Simone Avincola Enzo Carella, dolce tu per tu
Amazon Italia, 2025, 212 pagine, 15 euro Biografie | Musica
28/06/2026 di Giuseppe Catani
Cosa è rimasto di Enzo Carella? Qualche ricordo disseminato tra il mare magnum dei social, alcuni suoi brani dispersi tra le più disparate piattaforme e poco altro. Poi è arrivato Simone Avincola. Che ha rimesso a posto le cose, nel modo più semplice, che tanto semplice non è. Scrivere un libro è già di per sé impresa titanica, dedicarlo a un outsider lo è ancora di più. Ma andiamo per ordine.
Enzo Carella era un musicista romano de Roma che ha avuto il tempo di pubblicare sei album e una manciata di singoli tra il 1976 e il 2007 prima di lasciare la nostra valle di lacrime all’età di 65 anni. Arrivò secondo al Festival di Sanremo con la sua Barbara, piazzandosi addirittura davanti a Rino Gaetano e dietro al vincitore Mino Vergnaghi. Era il 1979 e la sua carriera artistica sembrava in rampa di lancio. Le cose, però, andarono diversamente, nonostante avesse continuato a scrivere canzoni bellissime, molto personali, venate di funky e impreziosite dai testi di un esordiente, tale Pasquale Panella. I discografici e i promoter non capirono e si girarono dall’altra parte. Succede, purtroppo. Ma non doveva succedere a lui.
Anche Simone Avincola è un musicista (o meglio, un cantautore tout court) romano de Roma. E adora Enzo Carella da quando lo ha scoperto. Una folgorazione, tanto da essersi inventato un live che da qualche anno viaggia tra i club dello Stivale: Avincola canta Carella. Il libro è stato il passo successivo, quasi conseguenziale, un atto dovuto. Enzo Carella, dolce tu per tu ripercorre le vicende artistiche e umane di un personaggio troppo avanti per i suoi tempi, un guascone dai baffetti mefistofelici e dagli occhi furbi, chitarrista dallo stile parecchio peculiare, dotato di un cantato sottile, quasi sussurrato.
Per parlare del suo artista prediletto, Avincola si è messo alla ricerca di chi con Carella ha avuto a che fare, non solo dal punto di vista professionale. Ha aperto il microfono a parenti, amici, musicisti coinvolti in studio, produttori, colleghi, ma anche a fan che lo hanno scoperto tardi, quasi per caso, come Maccio Capatonda, Dente o Colapesce, riportando anche i testi di alcune interviste realizzate per tv, radio o riviste specializzate. Storie e aneddoti in gran parte mai raccontati prima, su un ragazzo alla mano, simpatico e mai altezzoso, costretto, però, a convivere con qualche ombra caratteriale, che, forse, ha contribuito a spezzargli le ali e ad allontanarlo dall’industria discografica. Questo libro non è un’apologia: alcuni racconti sono impietosi, leggasi l’intervento di Cinzia Li Fauci quando descrive il suo tentativo, portato avanti senza successo, di riportare Carella in auge proponendogli la registrazione di nuove canzoni. Nessuno spoiler.
Un libro necessario oltreché ben fatto, che Avincola ha cucito con efficacia e competenza, destinato, soprattutto, a chi non si è mai imbattuto in un artista che non merita di essere dimenticato e a chi volesse andare oltre quelle tre o quattro canzoni di (moderato) successo. Peccato per qualche refuso di troppo e per la pessima gestione delle note, peraltro non imputabili all’autore. Ma non fa nulla, si tratta di peccati veniali.
Simone Avincola, cantautore, ha pubblicato quattro album e un EP. Ha partecipato al Festival di Sanremo nel 2021, categoria Nuove Proposte, con la canzone Goal, poi inserita nell’album Turisti. Ha collaborato con Riccardo Sinigallia, Freak Antoni, Paolo Giovenchi, Fiorello ed Edoardo De Angelis.