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Roberto Manfredi

Artisti in Galera - Opere di Tom Porta

Roberto Manfredi


Skira, 2018

di Eliana Barlocco
Fu la mia giovinezza una cupa tormenta/ Qua e là percorsa da squarci e brilli di luce/ Il tuono e la pioggia tale scempio hanno fatto/ Che ben pochi frutti vermigli son rimasti nel mio giardino. (Charles Baudelaire)

Basterebbero questi versi essenziali, semplici e al contempo intensi per commentare la mia lettura di Artisti in Galera. Il libro di Roberto Manfredi illustra episodi di vita giudiziaria di alcuni noti artisti. Siano essi musicisti o attori, non importa. Tratto comune a tutti è aver rappresentato, ognuno nel proprio genere, il sacro fuoco dell`arte. Un fuoco talmente vivo e scoppiettante da rimanerne folgorati.  La luce della passione e della creazione si fa buia disperazione. Oscura e inarrestabile avanza l`ombra del male. Una difficoltà ad affrontare la vita che si manifesta nelle più varie forme e predizioni, un`incapacità di vivere che diviene malattia profonda. Ed è allora che la galera aiuta a ritrovare una via per ricominciare quello che non si è riuscito a completare. Si ritrovano quei pochi frutti vermigli rimasti e si lavora su essi, nella speranza che possano raggiungere la piena maturazione concedendo una nuova stagione di vita. Ovvio che questa consapevolezza non può arrivare a tutti e vi sono casi limiti in cui l`unica via di salvezza rimane la fine.

Nelle esistenze in cui la cupa tormenta ha avuto un ruolo da leone, spesso, altrettanto devastanti, sono stati gli squarci e i brilli di luce. Di intensità tale da rimanerne sopraffatti, in un gioco quasi al limite della perversione tra artisti e fruitori. Folle che succhiano la linfa vitale di esseri non in grado di reggere all`impatto. La tragedia e, nel contempo, la bellezza della creazione artistica in sé. Ciò non toglie che a un occhio attento non debba sfuggire la differenza tra il mero business, che spesso sottende alle scelte, e la purezza dell`arte stessa.

Nella sua narrazione il Manfredi traccia brevi scene in cui si trattiene da dare giudizi ma, da spettatore, si limita alla semplice narrazione dei fatti. L`assoluzione o la condanna semmai saranno ad opera dei lettori. A cornice di ogni ritratto gli schizzi di Tom Porta. I volti tratteggiati, sfumati, eterei, delicati a richiamare la fragilità di alcune esistenze. Gli sguardi fieri catturano la nostra attenzione riportandoci ai versi citati all`inizio. Il fiore in se stesso non può nascondere il male e quest`ultimo non può essere incarnato da un fiore. In questa girandola dell’assurdo, la via di fuga rimane, sempre e comunque, l’arte.