Tatiana Tolstoj

Tatiana Tolstoj Anni con mio padre - Dolcezza, problematicità, tragedia della vecchiaia di Tolstoj


Biblioteka, 2025, traduzione di Roberto Rebora, 300 pagine, 19 euro Biografie | Letteratura | Storia

14/11/2025 di Laura Bianchi

Non poteva che essere la casa editrice Biblioteka a riproporre il memoir di Tatiana Tolstoj, seconda figlia dell'autore di Anna Karenina e Guerra e pace, scritto ogni giorno per quasi quarant'anni, che redige la cronaca quotidiana dei suoi rapporti col padre; e non poteva che avere come titolo Anni con mio padre, ora nella traduzione di Roberto Rebora, che rende il diario ancora più vivido e ricco di brillantezza. Vivere con un mostro sacro della letteratura mondiale può essere un'esperienza al tempo limitante e stimolante, perché l'enorme successo, che lo scrittore ebbe anche mentre era vivo, condizionò inevitabilmente la vita familiare. Ma la figlia ha, del padre, il dono dell'introspezione psicologica, così evidente in Guerra e pace, in cui la voce narrante, onnisciente, si cala nella mente di ciascuno dei personaggi, storici o fittizi, seguendone i ragionamenti, ma anche, e soprattutto, i moti intimi, che spesso condizionano non solo le azioni, ma proprio i pensieri stessi. Quindi, cone Lev, anche Tatiana scende nel profondo della propria anima, e, con attenzione e delicatezza, investiga le proprie reazioni di bambina, adolescente, donna, di fronte agli eventi di una vita familiare che spesso l'ha messa a dura prova, fornendoci le prove attraverso lettere, stralci di diari dei genitori, conversazioni quotidiane.

Seguiamo così la piccola nei suoi primi approcci con il padre, la madre, i numerosi fratelli e sorelle - erano tredici, e ne sopravvissero nove-, comprendendo non solo le dinamiche di una famiglia comunque anomala, poiché le conseguenze dell'immenso successo di Tolstoj ricaddero inevitabilmente anche sulla figlia, nata proprio mentre il suo maggior romanzo riceveva i primi consensi, ma anche la fisionomia di un uomo complesso, dalle infinite esperienze, che maturava e cresceva insieme ai suoi figli, mettendo alla prova un'incrollabile fede, ma anche un'autonomia di pensiero che lo portò a criticare aspramente le gerarchie ecclesiastiche del tempo.

La bambina Tatiana credeva suo padre "il più intelligente degli uomini, il più giusto, il migliore", ma, crescendo, si rese conto che quello che desiderava lei non poteva trovare sempre in lui un'approvazione, e memorabile è la scena in cui lei a sette anni è felice perché ha ricevuto molti regali costosi, ma, cercando lo sguardo paterno, scopre il suo disappunto mal celato.

Abbiamo quindi una visione dinamica del loro rapporto, e l'autrice annota, con curiosità e acume, anche le trasformazioni che gli inevitabili dolori della vita impongono al comportamento paterno, come quando morì un fratellino, e lei si rese conto che anche il padre non riusciva a darsi quella pace e ad agire con quella compostezza che i suoi studi filosofici e il suo status intellettuale gli impnevano: "In quei giorni papà scriveva anche a zia Tania:"Petja ha lasciato nella casa un vuoto che non mi sarei aspettato mai..."".

Troviamo anche molte riflessioni che ci aiutano a capire meglio le opere di Tolstoj, come quando la figlia parla della casa natale del padre, definendola "la casa della famiglia Rostov in Guerra e Pace. Immaginavamo di essere nelle camere descritte nel romanzo di mio padre e ne discutevamo con accanimento la destinazione, come se esseri reali le avessero abitate", oppure "il principe Nikolaj Volkonskij e sua figlia Marija - rispettivamente bisnonno e nonna di Tatiana, ndr - sono serviti da modelli per il vecchio principe Volkonskij e la principessa Marija di Guerra e Pace".

Particolarmente efficace è la seconda parte del memoir, che raccoglie brevi flash di ricordi, situazioni descritte in modo sintetico, ma che rivelano molto del Tolstoj privato e della sua umanità, come quando la figlia scrive: "A mio padre i pazzi interessavano molto, e quando ne aveva l'occasione li esaminava con attenzione. Diceva che la follia è l'egoismo arrivato ai suoi estremi", o quando analizza, lucidamente e da confidente di entrambi i genitori, la loro separazione, risalendo agli inizi del loro rapporto, fino alle tragiche conseguenze, e tratteggiando una sintesi memorabile del padre come uomo: "sempre in lotta con le sue passioni, sempre pronto ad analizzarsi e a giudicarsi con implacabile severità, esigente con se stesso e con gli altri. Nello stesso tempo un incorreggibile ottimista, che non si lamentava mai, che trovava una via di uscita per ogni difficile situazione".

Non accade spesso che si abbia il privilegio di accedere alla vita intima di uno scrittore tanto amato, e questo libro ce lo regala.


Secondogenita dello scrittore russo, Tatiana Tolstoj (1864-1950) frequentò da ragazza l'Accademia di belle arti a Mosca e, come la madre e le due sorelle, fece da segretaria al padre. Appassionata di pedagogia, conobbe Maria Montessori e trascorse gli ultimi vent'anni a Roma con la figlia.