Maylis De Kerrangal - Joy Sorman

Maylis De Kerrangal - Joy Sorman La Diga


Prehistorica Editore, 2026, traduzione di Elena Vozzi e di Nicolò Petruzzella, collana Ombre lunghe, 171 pp, euro 17 Narrativa Straniera | Romanzo

08/07/2026 di Eliana Barlocco

Il romanzo La Diga, uscito per Prehistorica Editore, è scritto a due mani da Maylis De Kerangal e Joy Sorman, ed è costruito sull’alternanza di due voci. La prima, in terza persona, narra di Tomi Morz, un ingegnere inviato a controllare l’impianto della diga di Seyvoz; la seconda, in prima persona, racconta la tragica nascita della diga stessa, che ha portato alla cancellazione di un intero villaggio. Le due voci sono chiaramente separate ed evidenziate dall’uso di colori differenti (nero e blu). La storia si svolge in un arco temporale definito di quattro giorni, ma in realtà abbraccia un tempo più esteso. All’interno del tempo di Tomi si innestano la vicenda della costruzione del lago artificiale di Seyvoz e le storie degli abitanti del villaggio scomparso. Il flusso temporale del protagonista risulta però spezzato. Più passa il tempo in quel luogo, in cui aleggiano fantasmi, e più il suo sentire va in pezzi; come se quei muri che coprono ogni cosa, “...i muri sono sempre lì, a tappare gli edifici, hanno nascosto gli abitanti, e non c’è un buco che sia sfuggito alla scomparsa”, lo isolassero dal mondo stesso. Il tempo si fa sospeso in un ambiente che soffre, con protagonisti irreali, quasi delle presenze al limite dell’assenza. In questi quattro giorni Tomi entra in una bolla temporale in cui perde l’orientamento fisico e mentale. La doppia scrittura facilita, anche nel lettore, la sensazione di essere in bilico fra le dimensioni passate e presenti fino a raggiungere il limite in cui i due mondi si fondono, provocando il crollo del protagonista.

Le ferite inferte alla natura dalla mano umana lasciano un riverbero nell’aria, come un grido di dolore in cui si fondono le urla dei vecchi abitanti del paese. Tomi lo percepisce nel crepitio che proviene dall’impianto elettrico, a cui non sa dare una spiegazione. Leggiamo nella postfazione di Luca Scarlini che il romanzo si ispira alla vicenda della diga di Chevril, costruita tra il 1948 e il 1952, che portò allo sgombero forzato di 387 abitanti e all’inondazione del villaggio.

È un racconto che grida un dolore ovattato fino a tingersi di tonalità fantastiche; ed è proprio l’utilizzo del registro fantastico che permette alle autrici di cristallizzare, fermandolo, il tempo passato del tragico evento in un tempo eterno.


Figlia di un capitano, Maylis De Kerangal è nata nel 1967 a Tolone e ha trascorso l'infanzia nella città portuale di Le Havre. Autrice di svariati romanzi e racconti, ha ricevuto numerosi premi letterari in patria e all’estero, tra i quali spiccano il Prix Médicis, il Prix France Culture/Télérama, il Grand Prix de Littérature de l'Académie Française e il Gregor Von Rezzori.

Nata a Parigi nel 1973, Joy Sorman è scrittrice e giornalista. Ha vinto con il suo primo romanzo Boys, boys, boys, manifesto per un femminismo virile, il Prix de Flore nel 2005. È autrice di numerosi libri, pubblicati in Francia da Gallimard, Le Seuil, Flammarion.