Simone Cislaghi Partire. Il viaggio come metafora dell'esistenza
Mursia, 2026, 124 pagine, 15 euro Saggi | Società | Storia
04/04/2026 di Laura Bianchi
Nell'introduzione del breve, ma intenso viaggio nella lettura di questo Partire - Il viaggio come metafora dell'esistenza, di Simone Cislaghi, ci vengono date le coordinate per muoverci all'interno del complesso di trame suggestive e ricche del saggio: "Mi scuso con ciascuno di voi per il costante oscillare delle pagine che seguiranno tra due diversi livelli: quello della letteratura di viaggio e quello dell'esistenza concreta". Potremmo anzi correggere l'oscillazione, precisando che anche leggere è parte dell'esistenza concreta, e a volte è più intensa di questa, oppure fornisce a essa gli spunti per partire per un viaggio concreto e personale. Infatti, lungo la lettura, ci sorprendiamo di quanto stretto sia l'intreccio tra esperienza e filosofia, letteratura e ricordi personali, il tutto guidato dalla mano esperta dell'autore, che sa come affascinarci, attraverso citazioni che spaziano dall'Antico Testamento al libro di Gilgamesh, per radicare in noi il pensiero che esista un solo bisogno antropologico, un'unica spinta al viaggio, che ci rende tutti simili, pur nelle differenze, senza barriere culturali né etniche.
A cucire l'esposizione di Cislaghi, ecco giungere la poesia, da Tennyson a Kavafis, dall'Odissea a Goethe, ma soprattutto la filosofia, il campo in cui l'autore è esperto, con riferimenti a capisaldi del pensiero occidentale, come Fichte, Bergson o Kierkegaard, e a studiosi contemporanei, tra cui il nostro Galimberti. Non si pensi però che la lettura sia ostica, o di difficile comprensione: da didatta, la voce dell'autore dispiega collegamenti e approfondimenti in modo che siano chiari a tutti, alternando riflessioni storiche ad altre contemporanee, e articolando la disamina in quattro grandi capitoli: Il viaggio e le narrazioni archetipiche, Il viaggio come mezzo e metafora dell'evoluzione personale, Il viaggio inautentico e le sue figure, Per "diventare vivi". In particolare, il terzo capitolo è molto coinvolgente, poiché le figure del viaggio inautentico toccano aspetti problematici del nostro mondo; contestualizziamo quindi con maggiore precisione fenomeni come gli hikikomori (con un fondamentale contributo di Luigi Zoja), i turisti, che fuggono in modo compulsivo e ripetitivo dal quotidiano senza affrontarlo, i nostalgici del passato che non sanno abbracciare il presente e la sua complessità.
Basterebbero queste riflessioni per farci amare la lettura - viaggio di Cislaghi; ma ognuno potrebbe trovare molti altri spunti, per interpretare nel modo migliore la propria personale Odissea nella vita.
Simone Cislaghi Nato a Milano nel 1976, laureato in filosofia all’Università Cattolica del Sacro Cuore, insegna storia e filosofia nel Collegio San Carlo, di Milano. Ha pubblicato testi di saggistica storica e filosofica.