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Giancarlo Onorato Liturgia sensuale: intervista a gianCarlo Onorato su tour e album
Dal libro ex ‐ semi di musica vivifica al tour e al disco ex Live con Cristiano Godano (Marlene Kuntz), liturgia di bellezza inquieta in musica e letture, fino al nuovo album in preparazione.
Dal libro ex ‐ semi di musica vivifica, pubblicato nel 2013, al tour avviato nelle primissime tappe con Paolo Benvegnù e poi consolidato e continuato in una “liturgia sensuale”, cerimonia di rara bellezza, inquietudine e fascinazione in musica (con cover di Lou Reed, Neil Young, Nick Cave e Beck) e letture, con Cristiano Godano (Marlene Kuntz), ora su cd con il titolo ex Live (Lilium Produzioni/Master Music): gianCarlo Onorato ci racconta i live, il loro “impianto emozionale” ed umano, la complementarietà con Godano, l’involontaria lezione di Lou Reed, “insopportabile distruttore di ogni regola”, “l’orgasmo mistico della creazione” e l’arte come strumento nobile per ricordare che la vita non è solo prosaica economia, i concerti come dimensione, germe ed auspicio di riflessione e immersione introspettiva e…qualche indizio su come si preannuncia attualmente il suo futuro album.Buona lettura.
A fine intervista trovate ex Live in streaming e le prossime date del tour.
Mescalina: L’avventura live di ex ‐ semi di musica vivifica, vivida di fascino ed inquietudine, trasposizione in letture e musica dell’omonimo libro, il quinto della tua carriera, è cominciata con Paolo Benvegnù: che tipo di esperienza è stata e cosa pensi vi accomuni? Ad esempio la profondità dello sguardo al reale, oltre i topoi?
gianCarlo Onorato: Mi lega a Paolo un’amicizia decisamente particolare, con lunghe pause e momenti di forte riavvicinamento. Con la lettura del mio libro, ormai un anno e mezzo fa, ha accolto con sincero entusiasmo l’esperimento di suonare con me un concerto che contenesse diverse riletture di brani amati. E’ stata un’esperienza densa e ricca di pathos, una vera passione condotta in pubblico e tornata a noi come un boomerang emozionale travolgente. C’era questa energia emotiva che partendo dal palco faceva un giro di platea e tornava per toglierci il fiato. E’ stato bello. Probabilmente ci accomuna l’empatia con cui viviamo tutto ciò che comporta il mestiere delle idee, comprese le grandi tristezze cui ti espone in questo Paese, e credo anche in sostanza una visione pulita della musica, il bisogno di mantenersi in equilibrio nelle cose della vita grazie ad essa. Siamo anche parecchio diversi, questo è evidente, tuttavia il grande favore del pubblico per ex dal vivo è partito con lui.
Mescalina: È stato però con Cristiano Godano, che avevi tra l’altro già invitato a Mangiastorie come direttore artistico nel 2012, che ex ha dato vita ad un vero e proprio tour: quali aspetti logistici e quali affinità elettive hanno consentito che il vostro fosse un sodalizio duraturo? Se Benvegnù ha un approccio più istintivamente e naturalmente filosofico alla vita, il vostro dona alle canzoni un’aura più torbida e “religiosa”, votandole al culto dell’immersione tra le pieghe di carne delle passioni.
gianCarlo Onorato: Con Cristiano ex ha preso quota, assumendo una dimensione compiuta. Io e Cristiano ci piacciamo da tempi memorabili, e negli ultimi cinque anni abbiamo condiviso parecchi palchi. A un certo punto due anni fa è nata La ricerca della bellezza, una formula semplice ma efficace per stare insieme in una sospensione tra riflessioni e poca, essenziale musica. Questa esperienza si è ripetuta diverse volte, e tutt’oggi la portiamo in giro con il piacere di un confronto sempre nuovo, sia con noi stessi, sia con il pubblico che viene ad ascoltare le nostre parole e l’essenza delle canzoni rese con la sola chitarra acustica. La sua vera forza consiste in effetti nella scoperta delle persone, una dimensione che non può essere dimenticata. Offrirsi come persone restituisce più verità al lavoro svolto da entrambi in questi anni, il pubblico lo sente e sente di poter smettere di essere “pubblico”, per essere a propria volta chiamato a un rapporto paritario a tutti gli effetti. Cade il palco, emerge il contatto. Da lì a fare insieme ex il passo è stato breve. Abbiamo tessuto lentamente tutte le trame di cui si compone questo percorso, incrociando stili e sensibilità, vulnerabilità e forze. Con una formazione di grande impianto emozionale, in cui ancora una volta vince la dimensione umana, è stato possibile realizzare in poco tempo quello che è divenuto un concerto amato. Una certa liturgia sensuale mette in stretta relazione me e Cristiano, due individui con vite, percorsi, esiti differenti, e un differente impatto presso il pubblico. L’unione si è rivelata da subito giusta, si capisce che c’è complementarità, c’è una garanzia reciproca data dalla stima e dalla continua scoperta l’uno dell’altro. Sul palco avvengono delle cose. E non posso neppure negare che sia persino divertente.
