Paolo Speranza Dante e il cinema - I film ispirati alla vita e alle opere dell’autore della Divina Commedia
Gremese editore, 2021, La Cineteca degli Immortali, Collana diretta da Enrico Giacovelli, 160 pagine, 24 euro Letteratura | Saggi | Storia, Cinema
05/11/2026 di Laura Bianchi
Se dovessi indicare un autore italiano che è veramente un classico nel senso calviniano del termine, ossia che continua a dire quello che ha da dire, non avrei dubbi: Dante Alighieri. La sua monumentale architettura visiva della Commedia continua a influenzare la cultura, dall'arte figurativa al cinema. In quest'ultimo caso, ho recentemente scoperto un saggio del 2021, ma ancora attuale, scritto dal critico e docente Paolo Speranza: Dante e il cinema - I film ispirati alla vita e alle opere dell’autore della Divina Commedia, curato da Enrico Giacovelli e pubblicato da Gremese Editore all'interno della raffinata collana La Cineteca degli Immortali.
Dante è stato un grandissimo creatore di visioni, e in molti episodi della sua Commedia troviamo suggestioni da esperto sceneggiatore, sequenze orchestrate da regista sommo, come nel caso degli incontri con i dannati (Francesca, Pier delle Vigne, Filippo Argenti, Ugolino), con le anime penitenti (l'ellissi tra Marco Lombardo e il celeberrimo "Ahi serva Italia...", un "a parte" grandioso), e con i santi del Paradiso, come l'antenato Cacciaguida, col suo potente flash back, e successivo flash forward. Speranza però allarga la disamina, e ricostruisce oltre un secolo di citazioni cinematografiche sulla materia dantesca, dal cinema muto fino alle produzioni contemporanee. I titoli dei capitoli evocano alcuni versi della Commedia, e questi esplorano il rapporto tra Dante e il cinema non solo italiano, ma comprendendo Hollywood e l'Europa. Scopriamo così che Salvador Dalì studiò a lungo i bozzetti per una Commedia cinematografica, che il cinema di Federico Fellini, da La dolce vita ad Amarcord, è debitore delle visioni dantesche, soprattutto per l'approccio grottesco e per certe suggestioni relative alla discesa agli inferi (il progettato e incompiuto Viaggio di G. Mastorna era a tutti gli effetti un viaggio agli Inferi), che il mondo della videoarte e dell’animazione ha preso moltissimo dalle visioni della Commedia, e che film insospettabili nascondono citazioni occulte all'opera di Dante, come nel caso del pasoliniano Uccellacci e Uccellini, con la sequenza del "“1° convegno dei dentisti dantisti” e la sua carica dissacrante nei confronti di certa critica letteraria italiana; perfino Godard, con Notre musique, presentato a Cannes nel 2004, tentò una sintesi della Commedia.
Con una scrittura accessibile, Speranza si rivolge quindi non solo allo studioso, ma anche al cinefilo, che sarà soddisfatto dell'ampio apparato iconografico: locandine, foto di scena, fotogrammi rarissimi, ricca bibliografia corredano il testo, rendendolo ancora più interessante, perché documentano la perenne ricerca visiva ed espressiva che, in più di un secolo, ha animato cineasti di ogni origine in una sfida tesa a rendere immagini i versi eterni di un poeta che in troppi riducono a "divino", ma che invece continua a essere profondamente umano.
Paolo Speranza, docente di Lettere e giornalista pubblicista, dirige la rivista CinemaSud e collabora con testate quali la Repubblica, Cinecritica e Ciak, oltre a numerose riviste europee. Nel corso della sua attività ha scritto e curato volumi e mostre dedicati al cinema, alla letteratura e alla storia contemporanea, contribuendo in modo significativo alla diffusione della cultura cinematografica.