Mary Shelley

Mary Shelley Racconti italiani


Bibliotheka, 2026, Introduzione e traduzione di Giulia Di Biagio, Pagine 168, 16 euro Letteratura Straniera | Racconti

21/05/2026 di Laura Bianchi

Essere Mary Wollstonecraft Shelley, per un giorno, deve essere entusiasmante: donna dalla vita avventurosa, incarnazione del Romaticismo, genio precocissimo e indimenticabile creatrice di una figura archetipica come Frankenstein, ma anche viaggiatrice instancabile, appassionata dell'Italia e soprattutto di Napoli, dove soggiornò tra il 1818 e il 1819, e dove immaginò che fosse nato proprio il protagonista del suo maggiore romanzo. Nell'impossibilità di vedere esaudito il nostro desiderio, possiamo almeno consolarci, leggendo questi cinque Racconti italiani, magistralmente tradotti e introdotti da Giulia Di Biagio, in cui la verve narrativa della scrittrice emerge netta e scintillante.

Viaggiamo quindi per l'Italia, e seguiamo i percorsi proposti da Shelley, che sa tratteggiare personaggi e situazioni con penna sicura e agile, ricca di dettagli che ci fanno subito immaginare quanto racconta come se fosse davanti a noi. Ci affascina la bellissima Clorinda Saviani, nobile diciottenne, protagonista de La sposa dell'Italia moderna, col suo "bisogno d'amare che dominava il suo cuore", inquieta e reclusa in un convento romano. Ci incuriosisce, ne Il polacco, la vicenda complessa di Ladislas, un giovane aristocratico fuggito da Varsavia, sotto la dominazione russa, che giunge a Napoli per motivi politici, ma si scontra con la realtà e con la complessità dei sentimenti. Ci colpisce anche, ne Il primogenito, il carattere di Ellen, che non viaggia in Italia, ma vive a Beech Grove, nel Kent, e si trova al centro di complesse dinamiche familiari, descritte dall'autrice con acutezza e modernità; e sorridiamo al paradosso di Roger Dodsworth, ne Il risveglio dell'Inglese, in cui Shelley, in tono leggero e ironico, prendendo spunto da una bufala di inizio Ottocento, parla di un uomo del 1660, le cui funzioni vitali si congelarono sul San Gottardo e che si svegliò nel 1826, stupito e incuriosito dalle novità intercorse nel frattempo. L'autrice esplora le implicazioni sociali e scientifiche della vicenda, in una sorta di anticipazione del famoso romanzo, trattando di morte, rinascita e scontro tra etica e civiltà. Infine, ne L’erede di Mondolfo, ambientato in epoca angioina, l'Italia torna protagonista, con Salerno e Paestum sfondo dell'amore tra Ludovico e Viola, che riesce a vincere le differenze di classe sociale e l'ostilità del padre di lui.

Ma non sono solo le vicende romantiche, avventurose e avvincenti, o i colpi di scena, ad affascinarci nella lettura; è importante anche la capacità di Shelley di catturare un ambiente, un ambiente naturale, senza cadere negli stereotipi, ma seguendo la regola del paesaggio - stato d'animo, tanto cara agli scrittori romantici. Si legga ad esempio questo passo, tratto da Il polacco: "Il celebre Golfo di Napoli cominciò a catturare la sua attenzione: la luna piena e pallida che sprofondava dietro gli alti olmi di Posillipo, la luce delle stelle riflessa sulla superficie delle onde, il dolce sussurro del mare che si infrangeva ai suoi piedi", che si fonde con l'emozione provata da Ladislas, in una "notte incantata". Ancora, grande magia suscita la descrizione di Paestum illuminata dalla luce del sole: "quei templi, privi di tetti, si ergevano maestosi sopra una pianura aspra; colonne e architravi racchiudevano spazi invasi da erbacce selvatiche e rigogliose".

Shelley si conferma così una scrittrice dalla vivida immaginazione e dalla grande abilità introspettiva e descrittiva, anche in una forma diversa dal romanzo, ma non per questo meno efficace.


Mary Shelley (Londra 1797-1851), figlia del filosofo William Godwin e di Mary Wollstonecraft, autrice della prima dichiarazione dei diritti delle donne, a 16 anni conosce Percy B. Shelley, già sposato, e a 17 anni fugge con lui in Svizzera. A 18 scrive Frankenstein o il moderno Prometeo, considerato il primo romanzo gotico di fantascienza, seguito da altre opere: Valperga, vicenda romanzesca ambientata nell'Italia del Medioevo, e The last man e Lodore. Nel 1818, in Italia, scrive Mathilda. Nel 1822, dopo la morte di Percy, fa ritorno in Inghilterra.