Niccolò Ammaniti

Niccolò Ammaniti Io non ho paura


Einaudi, 2001, £ 16000

di Andrea Balestri
Con "Io non ho paura" Ammaniti riesce nella non facile impresa di confermarsi positivamente dopo il riuscito romanzo "Ti prendo e ti porto via". Con questo nuovo lavoro inoltre l'autore realizza il passaggio ad una scrittura più matura che lo proietta di diritto fra i giovani scrittori italiani di maggior talento. "Io non ho paura" ha la capacità di raccontare un evento terribile e brutale attraverso gli occhi e la sensibilità di un bambino di nove anni, Michele. Siamo sul finire degli anni settanta, in una torrida estate di un paesino di poche case perso nelle povere campagne del sud Italia, dove un manipolo di bambini fantasticano e giocano con quel poco che la loro realtà ha da offrirgli. Essi, immersi nella propria spensieratezza non si accorgono delle misere condizioni di vita in cui versano, mentre la loro innocenza fa da contraltare ad una realtà adulta di tutt'altra natura. Un universo, quello degli adulti, che presenta sfaccettature troppo complicate per poter essere decifrate adeguatamente dai bambini, ma con cui essi devono per forza fare i conti. Sarà appunto un evento più grande di lui, una scoperta agghiacciante e disumana che terrà a lungo segreta a cambiare l'esistenza di Michele e il corso di altre vite. Tutto il racconto scivola via senza indugi, teso e affilato come un rasoio, pronto ad ogni passaggio a lasciare un segno sulla pelle del lettore, e in questo modo la vicenda, senza cali di tensione, giunge ad un sorprendente finale. Ammaniti gioca col contrasto fra le paure immaginarie che abitano la mente dei bambini, popolata da mostri irreali, e la crudeltà terribilmente reale di cui è capace il mondo adulto e, in questo percorso, egli riesce a farsi largo fra le maglie della psicologia infantile, arrivando ad emozionare attraverso la semplicità tipica della fanciullezza, toccando con leggerezza il filo dell'emotività che c'è in tutti noi.

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