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Roland Schimmelpfenning

In un chiaro, gelido mattino di gennaio all’inizio del ventunesimo secolo

Roland Schimmelpfenning


Fasi Editore, 2019

di Eliana Barlocco

“Il lupo veniva da est.....”. In un anno non ben precisato del secolo scorso, durante un inverno particolarmente lungo e freddo un lupo fa la sua comparsa lungo il confine polacco-tedesco e si incammina verso Berlino. Comincia così il romanzo d’esordio di Roland Schimmelpfennig, drammaturgo tedesco contemporaneo.

La vicenda si snoda e si sviluppa seguendo da un lato, il cammino del lupo e dall’altro, i passi della vita dei protagonisti. Il “Der Spiegel” l’ha definita una narrazione ad anelli ed effettivamente è come se ogni storia formasse un anello a sé stante, che contemporaneamente concorre alla formazione di una lunga catena. Individui che appaiono all’inizio ben distinti gli uni dagli altri, ognuno con i propri dubbi, i propri incubi, si ritrovano uniti in un unico scopo: la ricerca.

E non importa se, alla fine, si arrivi a raggiungere un risultato. Alcuni seguono il lupo, altri scappano dai loro stessi “lupi”. Senza entrare in astruse spiegazioni su cosa rappresenti il lupo, osserviamo che qui è un viaggiatore solitario, un esploratore alla ricerca di una via. Si fa strada da est verso ovest. E’ il vento del cambiamento, dopo il suo passaggio le vite degli uomini e delle donne che raggiunge non saranno più le stesse. Arriva fino a Berlino e lì il suo incedere giunge ad una conclusione. Ed allora Est e Ovest si ricongiungono. Un anello più grande quello temporale - spaziale (sullo sfondo le vicende della DDR) racchiude la catena umana che si è venuta a formare.

D`un tratto “Il lupo era scomparso....” Il lupo reale, ammesso che sia mai esistito, viene meno. Ma non svanisce il lupo che ognuno di noi si porta appresso. Ognuno deve affrontare i propri "lupi". Il dramma è azione e Schimmelpfemming indirizza, in maniera molto teatrale, il suo racconto. Ogni paragrafo è una atto che si srotola sul palcoscenico di una città che si presenta e viene rappresentata in tutti i suoi vari aspetti.

“Nessuno vide il lupo, soltanto le sue tracce e la selvaggina sanguinante sulla neve” l`inizio è allarmante. La novità viene accolta con ansia e paura. Il percorso è complicato e non privo di difficoltà. Ma alla fine “i cacciatori e i guardaboschi non trovarono né le tracce del lupo né la selvaggina sbranata”. I cambiamenti, se gestiti con il coraggio necessario, non portano alla tragedia, ma rappresentano un passo avanti di civiltà.