Slavenka Drakulic

Slavenka Drakulic Le cose di cui non parliamo


Bottega Errante Edizioni, 2026, traduzione di Elvira Mujcic, pp., euro 18 Narrativa Straniera | Romanzo

12/06/2026 di Eliana Barlocco

Sono molte Le cose di cui non parliamo, titolo della raccolta di racconti della scrittrice Slavenka Drakulic per le edizioni Bottega Errante nella traduzione di Elvira Mujcic. Non le affrontiamo per paura, per pudore, per vergogna, per scaramanzia, per ignoranza, per indifferenza. Drakulic in ogni racconto invece affonda la penna lasciando profondi solchi in cui il lettore cerca di camminare, inabissandosi a sua volta nelle profondità del non detto. Sedici racconti in cui lei stessa si denuda affrontando i problemi, i rapporti interpersonali, i ricordi e le paure che inevitabilmente ognuno di noi (prima o poi) si trova a impattare. In quei solchi tracciati vediamo la vita che scorre, le debolezze umane, la fatica di avere coraggio e il coraggio di affrontare le tragedie personali.

Non parliamo della malattia che è puro orrore, che incute timore in chi la vive e in chi la incontra. Non siamo in grado di affrontarla, come se il non dire ci mettesse al riparo dalla stessa. Facciamo fatica a interagire con chi è sofferente, non sappiamo come affrontare il soggetto e l’oggetto e “le frasi fatte esistono...affinché possiamo ricorrervi quando restiamo senza parole.” Altrettanto orrenda si palesa innanzi a noi la certezza della conclusione: “…si era portata via una consapevolezza che non l’avrebbe mai più abbandonata, ossia che la malattia è la solitudine sono la stessa cosa.”

Non discutiamo dei rapporti interpersonali che a lungo andare si sfilacciano, si logorano, si assottigliano. Rimangono “Due corpi che non si toccano, due persone senza una parola”. Il silenzio sigilla gli amori rendendoli muti e aridi. Ma non per tutti gli amori sono perduti sulla via della solitudine personale. Ve ne sono alcuni che resistono nel tempo e altri che emanano ancora un nostalgico profumo, quello di un bocciolo mai sfiorito: “Gli incontri mancati e le perdite lasciano delle cicatrici, per questo è difficile dimenticarli.”

Regina del non detto, ecco la morte che ritorna spesso e sempre ci lascia amputati, strappa quel pezzo di noi invisibile agli altri. Ancora una volta vi è solitudine nel dolore e altrettanto ne avvertiamo nel pensare ai nostri cari nel momento della loro dipartita. Non lo diciamo, eppure a tutti è chiaro che è lì, soprattutto nella morte, che si annida la solitudine: “…nessuno era con lei là dove si trovava, né avrebbe potuto essere con lei. E questa è la cosa che più mi pesa.”

Slavenka Drakulic fa da imbuto lasciandoci fluire come acqua all’interno del suo sentire e scivolando attraversiamo una scrittura che lascia un’impronta indelebile dentro di noi.


SLAVENKA DRAKULIC (Rijeka, 1949). Scrittrice, giornalista e saggista di fama internazionale. In Italia è nota sin dagli anni Novanta grazie alla pubblicazione di alcune sue opere sul mondo comunista e post-comunista, Balkan Express (Il Saggiatore) e Ritorno al Caffè Europa (Keller),nonché di romanzi come Pelle di marmo (Giunti), Il gusto di un uomo (Il Saggiatore), Come se io non ci fossi (Rizzoli), Il letto di Frida (Elliot), L’accusata (Keller). Nel 2004 l’autrice ha ricevuto il premio Award for European Understanding della Fiera del libro di Lipsia. Per Bottega Errante Edizioni, Mileva Einstein. Teoria sul dolore (2019), Dora e il Minotauro. La mia vita con Picasso (2021) e la raccolta di racconti La donna invisibile (2022). Vive in Svezia e in Croazia.