Margaret Mazzantini

Margaret Mazzantini Non ti muovere


Ed. Mondadori, pp.295, Euro 16,53

di Luca
La sensazione che si ha di questo libro dopo una prima lettura, tutta di un fiato, è quella di una storia che viaggia veloce, che batte come un tamburo, che si snoda implacabile accompagnata dal ticchettio inesorabile di un orologio di ferro grigio appeso su una parete di una sala operatoria.
Il tempo si ferma, ma allo stesso tempo corre veloce. Si ferma per una ragazza qualsiasi, che col suo motorino corre sicura per le strade della sua città, in una grigia mattina come le altre scivola sull’asfalto, le si sfila il casco, batte sul grigio implacabile della strada e va in coma.
E dall’altra l’intera vita di un padre e la storia delle sue donne che corre in un ritmo serrato, costellata di forti emozioni, tutte riunite nella sua testa, mentre nella sala operatoria dove svolge le sue mansioni di primario, vede, da dietro un vetro, la vita della figlia allontanarsi lentamente dal corpo, nella struggente attesa della sentenza inappellabile del chirurgo impegnato ad operarla.
La moglie aspetta su un aereo di conoscere, all’atterraggio, la verità. Preferirebbe sprofondare nell’oceano, piuttosto che sapere, una volta atterrata, che la vita della sua unica figlia sedicenne è volata via, dinanzi agli occhi impotenti di un padre, inebetito, nonostante gli studi e l’esperienza di una vita, e impossibilitato ad aprire quel corpo e legarci stretta la vita.
Lo stesso padre che in quelle interminabili ore ripercorre la sua esistenza e i suoi affetti.
Un amante amata in situazioni grottesche, ritornello che accompagnerà tutta la narrazione fino a condurre ad un finale roboante svelato insieme a quella sentenza implacabile attesa con immenso coinvolgimento.
Il tempo che corre è il padre immobile in una macchina che scivola veloce incontro ad una vita nuova e vede il paesaggio intorno a se cambiare definitivamente, e sente la testa della sua amata e amante provocargli sulla spalla un piacevole fastidio, è un viaggio verso una vita nuova, scavalcando ipocrisie e sensi di colpa, è il viaggio di due vite unite nella cattiva sorte. Fuori dal finestrino il presente scorre lento ed ostinato e osserva sornione i due amanti fuggire via, allontanarsi da esso solo per un po’.
E’ ancora il verde pisello delle pareti di una sala operatoria che osservano fredde dall’alto verso il basso la sua vita, accompagnandola nei momenti più significativi.
E’ la storia di un uomo qualsiasi, borghese insoddisfatto della sua vita, terzo incomodo in una casa e in una famiglia che è la sua ma non gli appartiene, che non gli è mai appartenuta, con il cuore altrove, fra le gambe di una sconosciuta poveraccia di quartiere, è una storia dove gli avvenimenti si accavallano e si intrecciano con straordinaria voracità impedendo al lettore di distrarsi.
Tanta è la forza espressiva del linguaggio, che attraverso pennellate di colore riesce a trasfondere sentimenti sempre forti, mai pallidi, in un crescendo di tensione che pervade le parole e si insinua tra le righe, abbassandosi, di rado, sapientemente, per lasciare spazio a nuovi sviluppi, a nuove speranze. La scrittrice, infatti, osserva particolare attenzione nella scelta delle parole, e stupisce per questa sua capacità di catalizzare l’attenzione sul racconto destreggiandosi, con la stessa disinvoltura, tra termini tecnici della medicina e volgarità del quotidiano, dimostrando, così, un indubbio talento narrativo.
La storia di un destino che si accanisce, che punisce e regala emozioni, che sbeffeggia il protagonista e le sue paure. Paure che sono anche le nostre, tipiche della vita contemporanea, per questo ancora più forti e partecipate.
Un libro esemplare per la forza espressiva della quale si fa portavoce, un romanzo da leggere e rileggere, che si sofferma su argomenti forti quali l’importanza degli affetti familiari, i tanti inevitabili errori di una vita intera, la morte. Tutte tematiche che, come adagiate sulle onde del mare, vengono strapazzate dalla scrittrice con forza, lasciando nel lettore un senso di piacevole stordimento.