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Mescalina:
Kris, prima di tutto volevo
dirti che ho apprezzato "Shotgun singer" per il suo essere
tanto delicato quanto spiritato …
Kris Delmhorst: Grazie!
Mescalina: Di fondo ha una trama minimale ma ben ordita:
ci racconti come sei arrivata a questa combinazione di strumenti
acustici e di sovraincisioni con beat e samples?
Kris Delmhorst: Guarda, ho registrato la maggior parte
del disco da sola nel mio studio: prima registravo la mia
voce con la chitarra, in modo molto semplice, poi toglievo
la parte di chitarra e cominciavo a costruire un suono attorno
al canto. In verità non mi ero prefissata di ottenere una
miscela di suoni acustici e sintetici o campionati; cercavo
solo di dare ascolto ai suoni che mi ero immaginata nella
mia testa e poi di usare qualunque strumento potesse servire
per riprodurli.
Mescalina: Quanto
ti ha aiutato Sam Kassirer (produttore del disco, NDR)?
Kris Delmhorst: Sam è arrivato quando il disco era
nella sua ultima fase e mi ha aiutato a mettere a fuoco un
po' di più alcune delle mie idee: è stato molto utile nel
prendere alcune decisioni sugli arrangiamenti. Ce n'erano
davvero troppi in corso quando lui è entrato in gioco e così
abbiamo avuto a disposizione un paio di orecchie fresche per
decidere cosa tenere e cosa invece scartare.
Mescalina: E Jeffrey Foucault? Ti ha aiutato il fatto
che sia tuo marito e che soprattutto sia anche lui un musicista
ed un cantautore?
Kris Delmhorst: In realtà lui non ha preso parte alla
maggior parte del lavoro, ma ci aiutiamo sempre parecchio
l'un l'altro anche solo prestando ascolto e parlando del nostro
materiale. Comunque alla fine ha passato un paio di giorni
sulle registrazioni delle tracce dopo che io avevo finito
ed ha aggiunto dei particolari importanti a parecchie canzoni.
Mescalina:
So che è più di dieci anni ormai che suoni, quindi raccontaci
un po' come hai cominciato …
Kris Delmhorst: Nella mia famiglia c'era molta musica
e si cantava parecchio. Sono cresciuta studiando la musica
e suonando il violoncello ed il pianoforte. Dopo un periodo
di pausa, più o meno quando avevo vent'anni, ho cominciato
a capire che la mia strada era quella che mi portava a scrivere
canzoni. Ed il bello è che non ho mai pensato di poter vivere
di musica fino a quando mi sono accorta che era già così.
Mescalina:
E come sei arrivata ad avere Bill Conway come produttore?
Eri una fan dei Morphine?
Kris Delmhorst: Io e Billy ci conoscevamo dai tempi
in cui frequentavamo la scena di Boston. Lui è una delle persone
più musicali che io abbia mai conosciuto. Abbiamo fatto due
dischi insieme e il periodo passato a lavorare con lui ha
prodotto prima una vera collaborazione e poi tante belle cose
a livello personale. Da lui ho imparato più di quanto riesca
a spiegare a parole. E poi certo che ero e che sono una grande
fan dei Morphine!
Mescalina: Ci parli di "Strange conversations" (2006),
quel disco che era ispirato a grandi poeti come Byron, Whitman,
George Eliot e Cummings?
Kris Delmhorst: Ah, quel disco è stato davvero divertente
sia da scrivere che registrare. Le canzoni avevano tutte una
loro gioia dentro e per me è stato un vero piacere partire
da un linguaggio così poetico per immetterlo poi nelle canzoni.
Mescalina:
Ho notato che suoni spesso una nylon guitar …
Kris Delmhorst: Sì, l'ho usata parecchio su "Shotgun
singer" perché mi piacciono molto quel senso di spazio che
produce e la rotondità che dà alle note.
Mescalina:
In un pezzo c'è anche un requinto: dove hai recuperato questa
chitarra ispano-messicana?
Kris Delmhorst: In realtà è Erin McKeown che la suona
- è la sua chitarra. Credo l'abbia comprata in Arizona.
Mescalina:
Però tu hai un debole per le chitarre piccole?
Kris Delmhorst: Io personalmente non ne possiedo nemmeno
una di quelle piccole, ma mio marito ne ha parecchie e mi
piace suonarle. Il loro suono ti entra dentro in modo diverso.
Mescalina:
Nelle canzoni del disco spesso sembri rivolgerti ad un estraneo:
è un modo per parlare del cuore umano e del mondo con distacco,
senza alcuna retorica?
Kris Delmhorst: Credo che la maggior parte di queste
canzoni siano piuttosto intime. Ma è vero che i testi si aprono
a qualcosa di meno specifico e spero proprio che lascino dello
spazio in cui l'ascoltatore possa entrare.
Mescalina:
Adesso sei in tour?
Kris Delmhorst: No, sono a casa perché dovrei avere
un bambino da un giorno all'altro, quindi niente concerti
almeno per quest'estate!
Mescalina:
Wow, congratulazioni e tanti auguri allora!.
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