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Piero Colaprico

Il fantasma del ponte di ferro

Piero Colaprico


Rizzoli, 2018

di Corrado Ori Tanzi
Ama Beethoven, ma ascolta volentieri Mahler, Bach e Brahms. Tifa Inter e legge Aldo Buzzati e cita Alda Merini. Saprebbe camminare per Milano a occhi chiusi, deve fare il pieno di nebbia nei polmoni per sentirsi a casa sua e annusa puzza di mala a distanza di un chilometro. Eccolo, tornato Pietro Binda, maresciallo dei Carabinieri, ora in pensione ma non con le mani in mano.

Piero Colaprico, dando seguito alle infinite richieste dei lettori, ha fatto tornare alla luce il suo personaggio più bello (e più amato), ideato con la complicità del compianto Pietro Valpreda e protagonista di cinque romanzi, da Quattro gocce di acqua piovana a La quinta stagione.

Con Il fantasma del ponte di ferro (ponte ferroviario cittadino in zona Navigli) si torna indietro nel 1985 e dal 1985 si fa un altro salto all’indietro di tredici anni planando nel 1972. Due date (e due decenni che sembrano secoli) attorno a cui è cucita la nuova storia. Binda è a capo di un’agenzia investigativa, ufficio in casa e la verità inseguita sempre come un segugio. Gli si presenta una ragazza di una bellezza unica. La richiesta è precisa: tornare a un caso su cui l’allora maresciallo indagò nel 1972 su un morto senza testa in abiti da donna trovato sul Naviglio appeso a un ponte, un fantasma che si aggirava da quelle parti e una celeberrima violinista sovietica improvvisamente scomparsa che agita sonni e risvegli in perfetta Guerra fredda tra servizi segreti russi, greci, carabinieri italiani.

Pronti per il doppio salto mortale con alla guida un Cicerone che neanche a pagarlo oro trovereste oggi a Milano? Si torna alla città predigitale, fatta di tram, bocciofile, cittadini non social e criminalità da spezzare gambe e vene. Un romanzo nel romanzo, un metaracconto con la cornice torbida e misteriosa di un tempo materico, dove la meccanica era addirittura privilegiata all’elettronica. Chi già conosce Binda si gode intreccio e atmosfera, chi non lo conosce prego andare in libreria e uscire con i cinque volumi della sua vita. Pietro Binda pranza con Duca Lamberti, Colaprico viene riconosciuto da Scerbanenco e si prendono un caffè assieme. Secondo voi chi offre?

 

Piero Colaprico, Il fantasma del ponte di ferro, Rizzoli, pagg. 305, euro 18

Corrado Ori Tanzi – https://8thofmay.wordpress.com



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