interviste
Marlene Kuntz Intervista con Riccardo Tesio in occasione della ristampa per il trentennale de Il vile
Enzo Restaino: Amici di Mescalina, diamo il benvenuto a Riccardo Tesio, fondatore dei Marlene Kuntz. Sono felicissimo di avere questa possibilità di fare quattro chiacchiere insieme.
Riccardo Tesio: Ciao, grazie a te.
E.R.: L’occasione per questa chiacchierata è la ristampa in vinile deluxe - il 6 marzo - di uno dei vostri dischi più importanti: Il vile, uscito nel 1996; un trentennale da ricordare e da fissare nel mondo della discografia italiana, perché è un album che segna per voi Marlene una chiara cifra di profondità, maturità musicale, di poetica. Anche per il pubblico fu importante, secondo me, perché portava un modo nuovo di approcciarsi al rock, forse in maniera meno scontata.
R.T.: Ti ringrazio. Dunque, vabbè, intanto mi hai fatto ricordare un po’ quello che succedeva in quegli anni, nel senso che era uscito appunto due anni prima Catartica, che era andato relativamente bene. Il boom dei nostri ascoltatori è successo dopo, però già quel disco sin dai primi mesi ci dava una nostra sensazione che stesse per succedere qualcosa. il secondo album è sempre il più difficile, il più importante…ma anche il terzo, poi il quarto! Comunque ci sentivamo di dare il massimo. Così è venuto fuori un disco abbastanza particolare: se Catartica era il frutto di quattro anni di composizione (abbiamo iniziato a suonare insieme nell’89), quindi abbiamo tirato fuori tanti pezzi e altri, quelli che ci sono sembrati più adatti, sono poi usciti, per Il vile invece è stato tutto più compresso e anche con questa sensazione di urgenza di fare, di dare il meglio; quindi, riascoltando questi dischi dopo molti anni, trovo Catartica magari un po’ più ingenuo e più vario, mentre Il vile ha un suono molto più omogeneo, con un'attitudine anche un po’ più scura, direi comunque più compatta, più album in quel senso, mentre Catartica è forse una “raccolta” di pezzi.
E.R : Come avete già fatto proprio per Catartica, con quella riedizione di un anno e mezzo fa, anche questa è arricchita, stavolta con grafiche molto particolari, abbracciando il mondo del fumetto. L'idea che mi sono fatto è che stiate trattando questi dischi come se fossero dei dischi nuovi, anche perché hanno ancora tanto da dire, secondo me, anche nella poetica, nel suono che esprimete. Credo che siano ancora attuali.
R.T.: In effetti è interessante... in generale direi di no, però mi piace che tu la pensi in questo modo, perché mi hai fatto venire in mente che tutti e due quegli album, forse ancora di più Il vile, proprio per questo essere più compatto, un po’ più scuro, non sono dischi facilissimi al primo ascolto: per chi non è abituato l'impatto può essere un po’ strano. Se poi uno ha la curiosità, la pazienza o a volte l'amico che dice “ma dagli ancora una chance”, magari poi comincia a capirlo più a fondo, anche i testi: Cristiano (Godano n.d.r.) ha questo modo di scrivere originale, che può anche non piacere all'inizio, poi però, nel momento in cui si entra, si capisce il senso delle cose, può scattare quella scintilla. Quindi,da quel punto di vista, credo che per molte persone si possono ancora considerare dischi nuovi, come dicevi.
E. R.: Parliamo del momento storico, quel 1996 in Italia. Nel mondo alternativo, senza per forza fissarci sul rock, è stato un anno importante perché ci sono state uscite discografiche come CSI, Üstamamò, Prozac +, e poi anche in ambito diverso, Fabbrica di plastica di Grignani, Neffa e i Messaggeri della Dopa. Che atmosfera si percepiva, perché adesso si parla tanto di quel sound delle band italiane degli anni '90, ma c'era veramente quel senso di libertà e di creare un solido canale alternativo, così potente?
R. T.: Ti direi di sì, perché, almeno per come l'ho vissuta io, si andava a suonare in giro, per fortuna si faceva un buon numero di concerti, quindi c'erano molte occasioni di suonare e la gente partecipava, ma non perché eravamo noi (anche, un pochino sì), ma perché c'era curiosità. Si andava, si usciva, c'era una buona parte di pubblico giovanile che, quando usciva una sera diceva "stasera andiamo lì perché c'è un concerto", manco sapevano chi suonava, ma non era quello. La cosa importante? Si andava ad ascoltare musica, a vedere la gente che suonava, in particolare i gruppi musicali. C'erano parecchi gruppi nuovi, c'era un fermento e - come detto - c'era anche un pubblico che rispondeva, che era curioso e quindi si creava questa reazione a catena positiva, per cui tu volevi suonar bene perché c'era gente, e loro andavano via contenti perché avevano visto un bel live. A volte capitava spesso di fare queste serate con due o tre gruppi, per cui ci si conosceva, c'era questa elettricità.
