Nicola Manuppelli

Nicola Manuppelli Gatsby - Lezioni fuori rotta su un classico americano


Jimenez Editore, 2025, 200 pagine, 18 euro Saggi | Classici | Letteratura straniera

17/12/2025 di Franco Bergoglio

Si tratta forse del grande romanzo americano? Si chiede, in Gatsby - Lezioni fuori rotta su un classico americano, lo scrittore, traduttore, curatore Nicola Manuppelli introducendo le sue lezioni sul Grande Gatsby. La risposta non viene data esplicitamente, ma, nel corso di poco meno di duecento pagine, l’autore mette in fila una serie di argomentazioni che ci spingeranno a rileggere il romanzo di Francis Scott Fitzgerald sotto una luce diversa. Intanto la fortuna del romanzo non è stata immediata: all’uscita nel 1925 non vendette molte copie e dovette aspettare la ristampa avvenuta a Seconda Guerra Mondiale inoltrata per trovare un pubblico tra quei soldati che

apprezzavano “un racconto che parlava di illusioni infrante e della ricerca di una forma di pace”. Se la fortuna di carta è stata limitata, quella al cinema non sembra conoscere soste, tra un Robert Redford e un DiCaprio.

Dopo la digressione hollywoodiana, Manuppelli entra nel vivo del lavoro: “la trama è esile. C’è una lunga sequenza di feste. Molta atmosfera. Dialoghi. Tensione. Riflessioni sul tempo. Un solo episodio centrale che muove tutto, quasi da romanzo noir”. Interessante: che il grande romanzo americano sia alla fin fine un noir? Magari uno atipico e parziale come questo? L’autore lo ribadisce altrove: Il grande Gatsby è noir. “Lo dice la scia di sangue. Tre morti violente. Il termine hardboiled circolava già negli anni Venti. E nel primo capitolo c’è persino un accenno a un prozio di Nick che viene definito hard-boiled”. L’interpretazione di Gatsby come di un romanzo “da

duri”, stuzzica la fantasia.

Altro aspetto importante. Fitzgerald leggeva Marx. Non lo metteva nei romanzi, ma, quando ci mostra il sogno americano come una favola o “un trucco da prestigiatore”, in qualche modo lo restituisce al pubblico senza nominarlo. Gatsby viene anche raccontato alla luce del rapporto di Scott Fitzgerald con la prima fiamma Ginevra, con la moglie Zelda, con Hemingway. A proposito della rottura con quest’ultimo, si riporta una frase bellissima, di amaro autobiografismo: “io potevo parlare con l’autorità del fallimento, Ernest con quella del successo. Non potevamo più sederci allo stesso tavolo”. Il lavoro di Manuppelli si chiude con un doppio parallelo: il primo con Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde e il secondo, inerente gli aspetti di filosofici, con la figura di Epicuro. Dire che questo saggio scorrevole sia consigliatissimo a chi ama la letteratura americana, o impazzisca per l’età del jazz, è poco.


Nicola Manuppelli Scrittore, traduttore e curatore editoriale, ma anche esploratore di vite e voci dimenticate, specialista nella letteratura anglofona, autore di oltre 150 pubblicazioni tra scritti, traduzioni e curatele. Ha pubblicato i romanzi Bowling (2014), Merenda da Hadelman (2016) e Roma (2018); la biografia della scrittrice Alice Munro, La fessura (2014); la raccolta di poesie Quello che dice una cameriera (2017); i memoir A Roma con Alberto Sordi (2020) e A Roma con Nino Manfredi (2021), e Due donne. Racconti dentro e fuori dal set di “La ciociara” di Vittorio De Sica (2023). Per Jimenez ha pubblicato Domani è un posto enorme. Un’amicizia con Chuck Kinder (2021) e Gatsby. Lezioni fuori rotta su un classico americano (2025).


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