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Serenella Baldesi

Have a Nice Day

Serenella Baldesi


Ensemble

di Corrado Ori Tanzi
Imprenditrice di polso e parte di un matrimonio ormai sgonfiato, Olivia, Oli per amiche e amici, incomincia a prendere lezioni di inglese per migliorare la conoscenza della lingua. Il caso le fa incontrare Emma, fuggita da Londra a Roma per ricostruire dalle macerie una vita nuova.

Tra le due s’accende tanta di quella benzina che l’incendio è cosa fatta. Nell’ordine: Oli chiude la sua esperienza matrimoniale, prova con gran piacere un’esperienza lesbica, vende l’azienda, dà un taglio alle amicizie e vola a Londra per vivere con Emma.

Anche qui però la situazione presto le appare in tutta la sua ombrosità, visto che il rapporto con Emma non è esattamente fonte di una nuova felicità, dato che il pregresso della donna viene sempre più in superficie. Nuovo giro dato al destino e nuova ricostruzione di una vita a Simi, terra greca, insieme al fido cane Alì.

Due anni dopo il pessimo Cammino Doppio, Have a nice day è il secondo tentativo di Serenella Baldesi di passare dal girone dei wannabe a quello degli scrittori, magari con l’iniziale minuscola, ma almeno narratori riconosciuti. Mi sa che ci vorrà minimo minimo almeno un altro tentativo. Ma se abbondate un po’ siete più vicino alla realtà.

Alla signora, classe 1962, architetto in Roma, non manca né di immaginazione né della capacità di creare un’atmosfera sufficientemente narrativa. E riesce anche a consegnare al lettore personaggi con profilo interessante. È che latita tutto il resto.

Dialoghi improbabili che, in un’innaturale ricercatezza espressiva rispetto alla situazione narrativa in cui sono inseriti, stridono come gesso sulla lavagna; momenti di irritazione completa dentro cui ci immerge il provincialismo dell’autrice nel classico errore di puro dilettantismo che ha l’effetto di porre al centro della pagina chi scrive oscurando il personaggio (ma è possibile far esprimere l’insegnante d’inglese in inglese? Possibile poi farla passare all’italiano nella stessa frase se l’intervento dura più di tre righe?); mancanza di cura nel raccontare di trasformazioni psicologiche che, assomigliando più ad autentici bombardamenti umani, richiederebbero un’attenzione una tempistica un po’ più attenta; latitanza nell’editing (“un cottage nel Cotswolds” non si può leggere). E poiché siamo pietosi come il velo dell’oblio finiamola qui.

Insomma, il ragù non manca. Quello del supermercato, ma non manca. Della pasta neanche l’ombra. Sempre quella del supermercato.

 

Serenella Baldesi, Have a nice day, Ensemble, euro 15, pagg. 226.

 

Corrado Ori Tanzi

https://8thofmay.worpress.com



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