E. R.: Qual è la band dell'epoca con la quale avete intessuto un rapporto maggiore dal vivo, ma anche extra palco?
R.T.: Adesso mi viene in mente Umberto Palazzo dei Santo Niente, ovviamente CSI, Disciplinatha - loro erano super simpatici, proprio anche fuori dal palco. Considera che noi eravamo nel giro quello toscano con i Dischi del mulo etc.
E. R.: Ritorno su questa nuova ristampa in vinile perché ci saranno le tavole di Alessandro Baronciani, un fumettista appassionato di rock, e di Marlene, ad arricchire il packaging, quindi mi è venuto in mente che questa collaborazione sia una chiusura del cerchio, perché Il vile aveva già colpito la nobile arte con Jack frusciante è uscito dal gruppo, adesso c'è il fumetto, c'è la poesia di Cristiano e poi c'è la vostra musica deflagrante, per cui è veramente un disco artistico a 360 gradi. Come è nata questa collaborazione con Alessandro? Vi ha cercato lui? É nata per caso?
R.T. : Diciamo più quasi per caso. Volevamo fare, come hai detto anche tu prima, che questa ristampa non fosse solo una ristampa, ma che ci fosse qualche cosa per chi è interessato ad avere tra le mani un oggetto fisico da vedere, da toccare. Il bello del vinile, no?... quindi eravamo alla ricerca di idee e un nostro amico comune ci ha messo in contatto con Alessandro, perché lo conosceva e sapeva che era un fan dei Marlene e ci seguiva già all’epoca. Effettivamente lui ci ha conosciuti proprio a un concerto del tour de Il vile e ne è rimasto sempre molto colpito. Disegnare un disco che lui all'epoca ha ascoltato parecchio è una delle cose belle che ti regala la musica, come anche questa possibilità di entrare in contatto con altri artisti che ti fanno vedere quello che stai facendo tu con un modo diverso, in un’ottica diversa…che sia un fotografo, un pittore, un grafico, ma con i fumetti è ancora un livello più alto, perché non c'è solo il disegno, quindi tratto grafico, ma c'è anche una mini storia, no? Alessandro Baronciani ha fatto una tavola per ogni pezzo, quindi ha raccontato in una pagina quello che lui si è immaginato ascoltando quei pezzi, che non è esattamente quello che avevamo pensato noi, però è proprio il bello della musica, no?
E. R.: Quali sono stati i tuoi ascolti nel periodo de Il vile? sono stati particolarmente legati a un genere, a delle band, oppure a un sound che avevi dentro? Quel senso di rabbia, di malinconia che poi hai riversato anche nella parte musicale degli arrangiamenti?
R.T.: quella parte chiamiamo di rabbia e malinconia che è la nostra cifra stilistica, quindi quella cosa c'è sempre stata più o meno a seconda dei pezzi delle canzoni. Io da adolescente passavo le notti ascoltando in cuffia i Metallica e altri di questo genere, mentre c’è in quel periodo il grunge, quello più scuro dai Soundgarden, i Kyuss, quindi quasi tutte le chitarre sono accordate un tono oppure due toni sotto…ecco perché tutto il disco suona più scuro.
E.R.: Ricordo in chiusura che dal 5 marzo sarete in tour: si parte da Livorno per chiudere a Bari, in mezzo c'è Bologna, Roma, Milano e tante altre città...Nel tour sarete - come sound - fedeli al disco originale? Magari state facendo un lavoro particolare per riprodurre quel suono...
R.T.: Niente di particolare...Più o meno stiamo ripescando quello che abbiamo ancora, perché sono passati trent'anni, ci sono tutti gli strumenti che usavamo all'epoca, anche i suoni con gli amplificatori e andiamo in quella direzione. Non suoneremo solo il vile, ci sarà tutto il disco, ma anche qualche altro prezzo.
E. R.: Ti ringrazio, a nome della redazione di Mescalina; non ci resta che vederci dal vivo sotto al palco.
R. T.: Io ringrazio voi! Ciao Enzo, ciao Mescalina, a presto, grazie a tutti!
MARLENE KUNTZ - Marlene Kuntz suona Il Vile
05/03/26 LIVORNO The Cage
07/03/26 SENIGALLIA Mamamia
12/03/26 TREVISO New Age
19/03/26 BOLOGNA Estragon
20/03/26 ROMA Orion
25/03/26 PADOVA Hall
26/03/26 ALCATRAZ Milano
27/03/26 FIRENZE (C/o CdP Grassina) Viper
8 e 9/04/26 TORINO Hiroshima Mon Amour
16/04/26 NAPOLI Casa della musica
18/04/26 BARI Demodé
Biglietti disponibili su: https://www.vivaticket.com/it/tour/marlene-kuntz-suona-il-vile/4475
MARLENE KUNTZ
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