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Intervista Nada - La verità
Nada

Nada

La verità


16/07/2007 - di Maurizio Pratelli

      
   La verità
      Intervista NADA

Per la prima volta Nada Malanima è a Como in occasione del nuovo tour "Luna in piena". Per questo importante evento live, la città le ha riservato il palco migliore, quello di piazza Cavour. L'artista toscana è davvero entusiasta di questo appuntamento e ce ne parla sempre accompagnata da uno spontaneo sorriso..


Mescalina: Suonerai di fronte al lago di Como, nel "salotto" del capoluogo lariano …
Nada: Mi fa davvero piacere, non sapevo di avere così tanti amici in questa città.

Mescalina: D'altra parte si dice da tempo che tu sia la migliore cantautrice rock italiana.
Nada: In questi anni ho fatto molti cambiamenti, mi sono impegnata tantissimo e ho cercato di dare davvero il massimo. Il fatto che tutto ciò venga riconosciuto è molto importante per chi fa una musica non sempre facile.

Mescalina: Qualcuno ti accosta a Patti Smith …
Nada: La ammiro molto, domani suoneremo sullo stesso palco a Roseto degli Abruzzi. Lei è un simbolo che va oltre la musica, ha un carisma incredibile. Devo dire che anche John Parish, quando ha ascoltato per la prima volta "Le mie madri", ha pensato a Patti Smith. Ad unirci, però, più che la musica, penso possa essere un percorso di vita che per certi versi può essere considerato parallelo.

Mescalina: Nel tuo ultimo lavoro, "Luna in piena", affiorano sonorità anni '70, vicine a quelle dei Velvet Underground.
Nada: Io adoro Lou Reed, ma anche in questo caso credo ci siano influssi dovuti solo a un gusto musicale affine. Non credo mi sia capitato di pensare ai Velvet mentre scrivevo una canzone. Certe cose però le hai dentro e quindi è naturale che vengano fuori.

Mescalina: Sei cosciente che i tuoi ultimi dischi in studio sono un trittico di capolavori?
Nada: Piccoli piccoli. So di aver dato tutta me stessa facendo molto ricerca sul suono e non posso negare di esserne molto soddisfatta.

Mescalina: "Distese" è una canzone stupenda, ma nel nuovo lavoro è difficile trovare qualcosa che non funziona.
Nada: Grazie, infatti non siamo riusciti a trovare un singolo da pubblicare! Che per certi versi potrebbe pure sembrare un difetto, di questi tempi ...

Mescalina: Rispetto agli album precedenti con Parish, questo lavoro mi sembra più morbido, meno "crudo".
Nada: È vero, suona più rotondo, forse è meno rock e più cantautorale. Ho chiamato John Parish ma lui era in studio con Pj Harvey e i tempi stretti mi hanno costretto a dover rinunciare alla sua produzione. Così ho deciso di produrlo da sola, ho chiamato Cesare e in poco tempo abbiamo inciso tutte le canzoni.

Mescalina: Cesare Basile ha fatto un grande lavoro alle chitarre, concordi?
Nada: Con Cesare ci si intende con un solo sguardo. Ha capito subito quali erano le mie intenzioni per questo disco. Alla fine devo dire che sono molto soddisfatta. Volutamente non è stato fatto molto lavoro sui suoni, lo volevo il più spontaneo possibile. Per "Distese", ad esempio, abbiamo fatto una sola incisione.

Mescalina: Sanremo ti ha lanciata, lo hai vinto e quest'anno sei tornata ancora con "Luna in piena". Perchè?
Nada: È una grande vetrina, inutile negarlo. Quando ho capito che mi avrebbero lasciato fare la mia musica, non ho esitato. Sono stati molto gentili a invitarmi e io non potevo certo perdere una opportunità di questo tipo. Può sembrare paradossale, ma una grande occasione per proporre musica non commerciale me l'ha data proprio il Festival.

Mescalina: A proposito di canzoni "speciali" come nasce "Proprio Tu", uno dei tanti brani di spessore di "Tutto l'amore che mi manca", l'album del 2004?
Nada: In realtà, anche se questo pezzo l'ha scritto Cesare Basile, l'ho fatto subito mio. È una canzone che sento molto e l'ho interpretata davvero come se l'avessi composta io.

Mescalina: Quanto ancora influenza il tuo scrivere Piero Ciampi?

Nada: Nei testi moltissimo, da sempre. Potrei dire di avere una visione "ciampiana" del mondo, il suo stesso approccio linguistico, diretto ed essenziale, forse proprio tipico dei toscani. Tra l'altro ho in mente un progetto teatrale che riguarda Ciampi.

Mescalina: Non sei cattolica però citi spesso di Gesù. Nell'album "L'amore è fortissimo e il corpo no", gli hai dedicato la prima canzone …

Nada: Ognuno sviluppa una propria religiosità. Mi piace molto la sua figura, i valori che rappresenta, l'idea di un qualcuno che sta al di sopra, che si può evocare, invocare e anche supplicare.

Mescalina: E poi c'è l'amore, tema che canti sempre senza banalità, basta pensare a "La verità" o a "Niente più", tanto per citare due brani di "Luna in piena"
Nada: L'amore è importante, fa parte della nostra vita, di come la vivi o ti piacerebbe viverla. C'è molto vissuto nei miei testi, c'è molto amore idealizzato, anche quello che non contempla per forza il sesso.

Mescalina: Sei stimatissima da molti giovani cantautori che hanno speso grandi parole per te.
Nada: In effetti devo dire che ultimamente sto ricevendo molti attestati di stima spontanei. Tutto ciò è davvero gratificante, vuol dire che il percorso di questi anni è quello giusto.

Mescalina: Delle tue recenti esperienze live, dal Nada Trio a tour con Zamboni, di quale hai ricordi migliori?
Nada: Le ho vissute tutte con lo stesso entusiasmo, come ogni nuovo progetto. Con Massimo Zamboni, che è un musicista bravissimo, ho trascorso un periodo professionale stupendo e credo che "L'apertura", il disco dal vivo pubblicato nel 2005, ne sia buon testimone. Ora mi piacerebbe qualcosa di ancora più intimo, vorrei portare in giro la mia musica da sola.

Mescalina: Che tipo di concerto stai portando in giro?
Nada: È un live molto rock in cui sono accompagnata dalla mia band (buona parte degli Ustmamò ndr) con due chitarristi, un bassista e un batterista. La scaletta si concentra sugli ultimi dischi, ma rifacciamo sempre anche alcuni classici che ho riarrangiato. È un concerto rock.







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