Mescalina: Nella tracklist di ex Live preponderante è la presenza di Lou Reed con brani dei Velvet Underground o della sua carriera solista, ma anche con una lettura di una delle tante pagine del libro in cui è citato. In questa lettura è presentato anche come un’icone mortuaria (“la faccia di Lou Reed è una maschera che riflette il teatro, il sesso e la morte”, dal capitolo orfani della Pop Art). In un altro capitolo del libro, Lo straniero, di lui scrivi: “Si ha come la sensazione che in Lou Reed la scomodità dell’uomo sia perfettamente accordata con la sua posizione obliqua all’interno del panorama cangiante di fine secolo, con la musica deragliata, mille milioni di volte più rappresentativa del proprio tempo di quanto potessero esserlo le lezioni ancora troppo aristocratiche dei migliori compositori dello stesso periodo”. Che rapporto hai personalmente con la sua musica?
gianCarlo Onorato: Sono stato un apprendista stregone in età talmente tenera, che posso dire con una discreta serenità che Lou Reed ha incarnato la figura del mio vero maestro, pur senza impartire alcuna volontaria lezione. Quel maestro mancatomi nella poca scuola che ho sopportato, prima di rifugiarmi in studi privati. Mi è stato maestro in special modo su un fondamentale argomento: il suo gesto artistico mi ha confermato ciò che l’intuito mi andava dicendo, e cioè che si poteva fare dell’espressione alta anche senza doversi fare evirare dalle istituzioni. Questo per me rappresenta un passo essenziale non solo nella mia formazione, ma in generale in tutta la vicenda artistico‐musicale del secondo novecento. Quella che ha preso poi vera vita con il post‐punk, per intenderci. Ma sono cose che dico piuttosto chiaramente in ex – semi di musica vivifica. Il novecento senza la musica popolare tradotta in segnale disperatamente interiore, non sarebbe nulla, e anche le più elevate espressioni della musica colta, sarebbero isole alla deriva, senza il lavoro di gente come Lou Reed. Siccome io ho inteso fare sul serio sin dal principio, e siccome qualcuno che segni il cammino deve pur essere individuato, per me quello è stato Reed, quell’insopportabile distruttore di ogni regola.
Mescalina: Non ho usato per caso più volte la parola “vita” nelle mie (lunghe, sigh) domande: ex Live è una sorta di doppia biografia, reale, ma anche onirica, un mosaico di tasselli immaginifici, composti da canzoni, umori e atmosfere notturne, enigmatiche, lisergiche o palpitanti (di vita, appunto). Nel libro affronti anche l’argomento del ricorrere di morti drammatiche come conclusione dell’esistenza di molti artisti, da Ian Curtis a Nick Drake, da Jeff Buckley a Laney Stanley, e le loro storie restituiscono “la desolante constatazione di una certa debolezza che quest’arte sembrerebbe suggellare. Come se la musica rock col suo passaggio, pur nella sua potente esaltazione del corpo e del sangue, volesse anche mettere in evidenza che l’uomo del ventesimo secolo è ancora più triste e solo con se stesso davanti alla vacuità del vivere”. In un altro capitolo, metti in evidenza “l’urgenza imposta dalla musica” e il contrasto tra “il tormento dell’arte”, con “l’orgasmo mistico della creazione”, e il tentativo di avere comunque “una vita normale”. Quanto la musica è quindi un’esigenza, un complemento, una necessità ineludibile (in generale e nello specifico per te)?
gianCarlo Onorato: Lo è completamente. Io non ho mai perso il rapporto con la realtà, grazie alle mie origini e a un percorso tutt’altro che facile e garantito. Tuttavia, e proprio in ragione di questa necessità di non perdere di vista il reale, con tutte le sue aggressioni prosaiche e gli avvilimenti che presenta, occorre tenersi alti dentro, e chi non lo fa, non è stato incoraggiato a farlo, o semplicemente ha creduto di poter liquidare la realtà come un insieme di faccende pratiche finalizzate all’ottenimento di un utile, è stato, è o sarà fregato, tradito. Molto spesso il tema dell’utilità di ciò che appare inutile, o non produttivo per “mangiare”, ricorre nelle presentazioni che facciamo in pubblico. Sono portato a ricordare che senza una fitta e appassionata coltivazione delle idee da parte di chi ci ha preceduto, non avremmo affatto la vita che abbiamo oggi: tutti ma proprio tutti i balzi in avanti dell’umanità sono il frutto di astrazioni. Per questo io rivendico massimamente la necessità di dedicarsi all’astrazione, alla creazione, all’invenzione. Chi sostiene il contrario, è un nemico dell’umanità.
