Strummer, Jones, Simonon, Headon

Strummer, Jones, Simonon, Headon The clash


Isbn edizioni, 2008 Musica | Biografie

di Arianna Marsico
I Clash raccontano se stessi: il libro è una raccolta di interviste e foto, senza alcun filtro da parte di una voce narrante esterna. Stavolta è la band a parlare, senza che Bernie Rhodes, che contribuì tanto alla fortuna tanto alla rovina del gruppo, si impicci. E alla fine di questa valanga di sincerità si rimane come dopo aver visto il film - documentario “The future is unwritten” di Julien Temple: incantati. Questo libro può essere apprezzato sia dagli appassionati dei Clash sia a coloro che vi si accostano ora. I primi, infatti, troveranno locandine dei concerti,fogli di scalette, foto inedite dei servizi fotografici per le copertine e altre chicche del genere. I secondi invece scopriranno che il punk degli anni ’70 non era solo il nichilismo dei Sex Pistols, voglia fine a se stessa di fare baldoria e, musicalmente parlando, quattro accordi messi in croce (il batterista Topper per esempio aveva una solida preparazione musicale). Avranno modo di vedere, ad esempio, che i Clash comunque curavano molto il proprio look, personalizzandolo anche in modo da renderlo coerente al forte messaggio di autodeterminazione che veicolavano i loro testi. Che Jones era un formidabile arrangiatore pronto, con Strummer, a fondere il grezzo suono ribelle del punk con gli echi caldi della Giamaica. O che Simonon in effetti, all’inizio non sapeva suonare, ma poi era diventato così bravo e affiatato con Mick e Topper da portare il primo ad affermare: “Chi non avrebbe scritto canzoni bellissime con testi così belli e una batteria fantastica, e con Paul! Lui sapeva già il fatto suo, probabilmente da quando l’ho incontrato per la prima volta”. Che comunque nonostante il successo i Clash rimasero fedeli al pubblico, arrivando a rinunciare ad una parte degli introiti di “Sandinista” pur di vendere tre dischi al prezzo di uno. Che non è vero che tutti i punk considerassero una gran cosa drogarsi, tant’è che Topper fu licenziato a causa della propria tossicodipendenza, aggravatasi al punto da far dire a Joe: “Come faccio a cantare tutte queste canzoni antidroga con te sballato di brutto dietro di me?”. Insomma, un libro che è un viaggio affascinante dentro un mondo variegato e profondamente immerso nella vita quale era quello dei Clash, colorato come la copertina rosa shocking. E in fondo il vero punk non era un pugno in un occhio?

I Clash sono stati il gruppo punk che più ha influenzato ed influenza altre band. Attivi dal 1976 al 1986 hanno realizzato capolavori quali “White riot”, “London calling”, “Sandinista”, “Combat rock”, coniugando ribellione e speranza.