Niccolò Ammaniti

Niccolò Ammaniti Fango


Mondadori, 1999, £ 13.000

di Andrea Balestri
In questa raccolta di racconti si avverte in anticipo quello che sarà l'attuale Ammaniti, fra l'altro ancora in pieno percorso evolutivo, un autore i cui scritti sono percorsi da imprevedibili, repentini ed inaspettati risvolti, torbidi e truci, che si celano sotto le mentite spoglie della normalità. In questi racconti è di certo comunque volutamente accentuata quella vena di truculenta e sanguinaria violenza che ha forgiato il bruttissimo aggettivo "pulp", che appunto pretende di identificare questo genere di scritti. Le caratteristiche in un certo senso "metroplitane" che contraddistinguono gran parte delgli avvenimenti narrati mi fa venire in mente un parallelismo con il famoso libro di Ellis "American Psycho", certamente tenendo conto delle dovute proporzioni nel caso di Ammaniti il tutto va dimensionato a una realtà, per così dire, più in piccolo e proletaria. Venendo al dettaglio si alternano racconti che raggiungono una dimensione a cui inizia a stare stretto il termine stesso di racconto, ad altri più brevi.
Si parte con "L'ultimo capodanno dell'umanità", che fa parte del primo gruppo, da cui poco tempo addietro è stato tratto il film "L'ultimo capodanno" di Marco Risi, seguito da numerose polemiche in particolare sulla censura.
La storia è ambientata a Roma in un comprensorio di enormi palazzi frutto di una cementificazione selvaggia, i cui residenti tanto diversi fra loro intreccieranno le proprie esistenze in un comune catastrofico count-down universale che sancirà il passaggio ad un nuovo anno. Il conto alla rovescia vedrà degenerare delle situazioni apparentemente ordinarie in un vorticoso mare del non ritorno che appianerà inesorabilmente vite per troppo tempo represse. Un racconto riuscito. Segue un corto scritto, "Rispetto", che descrive il deteriorarsi fino ai minimi termini di una serata in discoteca di alcuni ragazzi a dir poco vuoti, amorali e indecenti. Anche se l'effetto è chiaramente voluto, mi sembra troppo eccessivo in certi toni, e il risultato è ottenuto in maniera fin troppo facile con l'eccesso di violenza gratuita ed improbabilità. Sulla stessa lunghezza d'onda i due brevi "Carta" e "Ferro", che descrivono surreali situazioni che comunque nella loro illogicità finiscono per sembrare realmente possibili. "Ti sogno con terrore" è un breve viaggio nella mente di un assassino e nella solitudine di una ragazza che vive a Londra, un viaggio che porta ad un finale a sorpresa. Per chiudere i due racconti dal titolo "Lo zoologo" e "Fango" mi sebrano più riusciti dell'ultimo appena citato. Il primo di questi è una grottesca rappresentazione del mondo universitario che riesce anche a far sorridere sebbene contenga una sorta di inquietudine di fondo, mentre "Fango" è la storia di Albertino, un malvivente di mestiere al soldo di un boss di periferia. Albertino sarà vittima consapevole della sua stessa stoltezza, ed anche in questo caso partendo da una situazione apparentemente sotto controllo, ad un certo punto il protagonista dovrà abbandonare qualsiasi speranza di salvezza. Quest'ultimo racconto seppure estremamente spoglio, riesce comunque nella sua disadorna irragionevolezza a trasmettere un brivido di malinconia che colpisce piacevolmente. In definitiva, tirando le somme, in queste narrazioni si alternano episodi riusciti ad altri che lo sono meno, ed anche se indubbiamente l'ultimo Ammaniti è un'altra cosa la curiosità può rendere gradevole la lettura di Fango. D'altronde anche gli adulti da bambini giocavano, e qualcuno continua a farlo, ed è quello che a mio avviso Ammaniti fa con queste sue storie.

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