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Mescalina:
Will, voglio cominciare col dirti che ti ho sentito per la
prima volta ascoltando "The man who killed love", che è il
tuo sesto disco se calcoliamo anche gli album dal vivo ed
un Ep … ci vuoi raccontare come hai cominciato?
Will Hoge: Ah, semplice! Volevo avere una band, una
VERA rock'n'roll band. Per fare dei grandi dischi e dei grandi
concerti.
Mescalina: Però ho letto nella tua biografia che volevi
anche insegnare storia e fare l'allenatore di basket: come
sei finito a suonare rock'n'roll?
Will Hoge: Contrariamente a quanto si crede, con il
sistema scolastico che abbiamo negli States, se hai una qualifica
di livello superiore, non puoi insegnare, ma puoi diventare
Presidente!
Mescalina:
E il basket invece? Io credo sia l'unico sport che si avvicina
al rock'n'roll, che ne dici?
Will Hoge: Purtroppo oggi c'è più droga negli sport
professionistici di quanta ce ne sia nel rock'n'roll. Triste
vero?
Mescalina: Già,
tristemente vero, ma parliamo un po' di musica … un paio dei
tuoi dischi sono stati pubblicati dalla Atlantic: che è successo
poi? I soliti problemi con le major? Strategie di mercato?
Will Hoge: Di fondo loro non hanno mai capito cosa
noi stavamo cercando di fare come band. Avevamo fatto 'Carousel'
da soli, da indipendenti, poi dopo pochi mesi abbiamo firmato
per la Atlantic e abbiamo cominciato a lavorare con loro.
Solo che quando è uscito 'Blackbird…' non c'è stata alcuna
differenza ed è stato come se il disco fosse uscito per un'indipendente.
Loro ci volevano tenere sempre bene in carreggiata, come se
suonassimo del morbido mainstream, cosa che a me non è mai
interessata. Così abbiamo chiesto di poter andare per la nostra
strada e loro ci hanno mollato senza fare storie. Da allora
le cose sono andate migliorando.
Mescalina: Adesso
sei un musicista indipendente come altri di questi tempi:
come ti trovi?
Will Hoge: Mi sento liberato. È meraviglioso sapere
che possiamo fare quello che vogliamo e che possiamo decidere
in base a ciò che è meglio per la nostra musica.
Mescalina: C'è parecchio rock'n'roll nella tua musica,
anzi, ce n'è a bizzefffe … non a caso Dan Baird dei Georgia
Satellites suonava nel tuo debutto su major: hai sempre avuto
questa fame di rock …
Will Hoge: Dan è stata una vera fonte d'ispirazione
per me. Lui è uno vero. La sua passione per questa musica
è davvero grande. Gli voglio un gran bene.
Mescalina: Comunque tra le tue influenze non ci sono
solo i Georgia Satellites, ma anche Rolling Stones, Black
Crowes: altro?
Will Hoge: Ci sarebbe così tanta roba. Mio padre aveva
una collezione di dischi con cui sono cresciuto e c'era davvero
di tutto dai Beatles ai Rolling Stones, poi James Brown, i
Temptations, James Taylor, Bob Dylan, Led Zeppelin, Buck Owens
e potrei andare avanti a lungo.
Mescalina:
Vorrei che ci fermassimo un po' sul soul perché nei tuoi pezzi
hai sempre questo modo di cantare così passionale, anche nelle
vocals …
Will Hoge: Il soul è l'unica musica che conta davvero
per me. Il mio cantante preferito di sempre è Otis Redding
e per me il soul è molto più che del semplice r&b. Per me
chiunque riesca a cantare, suonare e scrivere dal fondo della
sua anima sta facendo della soul music. Hank Williams è soul
music. Robert Johnson è soul music. I Rage Against the Machine
sono soul music.
Mescalina:
Il tuo ultimo disco è stato registrato a Nashville, dove vivi,
e fa davvero venir fuori questo feeling soul così appassionato,
anche un po' southern …
Will Hoge: Nashville è la miglior città per quanto
riguarda la musica negli Stati Uniti. Chi sostiene il contrario
mente, perché ci sono tantissimi studi di registrazione da
favola e anche tutti i grandi musicisti che vuoi. Ci sono
musicisti per ogni tipo di musica. Così è stato davvero il
massimo starsene a casa e lavorare sulle nostre cose con le
persone che conosciamo e con cui ci troviamo a nostro agio.
Mescalina:
Dimmi di Ken Coomer che ha suonato e prodotto il disco: come
vi siete incontrati?
Will Hoge: Ken è un'altra di quelle persone come me
che se ne sta a Nashville. Era da un po' che ci conoscevamo
per via di alcuni amici comuni e lui è sempre stato più o
meno presente sin dai tempi del mio primo disco: ha cominciato
a fare il produttore quando io ho cominciato a fare dischi,
solo che non trovavamo mai il tempo e l'occasione per fare
qualcosa insieme. Alla fine ci siamo riusciti per 'The Man
Who Killed Love' ed è stato grande. Lui sa davvero quali sono
le dinamiche di una band e come lavorarci per cui è stato
un piacere averlo con noi. Pensa che abbiamo già pronto un
altro disco, sempre fatto con lui, che dovrebbe uscire l'anno
prossimo.
Mescalina:
A proposito di Ken direi che c'è un po' del suono dei primi
Wilco in "Pocket full of change" …
Will Hoge: Francamente dei loro dischi quelli fatti
con Ken sono i miei preferiti. Stanno ancora facendo dei dischi
meravigliosi e scrivono sempre delle grandi canzoni, ma i
loro primi dischi sono quelli su cui torno più volentieri.
Mescalina:
Comunque credo che la formula di usare le percussioni insieme
alla batteria, poi due chitarre e le tastiere abbia dato più
robustezza al tuo suono …
Will Hoge: È un suono che va dritto al sodo e funziona
così bene che proprio non ci penso a cambiarlo.
Mescalina: E in più i fiati in alcune tracce che danno
un tiro r&b davvero torrido …
Will Hoge: Ho sempre voluto usare i fiati su un mio
disco. La Atlantic non me lo avrebbe mai permesso: proprio
non li concepivano così come non potevano accettare le vocals
e tutta quella roba sotto i pezzi. Un giorno a Filadelfia
ho incontrato questo tizio, J. Davidson, che faceva i fiati
per Steve Winwood, e alla fine del nostro concerto mi ha detto
di chiamarlo nel caso avessi bisogno di qualche strumento
a fiato. L'ho chiamato e abbiamo buttato giù gli arrangiamenti
al telefono, mentre ero in tour! È stata una bella esperienza
e ha dato un po' di grasso al disco. Mi piacerebbe davvero
poterci lavorare di nuovo per un altro album.
Mescalina: Immagino che dal vivo facciate fuoco e fiamme
…
Will Hoge: Noi ce la mettiamo tutta.
Mescalina:
Hai anche un nuovo disco dal vivo che è appena uscito …
Will Hoge: Il live, "Again Somewhere Tomorrow", è uscito
circa un paio di mesi fa ed è la registrazione di un paio
di grandi serate all'Exit/In di Nashville.
Mescalina: Contiene anche nuove canzoni, no?
Will Hoge: Sì. Ci sono due canzoni che non abbiamo
mai pubblicato, "Sunshine Burn" e "Southern Belle".
Mescalina:
Bè, l'ultima cosa che mi resta da dire è che spero davvero
di vederti suonare dal vivo prima o poi, magari in Italia!
Will Hoge: Ti assicuro che sto facendo TUTTO quello
che posso per venire a suonare in Italia, spero l'anno prossimo,
nel 2008.
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