Sebastiano Barcaroli Il grande libro dei Mondiali di Calcio
Bruno Edizioni, 2025, Collana Saggistica, Illustrazioni di Guido Astolfi, 233 pagine, 25 euro Saggi | Società | Sport
19/06/2025 di Valerio Corbetta
Provare a condensare in 230 pagine la storia dei Mondiali di calcio, come fa Sebastiano Barcaroli in Il grande libro dei Mondiali di Calcio, è impresa ardua e pericolosa. Specie se buona parte delle pagine è dedicata a illustrazioni di Guido Astolfi, splendide peraltro, che catturano gli occhi restituendo al lettore immagini iconiche di personaggi ed episodi entrati nell’immaginario popolare. Lodevole l’impegno nel presentare una sorta di “bigino”, che riserva una decina di pagine per ogni edizione, da quella inaugurale del 1930 in Uruguay fino all’ultima in ordine di tempo, disputatasi per la prima volta in periodo invernale a margine delle dune del deserto in Qatar, nel dicembre del 2022. Statistiche interessanti a inizio capitolo: la più meritevole e curiosa si riferisce all’indicazione del numero degli spettatori totali per edizione, che fa capire quanto sia cambiato l’impatto planetario nel corso di 90 anni da parte di un evento passato dai 400 mila presenti negli stadi di Montevideo ai 3 milioni e mezzo fatti registrare costantemente nei tornei del secondo millennio; le altre riferiscono delle città ospitanti, della media-gol per partita, dei giocatori più giovani e più anziani scesi in campo, del numero di rigori concessi, delle partite disputate, e dei capocannonieri. Seguono due pagine introduttive e riassuntive dell’edizione analizzata, altrettante dedicate alla sola finale e a seguire quelle riservate a curiosità assortite, alcune famose, così come altrettante poco conosciute, e per questo stuzzicanti. Sul margine di pagina, altre brevi note a corredo degli eventi, nomi e citazioni che completano il racconto.
Ma, mentre i disegni sono davvero d’impatto e meritano uno sguardo non superficiale, i testi sono a volte ripetitivi e ridondanti, punteggiati qua e là di errori che una correzione di bozze più attenta avrebbe potuto cancellare. Anche se a pesare maggiormente sono gli strafalcioni oggettivi, alcuni davvero imperdonabili per un italiano, come il “pareggio con un gran colpo di testa acrobatico del capitano Klaus Fischer” nella finale del 1982 (sic), pura fantasia. Oppure, durante i festeggiamenti dopo il fischio finale, nessuno vide Pertini “che saltò in auto coi giocatori”, o ancor più sorprendentemente spunta il “gol di testa” di Rivera nel 4-3 dell’Azteca del 1970 (quando fu invece un piatto a incrociare a fissare il risultato). O come il refuso sulla doppia espulsione di Ferrini e David contro il Cile nel 1962 che “lasciò l’Italia in 10 uomini”; ma pure la citazione del coreano Pak Doo-Ik, che “ex dentista” fu solo nella leggenda e mai nella realtà. Per non dire di Maradona che “venne accolto dai fischi e pronunciò “hijos de puta”, sì, ma prima della finale a Roma e mai a Napoli durante la semifinale contro l’Italia, come invece indicato nella nota su Italia-Argentina del 1990. O ancora, la didascalia su Zagallo “vice campione del Mondo nel 1994”, quando a Pasadena conquistò invece il titolo ai danni degli azzurri, vice sì, ma in quanto secondo di Parreira; o la nota sull’introduzione delle limitazioni sui retropassaggi al portiere segnalata come novità… per due mondiali di fila.
Scivoloni imperdonabili per chi li legge e vive in un paese ben dipinto dalla famosa battuta di Churchill, secondo cui “gli italiani perdono le partite di calcio come se fossero guerre e perdono le guerre come se fossero partite di calcio”.
Sebastiano Barcaroli È nato e vive a Roma. Ha fondato le due riviste d’arte «Stirato Poster Magazine» e «Bang Art». Dal 2009 cura il progetto di cinema ChickenBroccoli. Per la Newton Compton ha pubblicato Keep Calm e guarda un film, 101 film per ragazze e ragazzi eccezionali, un libro illustrato di film per l’adolescenza, entrambi scritti con Federica Lippi, Il grande libro dei quiz sul cinema, Indovina il film! e Cinematerapia, scritto con Andrea Fiamma.