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Pierre Lemaitre

I colori dell`incendio

Pierre Lemaitre


Mondadori, 2018

di Corrado Ori Tanzi
Parigi, 1927. Durante il funerale dell’illustre banchiere Marcel Péricourt, una nuova tragedia incombe sulla celebre famiglia. Paul, nipote di sette anni del defunto, si lancia dal bancone per planare proprio sulla bara. Ne uscirà per il rotto della cuffia, ma segnato per tutta la vita. Ne farà le spese soprattutto la madre, Madeleine, che nel contempo dovrà cominciare a guidare l’impero messo su dal padre. Non basteranno la sua intelligenza e la sua determinazione per far fronte alla bramosia, all’infamia e alla corruzione di chi si muove come uno squalo nel suo ambiente. Dalla crisalide della caduta ne esce però una nuova persona, più soavemente spietata, figlia di Machiavelli e decisa alla vendetta come il dolce più fragrante per ritornare in piedi. Il tutto mentre il nazismo incombe iniziando a fare proseliti anche in terra di Francia.

Secondo appuntamento della trilogia inaugurata da Ci rivediamo lassù, questo I colori dell’incendio conferma la predilezione di Pierre Lemaitre per un racconto che annusa da vicino i modelli letterari classici russi (e non certo per il numero di pagine, ben oltre il limite ammesso dalla maggioranza delle case editrici oggigiorno). Una scrittura che guarda a Tolstoj per la piacevole luminosità del tono narrativo, la limpidezza dell’esposizione, l’eleganza descrittiva e che si arrotonda intorno alla spinta dostoevskiana di cercare sempre il fosco (se non addirittura il male) in ogni gesto del nostro vivere da animali sociali.

Due personaggi femminili su tutti. Madeleine, la protagonista prima del romanzo, è un’Anna Karenina dotata della puntura dell’aspide, e Solange Gallinato, professione soprano, è l’altra eroina delle pagine, vero deus ex machina per Paul, il figlio in carrozzella di Madeleine, e megafono di come e quanto l’arte sappia colpire la tirannide della politica (ma non, almeno in questo romanzo, la follia dei ciechi adepti). L’intero romanzo gioca su queste due donne che, per quanto su piani differenti, sono parti di una identica espressività letteraria che ci gratifica come lettori.

Un talento, quello di Lemaitre, guidato e disciplinato dalla prima all’ultima pagina. Epilogo compreso. Una visione immaginifica che sa farsi parola scritta, una spinta propulsiva alla rivincita che si prende il suo respiro e afferra i suoi contorni per rimanere riscatto e non diventare furia cieca. Se la letteratura non è morta (e non lo è infatti, basta rispolverarla), l’editoria può ritrovare la sua dignità perduta (parlo dei marchi italiani) solo da testi del genere.

 

Pierre Lemaitre, I colori dell’incendio, Mondadori, 504 pagg., 20 euro

Corrado Ori Tanzi – https://8thofmay.wordpress.com