Will Hoge

interviste

Will Hoge Sure as rock’n’roll

08/07/2007 di Christian Verzeletti

#Will Hoge

      
  Sure as rock'n'roll
      Intervista WILL HOGE

Dopo un paio di colpi convincenti, prima in studio e poi dal vivo (consigliamo soprattutto "The man who killed love"),
ci siamo fatti una chiacchierata con Will Hoge, rocker di Nashville, Tennesseee.


Mescalina: Will, voglio cominciare col dirti che ti ho sentito per la prima volta ascoltando "The man who killed love", che è il tuo sesto disco se calcoliamo anche gli album dal vivo ed un Ep … ci vuoi raccontare come hai cominciato?
Will Hoge: Ah, semplice! Volevo avere una band, una VERA rock'n'roll band. Per fare dei grandi dischi e dei grandi concerti.

Mescalina: Però ho letto nella tua biografia che volevi anche insegnare storia e fare l'allenatore di basket: come sei finito a suonare rock'n'roll?

Will Hoge: Contrariamente a quanto si crede, con il sistema scolastico che abbiamo negli States, se hai una qualifica di livello superiore, non puoi insegnare, ma puoi diventare Presidente!

Mescalina: E il basket invece? Io credo sia l'unico sport che si avvicina al rock'n'roll, che ne dici?
Will Hoge: Purtroppo oggi c'è più droga negli sport professionistici di quanta ce ne sia nel rock'n'roll. Triste vero?

Mescalina: Già, tristemente vero, ma parliamo un po' di musica … un paio dei tuoi dischi sono stati pubblicati dalla Atlantic: che è successo poi? I soliti problemi con le major? Strategie di mercato?
Will Hoge: Di fondo loro non hanno mai capito cosa noi stavamo cercando di fare come band. Avevamo fatto 'Carousel' da soli, da indipendenti, poi dopo pochi mesi abbiamo firmato per la Atlantic e abbiamo cominciato a lavorare con loro. Solo che quando è uscito 'Blackbird…' non c'è stata alcuna differenza ed è stato come se il disco fosse uscito per un'indipendente. Loro ci volevano tenere sempre bene in carreggiata, come se suonassimo del morbido mainstream, cosa che a me non è mai interessata. Così abbiamo chiesto di poter andare per la nostra strada e loro ci hanno mollato senza fare storie. Da allora le cose sono andate migliorando.

Mescalina: Adesso sei un musicista indipendente come altri di questi tempi: come ti trovi?
Will Hoge: Mi sento liberato. È meraviglioso sapere che possiamo fare quello che vogliamo e che possiamo decidere in base a ciò che è meglio per la nostra musica.

Mescalina: C'è parecchio rock'n'roll nella tua musica, anzi, ce n'è a bizzefffe … non a caso Dan Baird dei Georgia Satellites suonava nel tuo debutto su major: hai sempre avuto questa fame di rock …

Will Hoge: Dan è stata una vera fonte d'ispirazione per me. Lui è uno vero. La sua passione per questa musica è davvero grande. Gli voglio un gran bene.

Mescalina: Comunque tra le tue influenze non ci sono solo i Georgia Satellites, ma anche Rolling Stones, Black Crowes: altro?

Will Hoge: Ci sarebbe così tanta roba. Mio padre aveva una collezione di dischi con cui sono cresciuto e c'era davvero di tutto dai Beatles ai Rolling Stones, poi James Brown, i Temptations, James Taylor, Bob Dylan, Led Zeppelin, Buck Owens e potrei andare avanti a lungo.

Mescalina: Vorrei che ci fermassimo un po' sul soul perché nei tuoi pezzi hai sempre questo modo di cantare così passionale, anche nelle vocals …
Will Hoge: Il soul è l'unica musica che conta davvero per me. Il mio cantante preferito di sempre è Otis Redding e per me il soul è molto più che del semplice r&b. Per me chiunque riesca a cantare, suonare e scrivere dal fondo della sua anima sta facendo della soul music. Hank Williams è soul music. Robert Johnson è soul music. I Rage Against the Machine sono soul music.

