Petra Klabouchova

Petra Klabouchova Le Sorgenti della Moldova


Edizioni Le Assassine, Traduzione di Raffaella Belletti, 379 pagine, 21 euro Narrativa Straniera | Romanzo | Giallo

15/04/2025 di Valerio Corbetta

Chiamiamolo pure “giallo”, se vogliamo catalogarlo entro una definizione di genere. Ma Le Sorgenti della Moldova, romanzo di Petra Klabouchovà appena pubblicato in Italia dopo l’uscita in Repubblica Ceca quattro anni orsono, è molto di più. Un affresco del territorio di confine tra Cechia e Germania, a due passi pure dall’Austria, zona misteriosa e fitta tanto di alberi nei boschi quanto di misteri. Con un passato che fatica ad esser dimenticato e, anzi, pulsa ancora delle storie di un Novecento che da quelle parti ha scavato solchi profondissimi. 

Gli accadimenti piazzano la lente d’ingrandimento su un paesino della Selva Boema, a due passi proprio dal luogo dove nasce il fiume Moldava, che con i suoi oltre 400 km attraversa l’intera nazione, tagliando in due anche la capitale Praga, prima di confluire nell’Elba e andare a tuffarsi nel Mare del Nord. Qui, in una gelida giornata, viene ritrovato il corpo senza vita di una ragazzina tredicenne, scalza, ma intonsa, composta e abbigliata con un pigiama sul quale è cucita una stella a sei punte. In un dedalo di rappresentazioni psicologiche e fisiche particolarmente dettagliate dei protagonisti , tra cui il commissario alla ricerca di se stesso e di una redenzione difficile da conquistare, il medico locale afflitto da problemi familiari e da manie compulsive, una giornalista d’assalto senza scrupoli, gli abitanti avvolti in una morbosa dipendenza dalle vicende belliche, Klabouchovà ci immerge nel mondo quasi incantato di una zona dove i segreti legati al periodo dell’occupazione nazista emergono senza mai esser chiariti in maniera definitiva. Sullo sfondo emergono le storie (o meglio: le leggende) legate a un misterioso campo di lavoro dove durante la seconda guerra mondiale venivano internati i prigionieri russi, una altrettanto discussa fabbrica scavata sotto la Stolova Hora di cui nessuno vuole o può parlare, una leggenda legata al tesoro sottratto dalla Wermacht a Caterina di Russia a Carskoe Selo (la celeberrima Camera d’Ambra) e nascosto proprio nei tunnel che collegavano il territorio occupato con la vicinissima Germania.

Saltando dal presente al passato, con i personaggi che prendono spessore e cambiano la loro collocazione nella vicenda in un continuo rimando di immagini e sensazioni, il giallo si sviluppa secondo una logica talmente lineare da apparire sospetta. Infatti, una volta sistemati tutti i tasselli del mosaico, la realtà si ribalta e regala un finale degno di esser scoperto pagina per pagina.


Petra Klabouchová è nata a Prachatice, nella Cechia del sud, nel 1980. Dopo avere studiato giornalismo, psicologia e relazioni internazionali all’Università Masaryk, a Brno, ha lavorato parecchi anni per la stampa locale e la televisione. Oltre a Le sorgenti della Moldava (2021), che ha riscosso molto successo in patria, ha pubblicato il romanzo La parete est (2023) e l’horror Ignis fatuus (2024), nonché alcuni libri per bambini. All’attività di giornalista e scrittrice affianca quella di manager di gruppi rock, dividendosi tra l’Italia, gli Stati Uniti e la Repubblica Ceca.