Hugolini

Hugolini

Un album di singoli


05/06/2019 - di Barbara Bottoli
Col suo sound riconoscibile torna Hugolini, dopo l`omonimo album e l`apertura dei live del tour Magellano di Francesco Gabbani, con una presentazione originale: l`uscita di inediti per il 2019. Nei mesi scorsi sono stati presentati Buonamore e Delay, in questa intervista anticipa l`uscita di due nuovi singoli dopo l`estate. Hugolini, da buon conoscitore della musica, la assembla, ci gioca, la modella sulle sue parole, mischiando il surreale al quotidiano, creandosi uno stile chiaro, fintamente allegro, ma chiaramente molto pensato.
Mescalina: Ciao, nel 2017 avevi presentato il tuo album omonimo prodotto da Erriquez della Bandabardò con la partecipazione del quartetto italo-brasiliano dei Forrò Mior, passano un paio di anni e scegli di uscire con dei singoli. Il 5 aprile Buonamore e il 10 maggio Delay, il primo brano parla di felicità improvvisa e il secondo di vuoto per la fine di una storia a distanza. Alle due canzoni ne seguiranno altre che andranno a comporre il tuo nuovo progetto, anticipazioni sul titolo? E soprattutto se andranno a comporre un concept album perchè sembra tu abbia scelto due estremi emotivi per aggiungere le sfumature centrali, come se dovessimo aspettarci un serie musicale. Ci racconti come si svilupperà l`idea?

Hugolini:Non avevo pensato a Delay e Buonamore come degli estremi emotivi ma è proprio bello che ognuno possa liberamente condurre i propri pensieri dove la musica gli suggerisce! In realtà io cerco con i testi che scrivo di catturare degli stati d’animo e quelli delle due canzoni sono temi per me molto affascinanti che ho cercato di descrivere meglio che potevo; la felicità inspiegabile che genera pure batticuore quando non si è preparati a riceverla e lo struggentissimo momento in cui ci si deve dire addio perché una storia d’amore è finita. Altri due brani usciranno a Settembre; si chiamano Avere poche cose in comune e Malvina.

Mescalina: Negli ultimi anni, in un mondo saturo di nuove iniziative, sembra che ogni artista debba ingegnarsi nello stravolgere la “presentazione” dei propri brani, hai scelto di far conoscere un lavoro alla volta, ma non temi si perda l`attenzione? Come è nata l`idea e perchè questa scelta?

Hugolini: La scelta di pubblicare una cosa alla volta è stata dettata dal fatto che il supporto cd è purtroppo in via di estinzione; nel mondo della musica distribuita digitalmente ci si può permettere di concentrarsi su di un brano , pubblicando solo ciò che ha veramente qualcosa da dire e tralasciando pezzi scritti solamente come riempi disco. Detto questo sono molto dispiaciuto che le cose vadano in questo modo; colleziono dischi da quando ho 10 anni e adesso ne ho ben 1300: adoro i concept album o solamente sfogliare i libretti per leggere i testi delle canzoni.

Mescalina: Con Hugolini hai girato l`Italia e sei stato il supporter ufficiale del tour Magellano, in un momento in cui Gabbani era all`apice di un successo inatteso, come è stata l`esperienza? I live ti hanno permesso di scrivere?

Hugolini: Aprire i concerti di Gabbani mi ha permesso di suonare su dei palchi pazzeschi: il Carroponte di Milano, il Parco della Musica a Roma, l’Arenile di Napoli, l’Arena Parco Nord di Bologna. Porterò con me il ricordo di una bella botta di adrenalina. Ringrazio Francesco Gabbani per questo e tutta la BMG per questa esperienza.

Mescalina: Il tuo stile è riconoscibile: elettronica, freschezza, voce chiara ed individuabile, ma ci sono sempre riferimenti alla realtà molto quotidiana (in Hugolini c`era il Semaforo, ora il treno in Delay) in chiave “visionaria”, questa apparente leggerezza a cosa è dovuta?

Hugolini: Mi è sempre piaciuto quando storie surreali si incastrano verosimilmente alla realtà più quotidiana: per questa ragione ho fatto atterrare due astronauti a Radicondoli, ovvero nel paese dove trascorro l’estate con la mia famiglia! La leggerezza apparente lega con un filo rosso il mio carattere apparentemente solare e spensierato ai contenuti delle mie canzoni, così fintamente allegre.

Mescalina: Hai fondato i Martinicca Boison che, oltre a quattro album, hanno suonato in numerosi festival internazionali, poi, appassionandoti all`elettronica, hai fatto il deejay, come mai hai optato per la carriera solista?

Hugolini: Il percorso con i Martinicca Boison è stato lungo e divertente ma dopo 10 anni il nostro flusso creativo era arrivato la capolinea. Nel frattempo anche il mio desiderio di cambiare un po’ il sound delle mie canzoni togliendo alcuni strumenti acustici e aggiungendo elettronica si faceva sempre più consistente. La cosa bella che rimane è una bellissima amicizia che ci ha permesso e ci permetterà in futuro di suonare ancora insieme.

Mescalina: I Forrò Mior hanno partecipato al precedente album, mentre nel singolo Delay c’è la voce del rapper americano Dre Love che era membro dell crew Messaggeri della Dopa, come è nata la collaborazione? E, visto che usciranno altri singoli nel 2019, ci saranno altri artisti?

Hugolini: Collaborare con Dre Love è sempre stato un mio desiderio vista la mia passione per i primi due dischi di Neffa e i Messaggeri della Dopa; ho provato un’enorme soddisfazione quando mi ha chiamato dicendomi che il mio brano Delay era, come dice lui, ”cool” e che aveva voglia di aggiungerci un po’ del suo preziosissimo flow.

Mescalina: Sia Buonamore che Delay giocano molto con le parole, il primo titolo sembra il termine che descrive una sensazione inedita. Talmente fuori dalle righe che ha bisogno di unire più parole, invece Delay hai affermato che “ si legge `dilei`, quindi è riferito ad una donna, ma in inglese “delay” significa ritardo“; il tutto si basa su sonorità anni Ottanta, si possono creare le parole, ma per la musica è meglio voltarsi indietro?

Hugolini: A me è sempre piaciuto giocare con i generi musicali anche a costo di risultare un po’ dispersivo negli arrangiamenti: non ci posso fare niente, sono interessato a troppi generi per inventare canzoni omogenee tra di loro. Ogni traccia che scrivo è un piccolo mondo autonomo e oggi che le canzoni stanno uscendo una alla volta, posso concedermi ancora di più questa libertà espressiva. Spero in ogni caso che il mio modo di scrivere e di raccontare storie attraverso le canzoni possa fare da filo conduttore per chi le ascolta!