Mescalina: Il tuo ultimo disco è stato registrato a Nashville, dove vivi, e fa davvero venir fuori questo feeling soul così appassionato, anche un po' southern …
Will Hoge: Nashville è la miglior città per quanto riguarda la musica negli Stati Uniti. Chi sostiene il contrario mente, perché ci sono tantissimi studi di registrazione da favola e anche tutti i grandi musicisti che vuoi. Ci sono musicisti per ogni tipo di musica. Così è stato davvero il massimo starsene a casa e lavorare sulle nostre cose con le persone che conosciamo e con cui ci troviamo a nostro agio.

Mescalina: Dimmi di Ken Coomer che ha suonato e prodotto il disco: come vi siete incontrati?
Will Hoge: Ken è un'altra di quelle persone come me che se ne sta a Nashville. Era da un po' che ci conoscevamo per via di alcuni amici comuni e lui è sempre stato più o meno presente sin dai tempi del mio primo disco: ha cominciato a fare il produttore quando io ho cominciato a fare dischi, solo che non trovavamo mai il tempo e l'occasione per fare qualcosa insieme. Alla fine ci siamo riusciti per 'The Man Who Killed Love' ed è stato grande. Lui sa davvero quali sono le dinamiche di una band e come lavorarci per cui è stato un piacere averlo con noi. Pensa che abbiamo già pronto un altro disco, sempre fatto con lui, che dovrebbe uscire l'anno prossimo.

Mescalina: A proposito di Ken direi che c'è un po' del suono dei primi Wilco in "Pocket full of change" …
Will Hoge: Francamente dei loro dischi quelli fatti con Ken sono i miei preferiti. Stanno ancora facendo dei dischi meravigliosi e scrivono sempre delle grandi canzoni, ma i loro primi dischi sono quelli su cui torno più volentieri.

Mescalina: Comunque credo che la formula di usare le percussioni insieme alla batteria, poi due chitarre e le tastiere abbia dato più robustezza al tuo suono …
Will Hoge: È un suono che va dritto al sodo e funziona così bene che proprio non ci penso a cambiarlo.

Mescalina: E in più i fiati in alcune tracce che danno un tiro r&b davvero torrido …

Will Hoge: Ho sempre voluto usare i fiati su un mio disco. La Atlantic non me lo avrebbe mai permesso: proprio non li concepivano così come non potevano accettare le vocals e tutta quella roba sotto i pezzi. Un giorno a Filadelfia ho incontrato questo tizio, J. Davidson, che faceva i fiati per Steve Winwood, e alla fine del nostro concerto mi ha detto di chiamarlo nel caso avessi bisogno di qualche strumento a fiato. L'ho chiamato e abbiamo buttato giù gli arrangiamenti al telefono, mentre ero in tour! È stata una bella esperienza e ha dato un po' di grasso al disco. Mi piacerebbe davvero poterci lavorare di nuovo per un altro album.

Mescalina: Immagino che dal vivo facciate fuoco e fiamme …

Will Hoge: Noi ce la mettiamo tutta.

Mescalina: Hai anche un nuovo disco dal vivo che è appena uscito …
Will Hoge: Il live, "Again Somewhere Tomorrow", è uscito circa un paio di mesi fa ed è la registrazione di un paio di grandi serate all'Exit/In di Nashville.

Mescalina: Contiene anche nuove canzoni, no?

Will Hoge: Sì. Ci sono due canzoni che non abbiamo mai pubblicato, "Sunshine Burn" e "Southern Belle".

Mescalina: Bè, l'ultima cosa che mi resta da dire è che spero davvero di vederti suonare dal vivo prima o poi, magari in Italia!
Will Hoge: Ti assicuro che sto facendo TUTTO quello che posso per venire a suonare in Italia, spero l'anno prossimo, nel 2008.