo Teatro Lippi

20 febbraio 2026 – ROMA – Angelo Mai

21 febbraio 2026 – BOLOGNA – DAS Dispositivo Arti Sperimentali

4 marzo 2026 – MILANO – Biko

6 marzo 2026 – TORINO – CPG


Per info: www.friendsandpartners.it

Foto: Claudia Pajewski 

Ufficio stampa: Parole e Dintorni