Mosé Santamaria

Mosé Santamaria

L`eremita carnale del misticismo quotidiano


04/03/2016 - di Barbara Bottoli
Mosè Santamaria col suo album d`esordio #RisorseUmane decide di percorrere una strada cantautorale tra parole e immagini, avvolte da atmosfere intangibili e dottrine realistiche. L`artista sembra voler descrivere la quotidianità con una filosofia che si dipinge addosso, stravolgendo le regole delle parole e mescolandole tra loro, aggiungendo tutto ciò che non ci si aspetta di trovare in un testo musicale. Santamaria sembra giocare con la cultura con una sicurezza spesso disarmante, accostando ciò che è "alto" a ciò che è normale, e come lui dice " cos`è nomale e cosa invece è Naturale?" e dopo l`ascolto di #RisorseUmane ci si accorge che ha creato un`alchimia talmente ben amalgamata che non ha più senso porsi la domanda; ha creato un mondo in cui immergersi durante l`ascolto e al termine tutto è relativo.
Mescalina: Questo è un album che si potrebbe definire intellettuale e mistico, usando riferimenti letterari e impalpabili spesso in contrapposizione e accostati a immagini reali, ma quanto c`è di Mosè Santamaria? È un pratico che guarda ciò che non lo è per questioni artistiche o è l’opposto? New age carnale o un eremita sociale?

Mosè Santamaria: In sincerità di appartenente a Mosè Santamaria non c’è neppure il nome se vogliamo trascendere all’infinitesimo quello che può essere considerato il compito di un’artista, ovvero canalizzare ciò che è nell’etere (per non essere troppo complicati) e accompagnarlo nella materia fino a dargli delle parole, una voce e un suono. A “un’ottava più bassa” di Mosè Santamaria c’è molto, la domanda sarebbe poi forse, cos’è “normale” e cosa invece è “naturale” per me… Comunque rispondendo alla tua domanda, direi un’eremita carnale.

Mescalina: Durante l’ascolto la domanda che ci si pone è: perché la scelta dell`elettronica così presente? Un aiuto o un`esigenza per dare maggiore importanza ai testi?

Mosè Santamaria: A questa domanda rispondo con molta semplicità. Mi piace l’elettronica e l’ho trovata uno strumento perfetto per creare le atmosfere musicali che desideravo riprodurre nel disco.

Mescalina: Non sempre i confronti sono graditi, ma è impossibile non vedere in #RisorseUmane molto Battiato: quali sono le tue influenze? Non solo musicali, visti i molti riferimenti presi da altre arti.

Mosè Santamaria: Battiato è un’artista che mi ha dato molto, sia a livello artistico e soprattutto a livello umano . Più che influenze mi piace parlare di ascolti citandoti il cantautorato italiano, l’elettronica e la musica classica. I riferimenti fanno parte di un background culturale eterogeneo, di un’attenta osservazione della realtà e delle dinamiche sociali. I nomi essendo citati sono ben presenti nelle canzoni… ( ;) )

Mescalina: Definirei #Risorse Umane come un album bohémien, rifacendosi alla ribellione contro la società che imprigiona la fantasia e la libertà: che idea volevi dare quando hai scritto i testi? Quanto c`è di “provocazione”? 

Mosè Santamaria: #RisorseUmane è un album mistico quotidiano, un’osservazione del “del circondario di abitudini” per arrivare a chiedersi sinceramente “cos’è Normale e cosa invece Naturale” , percependo la sottile differenza tra queste.

Mescalina: Usi molte parole non di uso comune e che di certo che non si usano spesso nelle canzoni, ma cosa sono le parole? E che importanza hanno in una società che è basata sulle abbreviazioni?

Mosè Santamaria: Questa è una bellissima domanda della quale potrei parlarti per ore… oppure no… Ogni parola ha in se il potere di creare una realtà per questo dovrebbe essere centellinata e colma di coscienza… Mai sentito de “il silenzio degli iniziati?”.

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