Maurizio Fiameni C'eran ragazzi che come noi
Italgrafica, 2025, pagine 159, 25 euro Saggi | Musica | Società
28/01/2026 di Aldo Pedron
Parafrasando la canzone conosciuta nella versione di successo di Gianni Morandi, ma scritta da Franco Migliacci (la musica) e Mauro Lusini (il testo) … C'era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones (l’ha cantata anche Joan Baez), ecco un nuovo libro: C’eran ragazzi che come noi. Come recita il sottotitolo, questo libro meritorio è la storia di complessi, band e leggende del sonante Magentino nei favolosi anni’60 (anno più, anno meno). Il Magentino allargato, ovvero i complessi beat, le band e i personaggi storici che si sono distinti negli anni Sessanta. Ogni giovinezza è speciale a modo suo, ma per tutti rimane il periodo magico, spensierato
e irripetibile per le scoperte, le gesta, gli entusiasmi, i primi amori, i sogni. L’autore Maurizio Fiameni ha vissuto gli anni ’60, per noi
ineguagliabili, straordinari, effervescenti e portatori di grandi novità, dove ogni cosa non sembrava più quella di prima. Nell’aria si respiravano i cambiamenti, le contestazioni anti-Vietnam, culminate tra il 1967 e il 1969 e che furono un vasto movimento pacifista globale nato in risposta alle atrocità del conflitto e alla leva obbligatoria: il Sessantotto, che rappresentava una ribellione giovanile e operaia contro il consumismo, l'autoritarismo e le strutture sociali tradizionali, il beat e la psichedelia, gli hippie e l’illusione di poter cambiare il mondo.
Il libro è diviso in due parti: nella prima si ricorda la fine degli anni ’50 con il rock and roll che arriva in ritardo nelle nostre case e subito dopo iniziano gli anni ’60, i Beatles e la Beatlesmania, la musica beat, la moda yé-yé, i costumi, i ricordi raccontati da chi c’era, i personaggi, i ragazzi del juke-box, il mangiadischi, il Gelosino e l’Hi-Fi. Chi suonava il prog (primi ’70), il liscio, il rock and roll e il beat. “Bandiera Gialla” (alla radio), ricordando Woodstock, la Swinging London, i Festival Pop e gli impresari truffaldini. C’erano i preti che minacciavano scomuniche ai rockettari e preti per fortuna più libertari che celebravano con i complessi le “Messe Beat”, le manifestazioni musicali come il Cantagiro, che nel giugno1966 transitò proprio a Magenta, le balere, i locali, e le manifestazioni musicali locali come “Il microfono D’Oro” e ancora le radio che si ascoltavano allora, da Radio Luxembourg a Radio Portici.
La seconda parte del libro, intitolata: “qualcuno era musicista”, invece passa in rassegna con delle piccole schede i musicisti, i complessi, i solisti che si esibivano nelle feste e nei locali della zona. Citiamo alcuni nomi: i Ceppi (un gruppo di Corbetta ed un altro di Magenta), i Flegs 104, i Jollies, i Cocci e la scena pontenovina, Bruno Oldani e i Playing Cards, Band of Men (tuttora in attività con l’amico Pierangelo Valenti e Sergio Garavaglia), gli storici Gamba De Legn (nati nel giugno 1968 e che presero il loro nome di come tutti chiamavano la storica tranvia a vapore che collegava Magenta con Milano), i Sadodeodopofo (nati nel 1970 e vincitori del Festival Pop di Corbetta del 1972). Ci sono naturalmente i solisti: Giuseppe Colombo che già nei 1958 formava i Joi Guitar, Fausto Antioco in arte Chakli e per tutti Leraj (co-titolare con la sorella di Dischi Service, il primo negozio di dischi di Magenta), Rosy Cicero (star in Giappone e diva in Italia, con i suoi Rosy And Gheishi nel 1968), Walter Bassani e ultimo solo come citazione Danny Prina alias Danny Lorin, che a soli 17 anni nel 1964, incise due singoli, tra cui un 45 giri con due cover dei Beatles.
Un libro per raccontare e non dimenticare, testimonianza di un’epoca con tanti aneddoti, immagini, luoghi e tante persone da ricordare, e che non ha fini di lucro: tutto il ricavato delle vendite andrà all’Associazione Intervento Contro I Tumori di Magenta.