Thierry Meyssan

Thierry Meyssan L’incredibile menzogna- nessun aereo È caduto sul pentagono


2002, FANDANGO

di Christian Verzeletti
Ad una prima occhiata il titolo di questo libro appare talmente eccessivo che si è portati a considerarlo una bufala, l’ennesimo prodotto dell’effetto che l’11 settembre ha avuto sulla stampa e sul mondo della comunicazione. Invece, se si riesce a vincere la ritrosia e la certezza che ci sono state inculcate con veemenza pari a quella di un bombardamento, ci si trova di fronte una serie di dubbi e di contraddizioni che smuovono la coltre di nebbia lasciata dall’orrore. Thierry Meyssan è un giornalista d’inchiesta, non ha nessuna verità o scandalo da denunciare, ma una lista di incongruenze che fanno dubitare di quanto ormai consideriamo “storia”. Il suo lavoro è fondato su dichiarazioni, registrazioni e rapporti del governo americano, tutti documentati in una bibliografia che lascia intuire la mole della ricerca compiuta. L’autore adotta uno sguardo paranoico per venire a capo di una realtà paranoica, per ipotizzare i movimenti e le azioni di quelle menti che hanno progettato e messo in atto gli attacchi alle Twin Towers e al Pentagono. Alla vista delle azioni terroristiche, tutti abbiamo avuto il pensiero di qualche infiltrato americano che permettesse tali missioni, ma chi mai aveva pensato ad un complotto interno, ad un colpo di stato, ad un attacco permesso e atteso? Tra le righe, queste sono le risposte che sorgono di fronte ai tanti, troppi vuoti lasciati dall’Amministrazione Bush. Un Boeing che si schianta nel Pentagono senza lasciare tracce, il Presidente che fugge prima a terra e poi in cielo, gli F 16 che non decollano per abbattere gli apparecchi dirottati, come previsto dal codice aereo statunitense. E poi un’Amministrazione che nel nome del Patriot Act e del top secret aumenta in maniera sproporzionata gli investimenti militari, conduce arresti a tappeto, censura la stampa, obbliga l’ordine degli avvocati a non accettare cause da parte delle vittime degli attentati. Di fronte a tutto questo “non sense”, che va sommato a quello già tristemente reso noto dalla versione ufficiale dei fatti, Meyssan si muove con molto “sense”: va ad analizzare i discorsi del Presidente cogliendo abili risvolti religiosi e inquietanti propositi bellici; scopre tutti i legami politici economici dell’amministrazione e della famiglia Bush con il terrorismo; recupera il dossier Northwoods del 1961 in cui attacchi terroristici erano stati progettati da militari americani su suolo americano per giustificare l’invasione di Cuba. Nonostante una scrittura posata e ragionata, tutto questo appare come una cospirazione assurda, quasi fosse la trama di un fantascientifico film di spionaggio, ma fino a poco tempo fa tali apparivano anche i fatti dell’11 settembre. Basterebbe la metà di quanto scritto per inorridire e capovolgere di nuovo il mondo, ma il punto non è se Meyssan abbia torto o ragione, se sia un pazzo o un lungimirante, piuttosto bisogna imparare a dubitare, soprattutto in tempi in cui la verità viene manipolata a seconda della fonte di provenienza e la libertà sacrificata in nome della sicurezza.