Marta Palazzesi

Marta Palazzesi L'occhio di Gaudì


Vallecchi, 2026, 388 pagine, 19 euro Narrativa Italiana | Romanzo | Storia

01/06/2026 di Laura Bianchi

Amo Barcellona, con tutto il cuore. Gaudì è l'artista a cui penso, quando voglio ricordare quella città; per questo, quando ho saputo che Marta Palazzesi, scrittrice nota per i suoi romanzi rivolti ai più giovani - ma leggibilissimi da tutti -, proponeva il suo nuovo libro L'occhio di Gaudì, ambientato proprio a Barcellona, non me lo sono lasciato sfuggire. E ho fatto benissimo. Perché il romanzo avvince fin dalle prime pagine, dal prologo, con il funerale del celebre architetto, il cui enigma si scioglie solo alla fine, e dall'arrivo di Gabriel Fàbregas, alla ricerca di una nuova opportunità per la sua giovane vita, da Valencia in una Barcellona degli anni Venti del Novecento, che vive sotto la dittatura di Primo de Rivera, dopo il golpe del 1923.

Ma c'è un altro motivo che mi ha fatto amare questo libro, oltre, ovviamente, allo stile sempre elegante, alla scelta lessicale appropriata e vivace e ai dialoghi realistici e serrati: la tematica, che, a una prima analisi superficiale, potrebbe ridursi al romanzo di formazione di un protagonista idealista, impulsivo e tenace, si estende invece all'affrontare la grave responsabilità che pesa su ciascuno di noi, quando decidiamo cosa fare della nostra vita. Gabriel, orfano di padre, si trova di fronte a scelte difficili, a un mistero riguardante proprio la morte del padre, che ha spinto la madre ad andarsene da Barcellona, e, nel suo percorso, viene coinvolto da situazioni e sentimenti più grandi dei suoi vent'anni, da bivi innumerevoli, che lo obbligano a sterzare violentemente la corsa della sua esistenza. Negli innumerevoli futuri che il giovane si trova davanti, deve imboccare solo una direzione, e in questa incrocia alcuni personaggi fondamentali, altri ambigui, altri ancora che spariscono pochi istanti dopo, ma che sono ugualmente essenziali per lo sviluppo del suo destino.

Alti e bassi, colpi di scena, aiutanti sinceri, antagonisti deleteri, donne fatali e ragazze ingenue, e, sullo sfondo - ma nemmeno tanto -, una Barcellona lontana dall'immagine stereotipata della nostra contemporaneità, lontana dall'overtourism, e vicina agli ultimi; una Barcellona nella quale il Barrio Gòtico e il Raval sono ancora quartieri malfamati, ma ricchi di umanità; una Barcellona che fatica a costruirsi una quotidianità serena, e che vede nella magnifica utopia della Sagrada Familia di Gaudì un sogno collettivo e ardito, non solo estetico, ma etico, in cui vivere la propria identità catalana, evidente anche nel ricorso ad alcune frasi in lingua.

Nel romanzo, gli ingredienti tipici dell'azione - inseguimenti, ricerche, spari, coltellate, sicari insensibili e cinici potenti, delazioni, tradimenti e passione - sono raccontati da Palazzesi con ritmo sicuro, che tiene strette le fila della vicenda seguendo vettori che alla fine si uniscono, grazie alla determinazione del protagonista e alla sua capacità di mantenersi integro, onesto e puro, nonostante tentazioni e pericoli.

Non manca nemmeno la storia d'amore, tormentata e complessa, che mette in luce anche come il tema principale, la responsabilità delle scelte, potesse essere - e certo in parte possa essere ancora - reso ancora più problematico dalla condizione femminile, che le imponeva - e certo in parte impone ancora - un ruolo subordinato al patriarcato, nella scelta, ad esempio, tra lavoro e famiglia, o nell'emancipazione da stereotipi di genere duri a morire. In questo la penna dell'autrice si fa ancora più delicata, ma altrettanto più netta, nella critica di una società che blocca la donna in gabbie difficili da distruggere.

La morte di Gaudì, in quest'ottica, diventa emblema di un mondo intriso di pregiudizi ed egoismi; il celebre architetto, che plasmò la nuova immagine di Barcellona, fu infatti investito da un tram, ma i tassisti del posto, poiché non aveva documenti e indossava abiti semplici e logori, lo credettero un senzatetto, e si rifiutarono per lunghe ore di trasportarlo in ospedale; portato infine in un ospizio per mendicanti, venne identificato dal cappellano della Sagrada Família solo due giorni dopo, quando ormai le sue condizioni erano disperate. I suoi funerali, a cui partecipò tutta la popolazione, aprono e chiudono il romanzo: a sottolineare, una volta di più, il peso delle nostre scelte, che forgiano il destino non solo nostro, ma anche di chi ci circonda.


Marta Palazzesi vive e lavora a Milano. A oggi ha pubblicato oltre quindici romanzi per ragazzi, vincendo nel 2020 il Premio Strega con Nebbia, ambientato nella Londra vittoriana. Le sue opere sono tradotte in tutto il mondo e la sua serie sul giovane Lupin è stata opzionata per l’adattamento cinematografico. È laureata in Architettura e appassionata di storia