Kris Delmhorst

interviste

Kris Delmhorst Wire pop songs

07/07/2008 di Christian Verzeletti

#Kris Delmhorst

      
  Wire pop songs
      Intervista KRIS DELMHORST

Sono canzoni appese ad un filo quelle di Kris Delmhorst, un filo delicato come il miglior pop e teso come il folk più genuino. Dopo averle ascoltate nel suo ultimo "Shotgun singer" ci siamo fatti due chiacchiere con lei.


Mescalina: Kris, prima di tutto volevo dirti che ho apprezzato "Shotgun singer" per il suo essere tanto delicato quanto spiritato …
Kris Delmhorst: Grazie!

Mescalina: Di fondo ha una trama minimale ma ben ordita: ci racconti come sei arrivata a questa combinazione di strumenti acustici e di sovraincisioni con beat e samples?

Kris Delmhorst: Guarda, ho registrato la maggior parte del disco da sola nel mio studio: prima registravo la mia voce con la chitarra, in modo molto semplice, poi toglievo la parte di chitarra e cominciavo a costruire un suono attorno al canto. In verità non mi ero prefissata di ottenere una miscela di suoni acustici e sintetici o campionati; cercavo solo di dare ascolto ai suoni che mi ero immaginata nella mia testa e poi di usare qualunque strumento potesse servire per riprodurli.

Mescalina: Quanto ti ha aiutato Sam Kassirer (produttore del disco, NDR)?
Kris Delmhorst: Sam è arrivato quando il disco era nella sua ultima fase e mi ha aiutato a mettere a fuoco un po' di più alcune delle mie idee: è stato molto utile nel prendere alcune decisioni sugli arrangiamenti. Ce n'erano davvero troppi in corso quando lui è entrato in gioco e così abbiamo avuto a disposizione un paio di orecchie fresche per decidere cosa tenere e cosa invece scartare.

Mescalina: E Jeffrey Foucault? Ti ha aiutato il fatto che sia tuo marito e che soprattutto sia anche lui un musicista ed un cantautore?

Kris Delmhorst: In realtà lui non ha preso parte alla maggior parte del lavoro, ma ci aiutiamo sempre parecchio l'un l'altro anche solo prestando ascolto e parlando del nostro materiale. Comunque alla fine ha passato un paio di giorni sulle registrazioni delle tracce dopo che io avevo finito ed ha aggiunto dei particolari importanti a parecchie canzoni.

Mescalina: So che è più di dieci anni ormai che suoni, quindi raccontaci un po' come hai cominciato …
Kris Delmhorst: Nella mia famiglia c'era molta musica e si cantava parecchio. Sono cresciuta studiando la musica e suonando il violoncello ed il pianoforte. Dopo un periodo di pausa, più o meno quando avevo vent'anni, ho cominciato a capire che la mia strada era quella che mi portava a scrivere canzoni. Ed il bello è che non ho mai pensato di poter vivere di musica fino a quando mi sono accorta che era già così.

Mescalina: E come sei arrivata ad avere Bill Conway come produttore? Eri una fan dei Morphine?
Kris Delmhorst: Io e Billy ci conoscevamo dai tempi in cui frequentavamo la scena di Boston. Lui è una delle persone più musicali che io abbia mai conosciuto. Abbiamo fatto due dischi insieme e il periodo passato a lavorare con lui ha prodotto prima una vera collaborazione e poi tante belle cose a livello personale. Da lui ho imparato più di quanto riesca a spiegare a parole. E poi certo che ero e che sono una grande fan dei Morphine!

Mescalina: Ci parli di "Strange conversations" (2006), quel disco che era ispirato a grandi poeti come Byron, Whitman, George Eliot e Cummings?

Kris Delmhorst: Ah, quel disco è stato davvero divertente sia da scrivere che registrare. Le canzoni avevano tutte una loro gioia dentro e per me è stato un vero piacere partire da un linguaggio così poetico per immetterlo poi nelle canzoni.

Mescalina: Ho notato che suoni spesso una nylon guitar …
Kris Delmhorst: Sì, l'ho usata parecchio su "Shotgun singer" perché mi piacciono molto quel senso di spazio che produce e la rotondità che dà alle note.

Mescalina: In un pezzo c'è anche un requinto: dove hai recuperato questa chitarra ispano-messicana?
Kris Delmhorst: In realtà è Erin McKeown che la suona - è la sua chitarra. Credo l'abbia comprata in Arizona.

Mescalina: Però tu hai un debole per le chitarre piccole?
Kris Delmhorst: Io personalmente non ne possiedo nemmeno una di quelle piccole, ma mio marito ne ha parecchie e mi piace suonarle. Il loro suono ti entra dentro in modo diverso.

Mescalina: Nelle canzoni del disco spesso sembri rivolgerti ad un estraneo: è un modo per parlare del cuore umano e del mondo con distacco, senza alcuna retorica?
Kris Delmhorst: Credo che la maggior parte di queste canzoni siano piuttosto intime. Ma è vero che i testi si aprono a qualcosa di meno specifico e spero proprio che lascino dello spazio in cui l'ascoltatore possa entrare.

Mescalina: Adesso sei in tour?
Kris Delmhorst: No, sono a casa perché dovrei avere un bambino da un giorno all'altro, quindi niente concerti almeno per quest'estate!

Mescalina: Wow, congratulazioni e tanti auguri allora!.