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Goran Bregović Goran Bregović: la musica come rito e festa di resistenza e bellezza
Mescalina: Innanzitutto grazie per il tempo che ci dedichi! Vorrei sapere se, per questo tour italiano, che comincia il 24 luglio a Cernobbio, e nel nuovo disco di imminente uscita, tu abbia colto qualcosa che ha modellato il suono in modo nuovo, perché la tua musica ha sempre avuto radici in un foltissimo insieme di connessioni culturali.
Goran Bregović: se guardi indietro, tutti i compositori più importanti sono partiti dalla loro tradizione; anche i grandi compositori italiani, fino a Stravinskij, Gershwin, McCartney...in tutti si possono trovare tracce del passato, che li ha spinti e li spinge a creare un modello per l'oggi. Io vengo da un posto che ha una concezione di modernità diversa dalla vostra, e ho sempre voluto restare nel solco della mia tradizione, mantenendola e rendendola vicina alla mia idea di moderno.
M.: Quindi, nel tuo processo creativo, come decidi, quando crei o arrangi un pezzo nuovo, quali tradizioni preservare e quali reinventare?
G.B.: Io sono nato a Sarajevo, in una frontiera attraverso la quale, per cinque secoli, passavano Ottomani, quindi musulmani, cristiani ortodossi, cattolici; sono nato come una specie di Frankenstein che mette insieme musiche diverse; così, nella mia immaginazione si sono mescolati in modo naturale i colori dei canti ebraici, quelli delle musiche ortodosse per i funerali...sono un compositore che viene dalla frontiera, e le tracce con cui sono cresciuto mi hanno segnato; le puoi trovare nella mia musica!
M.: ...però posso dire che il tuo Frankenstein non ha prodotto un mostro?...
G.B.: ...e il mio infatti non è un mostro, anzi, nello scorso secolo lo era, forse lo è ancora per qualcuno, ma viviamo in un tempo in cui dobbiamo capire che solo nell'insieme di tanti elementi diversi si può trovare la bellezza. Noi annunciamo la nascita di una nuova bellezza!
M.: A proposito del tuo essere un musicista che ha sempre prodotto un mix tra diverse culture...in questi anni vediamo invece un'Europa divisa, sotto tanti punti di vista. Qual è il tuo pensiero in questo senso?
G. B.: Spero che la musica continui ad avere un ruolo fuori dalla follia che vedo spesso nella politica, che strumentalizza la religione e disprezza le diversità; questo non è naturale, non è umano...penso che, quando andiamo a un concerto, lo intendiamo spesso come un rituale, per quale abbiamo pagato il biglietto, e ci andiamo col desiderio che ci succeda qualcosa di bello. È un rituale molto diverso da quello che avviene in guerra: lì ci mandano per forza, ci dicono di uccidere un nemico che inventano loro, mentre in un concerto vogliamo vivere due ore umane, di amicizia, anche con chi non conosciamo, ma con cui condividiamo quella esperienza. Quando canto una canzone, io divento un amico, e tutti componiamo quasi una famiglia. E, quando il concerto finisce, continuiamo la nostra vita, ma conserviamo la sensazione che la musica abbia il piccolo potere di mettere insieme le cose, di sistemarle, almeno per due ore.
M.: Nelle tue canzoni ci sono correnti emozionali molto profonde: l'energia, l'amore, ma anche l'esilio, la perdita, la nostalgia, e non a caso il tuo gruppo si chiama da sempre The Wedding and Funeral Band...questi temi risuonano anche dentro di te, o si sono trasformati?
È difficile spiegarlo, è un piccolo mistero anche per me, capire se e come mi sono trasformato negli anni...credo però di aver sempre cercato di essere onesto, con me stesso e col mondo. Io sono un compositore come lo si intendeva ai vecchi tempi, non mi interessa lo show business, giro il mondo per duecento sere all'anno a proporre la mia musica, non faccio video su internet, voglio solo suonare e creare questo ponte tra le culture. Allora, spero che questa onestà e la coerenza possano essere arrivate al pubblico.
