Sarah Seltzer Singer Sisters
Traduzione di Valentina Zucca, Jimenez, pp. 272, 19 euro Narrativa Straniera | Romanzo | romanzo psicologico, romanzo di formazione, drammatico
12/07/2025 di Ambrosia J. S. Imbornone
“La musica era molto meno sconcertante della vita”.
“Rallenta, cuore” sussurrò, pensando a un mantra. Suonava come il titolo di una canzone. Perché questo erano quei sentimenti e quegli scombussolamenti. Erano canzoni che non avevano un posto in cui andare, così si agitavano dentro di lei”.
“Rose conosceva il potere delle canzoni. Ti raggiungevano nella tasca posteriore al di là del tuo io pensante, il luogo in cui i colori e i sentimenti e i vettori di luce saltavano intorno a te, entravano e uscivano da te, ti cambiavano dalla persona che eri il giorno prima e almeno temporaneamente fermavano le domande che ti tormentavano la notte”.
La musica è fondamentale in Singer Sisters, il primo romanzo della giornalista e critica culturale newyorkese Sarah Seltzer. Il libro segue infatti nel tempo una “dinastia musicale”, componendo una saga femminile: sono circa quattro generazioni di cui si parla, alternando tempi diversi nei capitoli, con un andirivieni che ricorda alcune serie tv, e spaziando dagli anni Sessanta ai primi anni 2000; soprattutto ci si concentra sulle sorelle del titolo, Judie e Sylvia Zingerman, immaginario duo folk di culto attivo tra gli anni Sessanta e Settanta, sulle relazioni di Judie con altri due musicisti folk, l’irlandese Eamon Foley e il marito Dave Canticle, sulla famiglia che Judie costruisce e di cui cerca di ricomporre i pezzi, sulla carriera di sua figlia Emma negli anni Novanta.
Il romanzo è in terza persona, ma in ogni capitolo si concentra su una delle protagonista, rappresentando e indagando con attenzione il suo mondo interiore, pensieri, crisi e dubbi; il libro consente di riflettere sulle difficoltà affrontate ogni giorno dalle donne, dal giudizio facile sulla loro sessualità o sulla loro salute mentale, fino a maternità rinnegate, volute, vissute con sensi di colpa e immensa fatica, dal desiderio di libertà ai sacrifici per i figli, dal mondo della musica, tra industria discografica, riviste e jet-set, fino ai legami che, come fili, si allentano, spezzano o riannodano. E a volte restano nel tempo, perché qualcuno può essere “il tuo rifugio dalla tempesta e la tempesta allo stesso tempo”. Ancora nel romanzo assistiamo a una “pila di sbagli, scompigli, pasticci, errori, valutazioni sbagliate, di casini e di svolte impulsive”, tra fughe, segreti, silenzi, ricerca di spiritualità, rapporti complicati con i figli, perbenismo e femminismo, il palco con le folle in visibilio e le stanze vuote. Sullo sfondo le vicende politiche degli Stati Uniti, dal Vietnam al sexgate di Clinton e Lewinsky, il crollo delle Torri Gemelle e la presidenza di George W. Bush, così come Bob Dylan, Joan Baez, Patti Smith o Britney Spears.
Qualche calcolata simmetria nelle storie talora sembra un po’ forzata, a volte qualche situazione sembra stereotipata, o si indulge un po’ in pagine da romanzo rosa, ma la costruzione dei personaggi appare piuttosto credibile e approfondita, le atmosfere di pub, festival e feste dello showbiz sono presentate in modo spesso fascinoso e realistico, la scrittura è scorrevole e accattivante, la lettura è piacevole e globalmente prevalgono qui il romanzo psicologico, drammatico e di formazione. Insomma, il libro cattura e rappresenta in modo sentito, sensibile, attento e appassionato “una doppia fonte di felicità eterna: la musica e l’amore”, come l’autrice li definisce nei ringraziamenti.
Sarah Seltzer è nata e cresciuta a New York, i suoi scritti sono apparsi su “New York Times”, “Time”, “Jezebel”, “Glamour”, “Cosmopolitan”, “The Nation” e molte altre testate. È attualmente executive editor del quadrimestrale femminista “Lilith”.