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Piero Colaprico

La strategia del gambero

Piero Colaprico


Feltrinelli, 2017

di Corrado Ori Tanzi
Corrado Genito ha ricevuto il benservito da parte dello Stato. Ormai ex agente per la pubblica sicurezza si trova a passare i suoi giorni al gabbio. Una strategia fuori da ogni regola pur di salvare l’ostaggio di un sequestro, costata la vita a un vecchio collega e carissimo amico, l’ispettore della omicidi Francesco Bagni.

Il sole a quadretti è la sua realtà ormai e lo sarà per un lungo tempo. Questo finché qualcuno nei Servizi segreti non pensa a lui quale autore di una missione super blindata: infiltrarsi nella ’ndrangheta di un paesino tra il varesotto e il milanese: Ranirate. A malapena segnato nelle carte stradali, Ranirate sta diventando per qualche oscura ragione il buco del culo del mondo. Due famiglie, i Corallo e gli Spanò, da decenni se la giocano e ora sembra essere stata firmata una pace, sancita dall’imminente matrimonio tra il terribile “Kurt” Spanò e la bella, colta e ribelle Ada Corallo.

Genito potrà perderci la vita. Ipotesi più probabile che possibile. Se invece accadrà l`improbabile riavrà la possibilità di accogliere e lottare coi suoi demoni da cittadino libero.

Qui chiude la sintesi incompleta della trama. Il resto continuatelo voi, appassionati di lettura e di libri. Innanzitutto facendo vostro questo La strategia del gambero, titolo che segna il ritorno al romanzo di Piero Colaprico, firma da novanta di Repubblica, inviato speciale, una vita da giornalista di strada quale cronista di giustizia e nera e da tempo affermato narratore, padre di quel bellissimo personaggio (ormai in pensione) che è stato il maresciallo Binda.

La grandezza di Colaprico negli anni è stata quella di non aver mai dimenticato di essere un giornalista. Anche quando ha mosso le dita come scrittore. Narrazione fluida, avvincente, ricca di colpi di scena ma sempre attenta a non far entrare nella propria scrittura né la poesia posticcia delle belle anime che si pensano baciate da Atena né i gusti personali in grado di far luce più che altro sulla cultura personale dell’autore. E, che tanto schifo non fa, dialoghi come Dio comanda.

La strategia del gambero racconta una storia dura, tipica di una realtà contemporanea spesso più profonda di ogni fantasia. Un presente criminale o da giustizieri alimentato da intrecci carbonari e portato avanti col sangue di protagonisti il cui viversi come temporanei Dei in terra viene dall’impunità riverita con cui le proprie azioni assurgono al livello di comandi naturali o dall’invincibilità di avere la consapevolezza di incarnare il Signore più alto, e cioè lo Stato.

Autentico narratore Colaprico. Sguardo crudo sulle strade dei nostri giorni che nascondono orrori che il cittadino fa più fatica ad accettare che ad averli come compagni di vita quotidiana. Simenoniano nel capire cosa è il bene e cosa il male senza però dare patenti etiche, Colaprico disegna il crocevia del diavolo e allaccia strategie altrettanto malefiche perché lo Stato si faccia trovare appostato e col colpo in canna quando il sinistro Signore transiterà con la sua Corte. Sempre che, guardandolo come in uno specchio, non si riconosca poi troppo simile al soggetto da abbattere.

 

Piero Colaprico, La strategia del gambero, Feltrinelli, pagg. 352, euro 18

Corrado Ori Tanzi – https://8thofmay.wordpress.com