Nick Hornby 31 canzoni
di Luca Valzania
Compriamolo. E infatti l'ho comprato anch'io. Spinto da alcune recensioni di riviste di musica nostrane che lo definivano, oltre al solito "leggerino", anche "appassionato". Regola numero uno: mai fidarsi delle recensioni. Inclusa questa, ci mancherebbe.
A chi può dunque piacere 31 Canzoni? Secondo me, a persone di mezza età che una volta erano incazzate e oggi non lo sono più. Leggendo tra le righe del brano dedicato a Heartbreaker dei Led Zeppelin, ad esempio, non è troppo difficile immaginarsi Hornby stesso aspettare di restare solo in casa per tirare fuori, da un doppiofondo segreto, qualche vecchio LP del Dirigibile e ascoltarlo a tutto volume. Al ritorno di moglie e figli, ovviamente, al suo posto a girare sul piatto ci sarà di nuovo un qualsiasi trascurabilissimo gruppo brit-pop o, al massimo, qualcosa dei Beatles...ma dei primi, ci mancherebbe, prima del LSD, dell'India, delle orge...quando erano (=facevano credere di essere) ancora dei bravi ragazzini con i capelli a ciotola e quei terribili completini in tinta unita.
In altre parole, in molte - troppe - parti di 31 Canzoni Hornby sembra sentire un disperato bisogno di distanziarsi da un passato del quale si vergogna per affermare un presente che, a conti fatti, si rivela essere piuttosto 'britannicamente' grigio.
Ora, la domanda che mi faccio è: non è normale ascoltare cose diverse in momenti diversi della propria vita? Inutile dire che lo è quanto inutile aggiungere che è triste arrivare a guardare al proprio passato con tanta distaccata razionalità.
Concludendo, il maggior difetto di 31 Canzoni è questo costante mea culpa ("(...) sospetto ci sia una spiegazione musicale, non psicologica, dei miei amori giovanili con i Led Zeppelin, i Black Sabbath e i Deep Purple: non ero in grado di giudicare una buona canzone") che, se all'inizio è solo un sassolino, alla fine diventa un macigno. Se non rientri nella categoria di gente in "midlife crisis" di cui ho parlato all'inizio, non comprarlo. Con i 13,50 € (decisamente troppi per 160 pagine con titoli a caratteri cubitali), è inutile dire cosa puoi farci: quasi tutti i cd di rock anni '60 e '70 costano anche meno.