Paolo Fresu, Pino Ninfa

Paolo Fresu, Pino Ninfa Solo. Concerto per jazz e fotografia


Mimesis, 2026, Collana Cultura fotografica e territori dell’arte, 104 pagine, 15 euro Saggi | Musica | Fotografia

09/09/2026 di Franco Bergoglio

Pietra e suono, un flusso di pensieri scritti da Paolo Fresu, una libera interpretazione di questi due elementi in rapporto alla Sardegna, apre Solo. Concerto per jazz e fotografia, il libro scritto dal trombettista a quattro mani assieme al fotografo Pino Ninfa. Tra luoghi geografici e mitologie dell’anima, tra personaggi unici come Pinuccio Sciola o l’archeologia magica del pozzo di Santa Cristina, si delinea un suono atavico che attraversa l’Isola e le prime pagine - e immagini - del libro. D’altronde, "in Sardegna sono le pietre a disegnare l’uomo e i luoghi che questo abita". Le parole del volume, anche quelle di Ninfa con la penna al posto della macchina fotografica, parlano spesso e volentieri di jazz. "Non ho mai pensato al jazz come a una musica da capire. Per me è stato piuttosto un modo per stare nelle cose senza forzarle. Ascoltare significa accettare che qualcosa accada anche senza di me." Ogni arte si deve fabbricare una propria filosofia (della prassi). Parlando di uno scatto dalla scena particolarmente affollata (un chitarrista, un osservatore, il mare sullo sfondo, varie attrezzature audio, altre persone, un muretto di pietra, qualche striatura di nuvole in cielo), Ninfa scrive: "non sono ostacoli, sono condizioni di visione. Non si vede nonostante gli altri, si vede attraverso gli altri. Come se le fotografie potessero penetrare i corpi solidi e farci vedere oltre, o come se gli altri ci arricchissero con la loro pura presenza la nostra visione." Piccoli capolavori in bianco e nero che dalla pellicola finiscono sulla pagina. Storie di un istante, quadri per lo spazio di un clic.

Ritorna Fresu in chiusura con una Metafora del jazz. Scrive il trombettista: "Pino Ninfa disegna pietre e scolpisce suoni. Parla poi di due giganti del jazz, diversi sotto molti aspetti. Sia Ornette che Miles hanno aperto molte porte dove tutti noi siamo potuti entrare e che hanno permesso di creare nuova musica e nuovi contenitori creativi." Pregevole questa immagine di due grandi condottieri del jazz che con il loro “strumento magico” spalancano le porte dell’arte, seguiti a valanga da decine e decine e decine di epigoni. Tra le foto del libro, c’è un ritratto “quasi classico” di Ornette Coleman. Jazz e fotografia viaggiano insieme fin dalla nascita. Come ha scritto il romanziere inglese Geoff Dyer: "le migliori fotografie di jazz sono cariche di una loro sonorità e fissano per sempre il misterioso momento dell’atto creativo."

La collana che ospita questo volume si intitola Cultura fotografica e territori dell’arte. Scaffale ideale per ospitare un libro che fotografa i luoghi del jazz, con tanta Sardegna, con le connessioni ideali e immaginarie, con i personaggi della musica e i suoi festival, con le sue maschere. Un libro che ritrae arte con le parole e con le immagini, che costruisce un concerto per jazz e fotografia come promette il sottotitolo, ma che ancora di più spiega, declama, giustifica un’estetica per guardare alla musica da dietro una lente o dai pistoni di una tromba con pensieri, occhi, fiati e mani sempre diversi.


Paolo Fresu è un trombettista, flicornista e compositore jazz italiano di fama internazionale. Nato a Berchidda, in Sardegna, inizia a suonare la tromba a 11 anni nella banda musicale del suo paese. Scopre il jazz nel 1980 e si diploma in tromba al Conservatorio di Cagliari nel 1984. Ha inciso centinaia di dischi e suonato in tutto il mondo. Ha vinto moltissimi riconoscimenti in Italia e all'estero, inclusi premi come miglior talento, miglior musicista e miglior musicista europeo. Ha fondato l'etichetta Tuk Music e dirige importanti eventi e seminari didattici.

Pino Ninfa sviluppa progetti sul territorio nazionale e estero legati al reportage e allo spettacolo. L’interesse per la musica e per il sociale ha fondato il senso complessivo del suo lavoro fotografico. In ambito musicale da anni ha intrapreso una ricerca rivolta a considerare come elementi importanti e significativi i luoghi dei concerti e il loro rapporto col pubblico e non solo con i musicisti sul palco. È stato fotografo ufficiale per i più importanti Festival Jazz Italiani.