Marco Alfieri Le sere dei miracoli
Bottega Errante Edizioni, 2026, 222 pagine, 18,00 € Saggi | Società | Sport
24/06/2026 di Valerio Corbetta
C’è stato un tempo in cui Varese era capitale. Non nell’aspirazione leghista del termine, anche se le vicende narrate in questo libro si intrecciano inesorabilmente con la storia del movimento di Bossi, che iniziò a gettare i primi semi in quel territorio proprio quando la parabola della Pallacanestro Varese stava giungendo al termine. L’incredibile coincidenza tra l’ultima finale di Coppa dei Campioni della palla a spicchi prealpina a Grenoble (primavera 1979) e l’incontro fatale tra il Senatur e Bruno Salvadori all’Università di Pavia, dal quale nacque il movimento del Carroccio, è lo snodo dal quale Marco Alfieri parte per raccontare una storia incredibile. Quella di una squadra, meglio di una società, e con lei di una comunità sportiva, capace di arrivare all’atto finale della più grande manifestazione europea di questo sport per dieci anni consecutivi. Un record ineguagliato e molto probabilmente ineguagliabile, che ha fissato per sempre il mito gialloblu dell’Ignis (poi bianconero per un triennio, con la nuova sponsorizzazione MobilGirgi, per chiudere col biancorosso Emerson dell’ultima stagione) nell’immaginario popolare.
Per capire da dove è nato tutto ciò, il giornalista e scrittore varesino dentro “Le sere dei miracoli” per Bottega Errante ci accompagna in un viaggio nell’Italia del boom economico: la rinascita post-bellica, la crescita esponenziale delle piccole realtà imprenditoriali, le intuizioni e le qualità degli industriali self-made (anche se loro, questi termini anglofoni, non li avrebbero mai utilizzati) che sul territorio hanno costruito fortune in grado di cambiare volto all’intera provincia. Tra questi spicca Giovanni Borghi, quello che passerà alla storia come “il signor Ignis”: appassionato di sport, marchierà in maniera indelebile le vicende di pugilato, ciclismo, calcio e soprattutto pallacanestro, come sponsor, proprietario, manager dalle grandi intuizioni. Attorno a lui e alla squadra cittadina dello sport più seguito all’ombra del Sacro Monte, si sviluppa il racconto epico di quel che è stato un decennio incredibilmente proficuo: Alfieri mette in scena ogni stagione punteggiandola degli episodi più significativi, sportivi e umani, presentando uno alla volta quelli che sono stati protagonisti sul parquet, inserendoli a corollario della cronaca delle dieci finali, questa molto precisa e dettagliata, fitta di commenti tattici, tecnici e statistici.
Passa così in rassegna allenatori, dirigenti, staff medico, giocatori: ma anche i tifosi, che hanno sempre caratterizzato una piazza così importante, per attaccamento alla squadra, passione, competenza, senso di appartenenza. Gli stessi che ancora oggi, con Varese che naviga nell’anonimato ormai da troppi anni, riempiono il palazzetto. Con l’orgoglio di chi, alzando la testa verso il tetto di Masnago, guarda gli stendardi appesi a ricordo delle vittorie, sognando un giorno di poter tornare a festeggiare un trofeo. Sapendo comunque che mai nessuno potrà avvicinare l’epopea di quel decennio in cui la squadra era, con l’Armata Rossa e il Real Madrid, il gotha mondiale della pallacanestro. “Le sere dei miracoli” è un libro per tutti, non solo per gli appassionati di pallacanestro o i tifosi varesini: perché racconta una storia sportiva, ma strettamente legata a quella del nostro Paese. Che non andrebbe mai dimenticata, semmai approfondita.