Nazzareno Zambotti

Nazzareno Zambotti Perche' non sono diventato un serial killer


Einaudi Stile Libero

di Luca Valzania
Perchè Non Sono Diventato Un Serial Killer è l'autobiografia di un borgataro (nella vera accezione del termine) romano. In poco più di 200 pagine, con uno stile "veritiero e carceriario" alla Edward Bunker, vengono descritti quasi cinquant'anni di Vita Violenta. Rifiutato al momento della nascita, sbattuto fuori da una serie impressionante di luoghi di "correzione" spesso ben poco "corretti e correttivi", per Zambotti la via dell'illegalità diverrà l'unico percorso esistenziale nonchè l'unica via di riscatto possibile. Al di la del mero resoconto biografico, il libro ha il pregio di sollevare diversi interrogativi.

Quanto è condannabile e quanto è comprensibile (se non addirittura giustificabile) una figura come quella del protagonista? La risposta a ciascuno di noi.

Di riflesso, quanto è invece assolvibile l'intero apparato statale preposto al reinserimento dell'individuo nella società? La risposta che mi sono dato dopo la lettura è: decisamente poco.

Divenuto pregiudicato in seguito a furto e ricettazione (è utile sottolinearlo: di alcuni vecchi pezzi di ricambio di auto tenuti nella piccola baracca in cui vive), ricattato e denunciato dalla moglie adultera, incastrato più volte per reati a lui non ascrivibili, Zambotti si ritroverà presto vittima di una spirale dalla quale non riuscirà più ad uscire. Se da un lato bisogna quindi sempre tenere a mente che il protagonista non è uno stinco di santo, dall'altro lato non possono non far riflettere le numerose inconguenze del sistema penale italiano.

Tornando alla libro in senso stretto, ad emergerne è una Roma che è città delle baracche e delle borgate ma al tempo stesso anche "città paracula. Sa accarezzare come una madre e sedurre come un'amante. Si allarga, si stringe, soffia dentro le fessure dello spirito senza farsene accorgere. E' così complice che guida dove vuole lei, e se la prendi come lei vuole, t'incornicia gli occhi di passionale esuberanza". In questa cornice contraddittoria, scorre un fiume vitale fatto di grandi ritrovi al bar di quartiere, di furti di sigarette con la complicità di amiche prostitute ma anche di furti di paperelle di plastica da spargere per il quartiere per la gioia dei bambini. Ad interromperne il flusso come una diga, i molti anni di carcere a Regina Coeli, gli amori perduti, i troppi amici morti di eroina. Quello che resta è un sopravvissuto, Nazzareno Zambotti, nato proprio il giorno dell'entrata in vigore della Costituzione.
Se non ci fosse così poco da ridere...verrebbe quasi da ridere.