Michael Purmensky, Christina Dumalasova, Katerina Horakova Quentin Tarantino - Graphic novel
Gremese, 2025, Fuori Collana, 112 pagine ill.,19,90 euro Biografie | Attualità | Graphic novel
03/02/2026 di Claudio Mariani
A volte ci sono delle certezze nella vita, e una di queste è che, se avessero chiesto al diretto interessato quale fosse il medium per raccontare la sua storia personale…molto probabilmente Tarantino avrebbe risposto proprio un fumetto. Anzi, aggiungeremmo, un fumetto “imperfetto”, stilisticamente zoppo, un prodotto quasi di serie B, come i B-movie e la straordinaria e immensa -quanto poco main stream- sua cultura di riferimento. Anche per questo Quentin Tarantino - Graphic novel, la pubblicazione di Gremese, è accolta quasi come un atto dovuto, il metodo migliore per parlare di un personaggio tanto importante, senza tradire il suo mondo.
In quest’opera dai disegni di Michael Purmensky e testi di Christina Dumalasova e Katerina Horakova, dopo una prima parte che parla dell’infanzia e della prima adolescenza del protagonista, si passa agli inizi della sua carriera di cineasta, per poi entrare in un vero e proprio vortice scandito dai suoi dieci film, quasi tutti diventati iconici. Fin dallo strabiliante inizio con le iene, passando dal successo di pubblico e critica come Pulp Fiction, che ha praticamente (re)inventato un genere, fino agli ultimi episodi e al capolavoro C’era una volta Hollywood. Si attraversano questi trenta e passa anni entrando e passando da un film all’altro, in una successione dinamica e molto interessante. Quello che si nota è lo studio sotto questa operazione: ogni fatto sembra riferito a racconti dello stesso autore, ai riferimenti biografici già testimoniati oggettivamente in varie altre opere, a curiosità varie, già conosciute o meno (chiamate Fun facts, con tanto di “timbro”).
Se la linea narrativa alla lunga sembra un po’ sbrigativa - ma il materiale era molto e ricordiamo che un comics è più lungo da realizzare rispetto a un libro - alcune trovate sono molto centrate, come per esempio il passaggio da un film all’altro attraverso la mente di Quentin stesso (chiamata Quentin’s film theraphy) dove, in una sorta di visione onirica, si accumulano i personaggi dei vari film.
La resa grafico/estetica ai più esigenti potrebbe non sembrare all’altezza del materiale, ma, come già accennato all’inizio, solo conoscendo la storia di Tarantino si capisce che questa è stata la scelta giusta, riferita a un mondo perfettamente associabile alla sua vera essenza. Completano il tutto una copertina, la scelta dei colori e la grafica del titolo: perfette! E così, la graphic novel scorre via velocemente, come veloci sembrano essere stati questi trentatré anni da quando un giovane (non giovanissimo) regista spaccava lo schermo con Reservoir Dogs! Farà ancora film? Non si sa; intanto godiamoci quanto già fatto…