Mescalina: Come avete scelto brani e letture da includere in ex Live? Si tratta delle canzoni della setlist completa del concerto alla Latteria Artigianale Molloy di Brescia?
gianCarlo Onorato: Mancano alcuni brani, sottratti al disco per ragioni diverse, non ultima la lunghezza di tutto il concerto. Per le letture è stata dura, ho impiegato un po’ di tempo, all’inizio, per rendermi conto che vi potessero figurare senza spezzare il ritmo del concerto. Col tempo tutto ha finito per essere fluido, ma la scelta è stata difficile, il libro è talmente fitto di passaggi che potevano ben consegnarsi all’innesto con le canzoni, che ho faticato molto a selezionarne pochi. Mi ponevo il problema di non soffocare il tutto con immagini estranee all’azione musicale, e non volevo inoltre che divenisse un “reading”: preferivo rimanesse un concerto con inserti che rimandano a riflessioni che qualcuno, come spesso è accaduto, potrebbe anche non necessariamente riportare al libro, ma godersi come pure evocazioni, pronte all’alternanza con i brani musicali, ma musicali esse stesse quanto basta per figurare non come pause dal suonato.
Mescalina: Nel romanzo‐saggio c’è molta letteratura, tanto cinema, tantissima musica: si parla di molti artisti, da Siouxsie and the Banshees a Serge Gainsbourg, da Frank Zappa a Iggy Pop e gli Stooges; d’altronde il volume si conclude con discografia, bibliografia e cinematografia. Nelle date di ex, anche in quelle soltanto con Meg Russo e Guido Maria Grillo, ci sono state analogamente anche altre canzoni, come Atmosphere dei Joy Division o Nude dei Radiohead. Potrebbe profilarsi all’orizzonte un secondo cd di ex Live, visto che continua il tour con Godano, anche come La ricerca della bellezza?
gianCarlo Onorato: Forse un secondo ex Live sarebbe troppo, tuttavia non è escluso che i brani al momento estromessi dal disco possano trovare altre occasioni di pubblicazione. E’ piuttosto importante invece spiegare che La ricerca della bellezza è una dimensione a sé rispetto al concerto di ex, anche se è inevitabile che diverse affinità vi si colgano, ma sono affinità tematiche, mentre l’azione scenica e affatto diversa.
Mescalina: Nel capitolo del libro L’opera aperta affermi: “La materia dell’opera aperta deve poter sporcare le mani e la testa di chi vi si accosta, deve saper lasciare segni di sé, deve intaccare e imbrattare chi ne voglia comprendere il senso”, lasciare “macchie di colore come un dipinto fresco su chi la maneggia”. Cosa pensi stia lasciando e lascerà ex Live con i suoi “semi di musica”?
gianCarlo Onorato: Posso sperare che rimanga il desiderio di fare continua immersione in sé stessi, nei fondali che per quanto magmatici possano essere, improvvisamente sanno offrire squarci di luce. Pensare che ciò avvenga in chi lo ascolta è pura presunzione, tuttavia lo scopo di questa operazione è esattamente la panspermia a cui affido la circolazione del bisogno di sé. Io lo sento di continuo, e mi piace pensare che nell’animo di chi ci ascolta, si rifletta questa stessa urgenza.
Mescalina: Nello stesso capitolo scrivi che “il giorno in cui ti metti all’opera per il nuovo disco, ne hai un’idea confusa e magmatica”, perché in fondo “la vaghezza è la vera madre di una robusta creatività”. I tuoi album richiedono “mesi di travagli” e cura certosina, artigianale, essendo ben lontani dalla concezione banalizzante e spoetizzante del disco che lo ha declassato negli anni a “operazione estemporanea e quasi quotidiana”: quanto è vaga o chiara al momento l’idea che hai del tuo prossimo album? Cosa ci puoi anticipare sul tuo nuovo disco?
gianCarlo Onorato: Dischi e libri per me rappresentano svolte e cambi di scenari nella mia esistenza. Io credo che l’opera debba contenere porzioni di vita di chi la realizza; fino all’ultimo istante in cui è in preparazione, un’opera deve mantenersi palpitante e pronta a mutare. Le opere migliori sono inoltre quelle che contengono sufficienti impulsi vitali da risultare sempre nuove nel tempo. Da ciò deriva il fatto che il nuovo disco, dopo tutto il lavoro svolto e tutto il contatto e il confronto sperimentati con sangue bianco, con il libro ex – semi di musica vivifica e con ex Live, si annuncia pregno di materia palpitante. Non so tracciarne un profilo, avendone al momento una percezione pastosa e cangiante. Uno scenario in cui canta il mio desiderio di lambire il senso delle cose. Ogni opera è l’impresa vana, per questo si ha sempre voglia di ritentarla.
Mescalina: Grazie mille!
Prossime date del tour ex Live:
27/05 concerto per i detenuti del carcere di Bollate (MI)
21/06 presentazione di ex – semi di musica vivifica e di ex Live, Feltrinelli, Brescia (ore 18, Festa della Musica)
17/08 concerto a La Spezia
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Si ringrazia Luca Barachetti.