Paolo Ciampi

Paolo Ciampi Radure. Dimettersi, guadagnare tempo, ricominciare


Jimenez, 2025, 120 pagine, 15 euro Filosofia | Società | Attualità

01/11/2025 di Laura Bianchi

In un Paese "dove ci si dimette poco e malvolentieri; dove non si è abituati a persone che, senza esserci costrette, si fanno da parte; dove, per di più, il dimissionario è visto sempre con sospetto. Se lo fa, vuol dire che ha combinato qualcosa. Se lo fa, è perché non gli rimaneva altro da fare.", Paolo Ciampi in Radure. Dimettersi, guadagnare tempo, ricominciare, edito da Jimenez, affronta di petto il tema, "Per non rischiare il blackout. Per far smettere il Grillo Parlante e per non sentirmi il Grullo Parlante".

Dimettersi, in Italia; evitamento o scelta consapevole? Procrastinazione o "un atto rivoluzionario", come diceva Dino Zoff? L'autore ci porta in un percorso coinvolgente non solo all'interno della propria quotidianità, dalla colazione all'elenco dei vari impegni giornalieri, tanto simili a quella di molti dei lettori, ma anche all'interno del significato dell'idea stessa palesata dal titolo, che offre già una sorta di climax ascendente, dal semplice gesto decisionale fino alla sua conseguenza profonda, poiché ogni scelta contiene in sé sia cause passate, sia esiti futuri.

Seguiamo così personaggi storici non solo italiani, le cui dimissioni hanno comportato risultati importanti, come Celestino V, Diocleziano, Ratzinger, Nixon, Leone, Cossiga, fino a quello che Ciampi giudica il modello migliore di allontanamento, quello di Mattarella, prima della sua nuova, sofferta nomina a Presidente della Repubblica: "fare un passo indietro, o anche di lato, per cambiare vita." E poco importa che quest'ultimo sia restato al suo posto, spinto da necessità superiori: non possiamo che essere d'accordo con l'autore, nell'identificare in questa definizione il desiderio intimo di "cambiare vita", il che non comporta necessariamente un passo indietro, tornando quindi alle condizioni di partenza, ma piuttosto "di lato", in una zona ancora inesplorata della nostra esistenza.

Il libro quindi si propone non solo come una sorta di autobiografia o di memoir in prima persona, quanto piuttosto come una proposta di riflessione, lontana dai soliti manuali motivazionali, vicinissima al colloquio filosofico, denso di riferimenti e consigli per la lettura sul tema, primo tra tutti quel La polvere del mondo, del ginevrino Nicolas Bouvier, che racconta il suo primo viaggio in Oriente nel 1953 "su una Topolino scassata", alla ricerca di se stesso, e poi Luke Howard, il padre della nefologia, ossia lo studio delle nuvole, o ancora Carlo Lorenzini, "per tutti Collodi", la scrittrice Natalie Goldberg, il cantautore Vladimir Semënovic Vysockij, il monaco poeta Bashø. Di tutti l'autore riporta la bibliografia in calce al volume.

Intanto, Ciampi, seduto con noi su una panchina al sole, guardando le nuvole, dissemina le pagine di riflessioni che sembrano aforismi, mentre sono il frutto di esperienze spesso sofferte, come "dimettersi a volte è un segno di fiducia in ciò che si abbandona, persino una dimostrazione di fedeltà. Ma mai trascurare di rimanere fedeli anche a sé stessi.", o "La vita che ci è maestra, se solo sappiamo guardare dove si deve guardare", e pensa alle diverse declinazioni del tema, Great Resignation, Big Quit, Quiet Quitting - fenomeno attribuibile soprattutto alla GenZ, "un progressivo allentamento dell’impegno sul lavoro. Fare il minimo indispensabile, non proporsi mai, scansare per quanto possibile le situazioni più spinose." In tal modo, molti cercano di fare spazio, nella propria vita lavorativa, per fare crescere dentro di sé la radura. Così, un colpo di cesoia dopo l'altro, respiriamo con lui, perché YOLO: You Only Live Once, il Carpe Diem moderno. Che non significa abbandonarsi all'edonismo sfrenato, ma gustare il fiore del giorno, cogliendolo senza sciuparlo, delicatamente. E questo libro ci aiuta a capire meglio come.


Giornalista e scrittore fiorentino, Paolo Ciampi ha all’attivo più di 40 libri, in cui racconta in particolare viaggi lenti, storie di memoria, biografie con taglio narrativo. È uscito per diversi editori – come Vallecchi, Mursia, Giuntina, Ediciclo, Arkadia, Bottega Errante – e ha ottenuto diversi riconoscimenti nazionali. Per due volte è stato proposto per il Premio Strega. Partecipa a numerose attività didattiche nelle scuole, è attivo nei percorsi di promozione della lettura, organizza cammini e passeggiate letterarie. Gli ultimi suoi titoli sono Il babbo di Pinocchio (Arkadia), In cammino con Matilde (Mursia), Non è il paese di Dracula (Bottega Errante). Recentemente ha aperto a Firenze la residenza per scrittori e casa del libro Itaca.


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