Stephen King

Elevation

Stephen King


Sperling & Kupfer

di Corrado Ori Tanzi
Scott Carey è nei guai. Perde peso senza dimagrire. Resta quel pezzo d’uomo decisamente sovrappeso, conosciuto da tutti a Castle Rock, nel Maine. Apprezzato e ben pagato programmatore di software, divorziato, poco più che quarantenne, idee liberal, ma che mangi come e quanto prima (soprattutto quanto, un bel deciso quanto), che salga sulla bilancia nudo o zavorrato da qualche peso, per Scott ogni pesata è un colpo al cuore. Perde in media mezzo chilo al giorno, qualche volta di più. Parte ben oltre i cento e avanti così sparirà. Nel peso, ripeto, non nella fisionomia.

La sua è una perdita di gravità, che tra poco non gli permetterà più di mettere piede in terra e muoversi. Ne parla con il vecchio amico dottore in pensione Bob Ellis che però oltre a una fattiva solidarietà non può andare. Perché non esistono casi del genere. Scott non ne vuole rendere pubblica questa sua dannazione, non ha la minima intenzione di diventare la scimmietta da tendone né ha interesse a guadagnarci sopra.

La sua microcomunità si allarga a due donne, due lesbiche sposate che mandano faticosamente avanti un ristorante nella decisa insofferenza della cittadina, incapace di accettare un matrimonio omosessuale. Scott è agli sgoccioli. Fa e farà qualcosa, per sé, per i suoi amici e per la comunità che pensa possa essere ben migliore della facciata che mostra.

Romanzo breve o racconto lungo, Elevation segna un continuum nell’arte narratoria di Stephen King, almeno quella più contemporanea e cioè lo srotolamento dell’azione dei mostri che abbiamo dentro più che il faccia a faccia con l’horror uscito in superficie da centri nervosi e forze extra umane. In questo piccolo gioiello letterario siamo davanti alla tradizionale posizione kinghiana di difesa dei più deboli (naturale vedere nell’abituale palcoscenico di Castle Rock il muoversi di un’America trumpiana che sconvolge le viscere dell’autore), oggi impersonificata nello scontro tra la coppia LGBT e l’afrore omofobico della comunità. A far da cesura della crepa, l’impossibile situazione di un uomo che lievita a dispetto del suo vissuto quotidiano e la cui elevation gli insegna a mettere la giusta distanza tra sé e le cose del mondo tanto per una migliore comprensione dei flussi umani quanto per la scelta dell’unica reazione da prendere. Anche se si veste la tragedia nella sua interezza.

Elevation è anche la chiusa al capitolo aperto trentacinque anni fa con L’occhio del male, testo in cui il dimagrimento del protagonista era l’effetto di una maledizione che aveva ricevuto, e una sorta di gesto di ringraziamento a Richard Matheson (a cui il libro è dedicato), che in Tre millimetri al giorno raccontò nel 1956 la storia di un uomo che diventava di giorno in giorno sempre più piccolo.

Chissà, forse nelle vene della mente dell’autore quest’opera vale quale storiella da raccontare ai propri figli prima di prendere il sonno. Il mestiere, quello c’è tutto. Ma signori, che mestiere! Un confetto posto nel grande libro della letteratura. Che ci porta su, su, su. Sempre più su.

 

Stephen King, Elevation, Sperling & Kupfer, 208 pagg., 15,90 euro

Corrado Ori Tanzi – https://8thofmay.wordpress.com

 



Stephen King Altri articoli