Victor Bockris

Victor Bockris Transformer - la vita di lou reed


Arcana 2007 Biografie | Musica

di Annalisa Antonelli
“How many lives must a man live before you call him Lou Reed?”. Più o meno a questo pensavo, parafrasando un celebre motivo dylaniano, quando leggevo la seconda di copertina di “Transformer - La vita di Lou Reed” di Victor Bockris. E ho sempre pensato che nella vita ciascuno può essere tutto e il contrario di tutto, a seconda di dove nasce, dove cresce, chi conosce, il momento storico che si trova a vivere e come decide di viverlo (perchè faber est suae quisque fortunae).
La penna di Victor Bockris, aiutata dalla sua memoria (collaboratore della Factory di Warhol, amico diretto di Reed, che a quanto pare a suo tempo non mostrò grande entusiasmo per questo lavoro, la cui prima pubblicazione risale a più di dieci anni or sono) ci mostra le varie tappe che hanno fatto di Lewis Alan Reed il camaleontico artista Lou Reed. Gli ambienti che l'hanno ospitato (l'America anni '50 che ne ha visto i natali, la Syracuse University in cui ha coltivato la propria vena poetica, Long Island), le persone che ha incontrato (da Delmore Schwartz alla Syracuse a John Cale alla Pickwick, a Andy Warhol), i condizionamenti culturali che ha superato (a partire dall'ebraismo e dalla borghesia dei suoi genitori, in grado solo di rispondere ai moti interiori di un brillante adolescente con una cura “elettroshockante”).
In circa 430 pagine ci sono 40 anni di una vita intensa, ricettiva e riflessiva, bisognosa di raccontare, condividere, sperimentare. L'eroina, i Velvet Underground e l'algida Nico, gli incontri-scontri tra feconde personalità, Bowie, Berlino, l'anfetamina, la nascita del punk e la definitiva consacrazione artistica solista. Sullo sfondo delle varie vicende poetico-musicali diverse figure femminili, fertili muse scaraventate sulla terra dal monte Elicona.
Si delinea la figura di un artista capace di superare le delusioni e sfruttare le buone occasioni. Una personalità complessa e stimolante. Una vasta produzione. Bockris ci svela i retroscena degli album a firma Velvet Underground e dei relativi tour, l'impatto culturale di questa straordinaria alchimia creativa e provocatoria, l'avvio non facile di una carriera solista con l'avvicendarsi di diversi collaboratori e la nascita di “Transformer”, “Berlin”, “Sally Can't Dance”, “Metal Machine Music”, “Coney Island Baby”, quindi la fallimentare reunion con i VU e di nuovo solo la realizzazione di “Set The Twilight” Reeling dei primi mesi del 1996 durante la cui registrazione muore di infarto il velvettiano Sterling Morrison.
Seguono le appendici: due interviste dello stesso autore (un estratto da “Un'intervista con Lou Reed, il Sinatra degli anni Settanta”, del 1974 e “Lou Reed incontra William Burroughs” del 1979), discografia (fino al 2006 e divisa in tre classificazioni: album, singoli, ep; compilation e box, collaborazioni, colonne sonore, tributi; vhs e dvd, siti internet) e una postfazione di Riccardo Duranti.