Massimo Romano Il potere invisibile delle idee. Come la comunicazione ha cambiato il mondo
Gremese Editore, 2025, prefazione dell'Intelligenza Artificiale, Postfazione di Guido Di Fraia, 224 pagine illustrate, 16,90 euro Saggi | Società | Attualità
22/12/2025 di Laura Bianchi
Insolita opera, questa di Massimo Romano. Il suo Il potere invisibile delle idee. Come la comunicazione ha cambiato il mondo inizia con un'introduzione firmata dalla notissima autorità del settore: IA – Intelligenza Artificiale (Con una spruzzata calibrata di umanità algoritmica, dedicata a Massimo Romano), la quale, da esperta quale è, ammette: "Questo libro, per me, è stato una lezione di umanità. Perché ci ricorda che la comunicazione non è solo tecnologia, ma soprattutto intenzione". E fin da questo inizio, insolito, il lettore capisce che il volume, edito dalla benemerita Gremese, sempre attenta ai mutamenti del nostro tempo, si colloca in uno spazio ben preciso, quello dell'uomo, e delle sue idee, che fanno la storia nel vero senso del termine.
Quando sentiamo parlare di pubbliche relazioni, troppi pensano ai PR dei locali, bar o discoteche, ma non capiscono che tutta la nostra vita, da millenni, è orientata proprio da chi ha fatto delle pubbliche relazioni lo strumento principe per entrare nel flusso degli eventi e modificarlo, spesso irreversibilmente. Romano fa benissimo a specificarlo, iniziando a parlare degli scribi dell'Antico Egitto, intermediari tra Thot, il dio della scrittura e della saggezza, e gli altri uomini, ma anche primi media manager dei faraoni, poiché erano "non solo scrittori e archivisti, ma veri e propri creatori di realtà, con sorprendente abilità nel manipolare l'informazione, nel creare narrazioni persuasive e nell'utilizzare simboli e immagini per influenzare l'opinione pubblica."
Il lettore viene quindi condotto in un percorso affascinante, in cui le gesta di grandi uomini - e, ahimé molto più tardi, donne - del passato vengono analizzate dal punto di vista della loro efficacia persuasiva e della capacità di creare consenso. Cesare, i sofisti, i quattro evangelisti, fino a Lutero, con le sue Tesi affisse sulla porta della chiesa del castello di Wittenberg, e alle campagne per le guerre mondiali, servono da introduzione alla conoscenza di altre figure, forse meno note, ma altrettanto importanti per comprendere l'importanza dello strettissimo rapporto tra uomini, idee e fatti storici, e della narrazione come perno attorno a cui ruota l'intervento di un PR di qualsiasi epoca, dalla meraviglia suscitata dal circo di P.T. Barnum, frutto di tecniche di promozione e di marketing, ai padri fondatori delle pubbliche relazioni moderne, Ivy Lee e Edward Bernays, senza tacerne nemmeno le controversie, fino a Larry Weber, che ha saputo entrare da protagonista nell'era digitale, collaborando a forgiare una classe dirigente attenta alle vertiginose trasformazioni del mercato, tra big data analysis, il marketing 2.0 e l'intelligenza artificiale.
Tra tanti uomini, ecco due donne straordinarie: Doris Fleischman, che tanto fece per l'emancipazione femminile e l'uguaglianza di genere, in un men's world chiuso e settario, e Betsy Plank, che per prima intuì il potenziale delle PR nel "promuovere cause sociali e migliorare la società".
Da imparare a memoria sono poi le ultime pagine, in cui l'autore auspica che ogni persona che si avvicini al mondo delle PR possa fare propri i "principi fondamentali che guidano le PR. Trasparenza, integrità, autenticità e responsabilità sociale (CSR, Corporate Social Responsability), la fiducia (...)l'importanza della diversità e dell'inclusione". E chissà che, dopo la "quarta rivoluzione, che ha portato all'integrazione totale dei media", e dopo l'inizio della quinta, con "l'intelligenza artificiale e i big data nelle PR", chi si impegna in questo settore, credendo nella formazione continua, non sappia cogliere le opportunità per una crescita non solo economica, ma anche umana. Romano ci crede; noi lo speriamo.
Classe 1980, Massimo Romano è imprenditore, comunicatore e giornalista. CEO e Co-Founder del Gruppo di Comunicazione Indipendente Spencer & Lewis. Laureato in Scienze della Comunicazione con Master in Business Management e Master in Pr & Media Relations, lavora da oltre 20 anni nel mondo del giornalismo e della Comunicazione. Ha iniziato la sua carriera nelle redazioni giornalistiche, scrivendo per i principali quotidiani italiani. Nel 2009 apre Spencer & Lewis, oggi uno dei principali gruppi di comunicazione indipendenti. Membro del Consiglio Direttivo Sezione Editoria, Informazione e Audiovisivo di Unindustria. Consigliere e Responsabile Territoriale Lazio-Abruzzo-Umbria di UNA - Aziende dalla Comunicazione Unite.