Luigi Grechi De Gregori

interviste

Luigi Grechi De Gregori I GIOVANI DEL FOLKSTUDIO tornano con la quarta edizione di NOINONCISANREMO

23/02/2026 di Stefania Fancellu

#Luigi Grechi De Gregori #Italiana#Canzone d`autore

Sanremo è un evento emblematico nella cultura musicale italiana, noto per l'ampia visibilità che offre agli artisti. Tuttavia, come evidenziato da Luigi "Grechi" De Gregori, c'è una percezione crescente che, mentre l'attenzione mediatica aumenta, la qualità artistica possa soffrire. La ricchezza del panorama musicale italiano, rappresentata da talenti emergenti incontrati durante i tour, è spesso in contrasto con le dinamiche commerciali del festival. “I Giovani del Folkstudio” tornano con la quarta edizione di “NOINONCISANREMO” martedì 24 febbraio al Teatro Garbatella di Roma e giovedì 26 febbraio per la prima volta a Milano all’Auditorium Radio Popolare “Demetrio Stratos”. Abbiamo incontrato l'anima dell'evento, Luigi Grechi De Gregori.

Stefania Fancellu: Puoi raccontarci la storia del Folkstudio e come è nato?

Luigi “Grechi” De Gregori: Il Folkstudio è nato a Roma nel 1961, grazie all'iniziativa di Harold Bradley. Bradley era una figura di spicco nel football americano, ma aveva anche altre passioni. Si era diplomato a Perugia in arti figurative ed era un grande amante della musica, oltre che cantante. Dopo aver trascorso un periodo a Roma, Bradley decise di tornare a Chicago per insegnare arte. Fu allora che Giancarlo Cesaroni prese in mano le redini del Folkstudio. Successivamente, Cesaroni affidò la gestione del Folkstudio Giovani a me, e continuai così a seguire il talento di molti giovani artisti.

SF: Com’era Roma in quel periodo?

LDG: Le strade di Roma erano animate da una generazione di giovani appassionati e desiderosi di cambiare il mondo. Il Folkstudio, in particolare, era uno dei luoghi simbolo di questo movimento culturale e divenne rapidamente un punto di incontro per musicisti, poeti e giovani alla ricerca di una via d'uscita dalle restrizioni politiche e sociali dell'epoca. In un periodo in cui molti cercavano di sfuggire alle dittature e alle oppressioni, il Folkstudio offriva uno spazio di libertà e creatività.

SF: Come va avanti ora il Folkstudio? Come vanno i giovani del Folkstudio?

LDG: Tutto continua nonostante tutto. Il Folkstudio è un mondo magico. È il luogo dove è nato mio fratello, insieme ad artisti come Antonello Venditti e Stefano Rosso. È stato un punto d’incontro glorioso per molti talenti. I giovani del Folkstudio sono itineranti, vivono nella libertà, ospitati da locali che ricordano quelle atmosphere.

SF: Ora parliamo di Sanremo. I giovani del Folkstudio sono alla quarta edizione di "Noi Non ci Sanremo". Cosa è per te il festival di Sanremo?

LDG: Io conosco Sanremo da ragazzino e ho sentito il primo festival in radio quando ha vinto Papaveri e Papere. Ho visto grandi cose accadere a Sanremo, grandissimi ospiti e grandissimi brani. Negli ultimi anni mi sembra essere aumentato il clamore intorno al festival e diminuita la qualità, mentre io, in giro in tour, ho conosciuto tanti cantautori di spessore. Questo ha fatto partire la mia garbata rivolta. 

SF: La 4ª edizione di “NOINONCISANREMO” si terrà martedì 24 febbraio al Teatro Garbatella di Roma e giovedì 26 febbraio per la prima volta a Milano all’Auditorium Radio Popolare “Demetrio Stratos”. Cosa ti aspetti? 

LDG: Durante le prime edizioni, c'erano dei veri giovani talenti. Per tutte e tre le volte, a sorpresa, è salito sul palco mio fratello Francesco, ma per il resto gli artisti erano poco conosciuti nel circo musicale. In questa quarta edizione ci sarà Daniele De Gregori, un cantautore romano (e non è mio parente) che da dieci anni scrive ottimi brani, pur essendo ancora sconosciuto al grande pubblico. Inoltre, avremo Paolo Capodacqua, un chitarrista abruzzese di grande valore, noto per aver collaborato con Claudio Lolli. Questa è la prima volta che l'evento si svolge in un teatro, e sono molto curioso di vedere come sarà l'atmosfera. Nei locali, l'ambiente è sempre stato molto rilassato e informale. Sarà interessante osservare come il contesto teatrale influenzerà l'evento. 

SF: Quanto la diminuzione della qualità che riscontri a Sanremo ha a che fare con la grossa moda dei contest?

LDG La musica si fa con il duro lavoro. Non si dovrebbero fare gare tra le canzoni. Mancano i locali dove fare musica dal vivo e dove la gente può ascoltare. Il fermento c’è sempre, ma aumentano le difficoltà nel proseguire, a causa della pesantezza dei mezzi di comunicazione di massa che schiacciano gli individui. Nessuno si immagina di suonare al bar o a un angolo di strada. La musica ovunque sarebbe un sogno.

SF: La tua storia con la musica è davvero lunga e forse servirebbe un libro. Che progetti hai per il futuro? 

LDG: La mia avventura nel mondo della musica è stata un viaggio incredibile, e sì, potrebbe riempire le pagine di un libro. Al momento, il mio progetto principale è aiutare nuovi talenti a emergere nel panorama della canzone italiana. Ho deciso di "appendere la chitarra al chiodo", per così dire, per dedicarmi completamente a questa nuova fase della mia carriera. Sono estremamente orgoglioso di essere stato parte del percorso di artisti sconosciuti che, grazie al loro talento, sono riusciti a brillare.

 

In conclusione, il festival di Sanremo continua a essere un palcoscenico importante per molti artisti, ma è cruciale tenere sempre al centro la qualità musicale. Le osservazioni di De Gregori sottolineano l'importanza di celebrare e supportare nuovi talenti che portano avanti la tradizione cantautorale italiana. La rassegna musicale, dedicata alla canzone d’autore e realizzata sotto la direzione artistica di Luigi "Grechi" De Gregori ed Ezio Guaitamacchi, si svolge in contemporanea con il Festival di Sanremo, accendendo i riflettori su una scena alternativa della canzone d’autore italiana. Sul palco si alterneranno artisti e cantautori provenienti da diverse generazioni e percorsi. A Roma, il 24 febbraio, si esibiranno Francesco Ripandelli & Lorenzo Giannini, Daniele De Gregori & Lucio Bardi, Leo Folgori & Giacomo Ronconi, Nage, Giovanni Block, Paolo Capodacqua, Fabrizio Emigli & Edoardo Petretti, Leonardo Petrucci & Band.

I biglietti sono disponibili online al seguente link: www.diyticket.it/events/Musica/28912/noi-non-ci-sanremo.

A Milano, il 26 febbraio, saliranno sul palco Folco Orselli, Giovanni Block, Claudio Sanfilippo, Petrina, Veronica Marchi e Alteria.

L’ingresso è libero previa prenotazione tramite mail: prenotazioni@radiopopolare.it.

In entrambe le serate ci saranno ospiti a sorpresa!

 

Ufficio stampa: Parole e Dintorni