Paolo Scardanelli Belletti e Romeo. Un caso del commissario Belletti
Carbonio, 2025, Collana Cielo stellato, 176 pagine, 17,50 euro Narrativa Italiana | Noir
19/01/2026 di Valerio Corbetta
Un anno dopo la sua comparsa sulla scena noir, il commissario Belletti torna, in Belletti e Romeo. Un caso del commissario Belletti, ad affascinare attraverso la penna precisa e profonda di Paolo Scardanelli. Il geologo scrittore trasferisce l’azione in Sicilia, là dove il protagonista di una serie che si presume in via di costruzione è stato forzatamente trasferito “per eccesso di zelo”, a seguito dell’indagine precedente, quella legata alla soluzione dei caso del Lupo a Milano (Belletti e il Lupo, sempre per Carbonio Editore, 2024) che ha lasciato strascichi pesanti.
Lo ritroviamo quindi alla Questura di Catania, circondato dall’aura che lo rende un esempio per i colleghi e i superiori, dai nuovi amici come il ristoratore Turi, ammaliato a sua volta dall’Etna (e non possiamo non trovare un aggancio con gli studi scientifici di Scardanelli) dove avviene il delitto da cui parte la nuova storia. Un omicidio nel silenzio e nella solitudine di una baita su “ ’a muntagna”, quello di un cittadino tedesco che vive da eremita a due passi dalla cima del vulcano e che viene rinvenuto con la gola tagliata e un libro di Hölderlin tra le mani, col fedele cirneco a vegliare sul cadavere. Assissino, movente e arma del delitto vengono immediatamente posti in primo piano, per il lettore non c’è nulla da scoprire sul come e perché sia avvenuto il delitto. La bravura dell’autore in questi casi sta nello spargere domande e possibili risposte all’interno del romanzo: e da lì si srotola una trama che parte dalla Sicilia e arriva ad Amburgo, intrecciando le vite di tre ex appartenenti al terrorismo tedesco degli anni Settanta, con una storia che, pur ambientata nel 1986, travalica i decenni e potrebbe anche essere contemporanea, per quanto è universale. Laddove il sogno di Empedocle di armonia e bellezza si scontra con la realtà, all’alba del pensiero, così come oggi.
Belletti segue il suo fiuto, si fida delle sensazioni che lo guidano nella caccia al colpevole, assecondato dalla tenente Cutuli, che vuole imparare da un maestro l’arte dell’indagine: un mix perfetto di istinto e ragione, di osservazione e studio della psicologia. Ad Amburgo conosce il collega tedesco Kappler e la sua famiglia, e in pochi giorni diventa uno di casa; quanto avviene nel finale rende gli affetti ancora più profondi e il distacco amaro come non mai.
Ma, aldilà dello sviluppo della trama, che è piuttosto lineare e senza grandi colpi di scena (la tragicità di una morte innocente e forse evitabile nel finale lo accomuna al romanzo precedente), è la profondità dei pensieri a colpire nella scrittura di Scardanelli. Filosofia, pensiero, romanticismo, l’antico Egitto evocato dal cane Romeo, la Grecia classica, Hölderlin: tutto contribuisce alla riflessione di base alla quale il lettore è naturalmente portato, quando gli viene proposta una lettura delle scelte di vita fatte da chi ha abbracciato la lotta armata seguendo un ideale che da rivoluzionario si è poi tramutato in (auto)distruttivo.
Paolo Scardanelli (Lentini, 1962), geologo e scrittore è autore del romanzo In principio era il dolore. Un Faust di meno (2022) e Belletti e il Lupo (2024), con protagonista il commissario Belletti. Di Scardanelli è in corso di pubblicazione per Carbonio anche la saga L’accordo, di cui sono usciti i primi quattro volumi: Era l’estate del 1979 (2020); I vivi e i morti (2022); L’ombra (2023) e Un posto sicuro (2024).