M.: Certo, lo sentiamo! A proposito delle tue molteplici esperienze, ce n'è una particolarmente famosa: la tua collaborazione con Kusturica, per le colonne sonore di film indimenticabili, come Il tempo dei gitani o Underground. Com'è stata la tua esperienza con lui?
G.B.: Ho avuto la fortuna di conoscerlo nel suo periodo migliore, quando ha diretto Il tempo dei gitani, Underground, Arizona Dream,
l'unione di una storia balcanica con star americane (Jerry Lewis, Johnny Depp, e una canzone - Tv Screen - interpretata da Iggy Pop, ndr.). Lui ha preso il meglio di me, e io il meglio di lui, e penso che abbiamo lasciato dietro di noi opere di cui non ci vergogniamo, almeno, lo spero...(ride)
M. ...Lo penso anch'io! Un'altra collaborazione recentissima è stata al Festival di Sanremo, con Olly, con cui tu e la tua Band avete creato una versione energica de Il Pescatore. Puoi dirci com'è successo?
G.B.: Ma questo è proprio il modo con cui a volte succedono le cose! Fin dal primo minuto, ho avuto l'impressione che la sua follia fosse compatibile con la nostra, ed è stato bello. Olly ha portato una follia personale, simile a noi, e subito abbiamo detto che avrebbe vinto. Lui ci ha risposto: "Questo non si dice!"(ride). Invece poi ha proprio vinto; ma l'importante è che sia stato un bel momento, ci siamo divertiti, stavamo bene insieme, e spero che si sentisse nel brano di De André, che è molto bello, anche con gli ottoni balcanici, che hanno creato una bella alternanza tra momenti più lenti e altri più gioiosi. Una splendida esperienza, anche per la mia band.
M.: Un'ultima domanda. Tra poco ti esibirai a Cernobbio; la conosci? Cosa ti aspetti da questo concerto?
Certo che conosco il Lago di Como, come no! La mia idea è costruire un programma divertente...è estate, il pubblico ha voglia di divertirsi, e anche noi, perché penso che, se ci divertiamo tra noi, anche la gente si diverta con noi! Penso di inserire nella serata qualche brano che ho scritto per il cinema,
qualcuno dalla mia opera Karmen with a Happy End,
qualche altro da Three Letters From Sarajevo,
e anche qualche anticipazione dal mio nuovo disco, in uscita a ottobre. Di sicuro sarà un programma divertente...vi aspettiamo!
M.: Ci saremo, a Cernobbio o altrove!
Le date del tour confermate per il 2025:
- 24 luglio – Cernobbio (CO), Villa Erba
- 25 luglio – Bra (CN), La Zizzola
- 26 luglio – Trevignano Romano (RM), Parco Pubblico
- 27 luglio – Verona (VR), Teatro Romano
- 28 luglio – Este (PD), Castello Carrarese – Este Music Festival
- 29 luglio – Ciano d’Enza (RE), Arena Bosco dell’Impero
- 30 luglio – Ancona (AN), Porto Antico
- 31 luglio – Massa Carrara (MS), Piazza Aranci
- 2 agosto – Sella Nevea (UD), Rifugio Celso Gilberti
- 4 agosto – Otranto (LE), Fossato del Castello.
The Wedding and Funeral Band è composta da:
GORAN BREGOVIC
Chitarra, Sintetizzatore, Voce
BAND DI FIATI GITANA
- Muharem Redžepi – Goc (grancassa tradizionale), Voce
- Denis Velickovic – Prima Tromba
- Dragic Velickovic – Seconda Tromba
- Stojan Dimov – Sax, Clarinetto
- Aleksandar Rajkovic – Primo Trombone, Glockenspiel
- Milos Mihajlovic – Secondo Trombone
VOCI BULGARE
- Ludmila Radkova Trajkova – Voce
- Daniela Radkova-Aleksandrova – Voce.