Luigi Cuna Emanuele Felice 1 - Voci libere - Storia della canzone d'autore italiana - e 2 - Giorgio Gaber
Edizioni Curci, 2025, illustrazioni di Alessandro Ventrella, 176 pagine, 21 euro Edizioni Curci, 2025, illustrazioni di Ernesto Anderle, 128 pagine, 19 euro Musica | Saggi | Biografie
24/11/2025 di Laura Bianchi
Un libro tira l'altro, quando si tratta di musica. Quindi, la lettura di Voci libere - Storia della canzone d'autore italiana, presentato in un interssante incontro durante l'ultima giornata della Rassegna Tenco, dove ha trovato la sua migliore collocazione, mi ha portata a conoscere i due autori, Luigi Cuna ed Emanuele Felice, che hanno però scritto un altro libro divulgativo, che attira l'attenzione di chi, come me, ha avuto la fortuna di vedere in scena il protagonista di cui narra: si tratta di Giorgio Gaber, titolo semplicissimo, per presentare, in poche, ma esaustive pagine, la vita e l'opera di un immenso artista e intellettuale.
La coppia di libri, entrambi editi da Curci, instaura col lettore un discorso profondo e proficuo, soprattutto per quanti, per motivi personali o generazionali, non conoscessero il passato della canzone d'autore, e desiderassero colmare la loro lacuna, oppure chiunque volesse utilizzare le notizie contenute nei volumi per arttività come l'insegnamento o la divulgazione. Infatti Luigi Cuna ha affermato che lo spunto del libro Voci libere gli è giunto da un incontro con una giovane che non conosceva i cantautori; secondo gli autori, infatti, il primo passo per capire il presente è sapere la storia del passato, e, nel caso della canzone d'autore, questa è figlia dei tempi, dal punto di vista non solo artistico, ma anche storico e sociale.
In Voci libere, il contributo di Felice, che insegna economia della cultura e storia economica, fornisce un quadro importante delle dinamiche che si muovono nel Novecento italiano, e Cuna aggiunge un taglio divulgativo utile per i giovani, senza mai deviare dalla correttezza ed evitando la semplificazione acritica. Si legga, ad esempio, l'introduzione alle pagine dedicate a quell'essenziale laboratorio che fu l'esperienza dei Cantacronache: "Dopo la Seconda guerra mondiale, Torino era la locomotiva del miracolo economico, soprattutto grazie all’industria automobilistica. È qui che nasce, nel 1957, un collettivo di poeti, intellettuali e musicisti...": c'è, in sintesi, tutto il clima che ha favorito lo svilupparsi del collettivo; oppure quella alla sezione per Adriano Celentano: "L’Italia del dopoguerra aveva bisogno di divertirsi, ballare e lasciarsi alle spalle un passato drammatico; si guardava all’America e alla musica che veniva da oltre oceano con incanto e meraviglia." Un ultimo esempio, dedicato a De André:"Come Caravaggio nella pittura, Fabrizio con la grandezza della sua arte ci spinge a fare i conti con una visione alternativa della società e dell’essere umano: con il pensiero politico e l’etica dell’anarchia, che nell’epopea e nella liberazione degli ultimi, degli oppressi e degli emarginati trova il senso della vita e della storia. Sono idee cui rimarrà fedele per tutta la vita." Aiutati anche dalle illustrazioni poetiche di Ventrella (splendido il profilo di Ornella Vanoni, a cui segue un ritratto altrettanto efficace), i lettori entrano così a contatto col mondo degli artisti e dei movimenti che hanno plasmato la società in cui viviamo, e la comprendono meglio, aggiungendo al proprio bagaglio di conoscenze non solo dati, date e numeri, ma anche musica, contenuta nei qr code ad apertura di capitolo: un modo semplice ed efficace per abbinare la lettura all'ascolto.
Insomma, seguiamo il consiglio del libro: "Siamo tutte voci libere! E poco importa se veniamo ricoperti di rimproveri: “Abbassa il volume! Smettila con quelle distorsioni! Metti giù la maledetta chitarra!”. Noi sappiamo che non c’è cosa più bella di osservare una città muoversi davanti ai nostri occhi, mentre nelle cuffie ci accompagnano una voce graffiante o un riff di chitarra. Il rock ci detta il ritmo, sottolinea il momento in cui bisogna alzare un po’ il volume, correre veloci e sorridere."
Anche il libro su Giorgio Gaber non è da meno: non cambiano gli autori, cambia l'illustratore, quell'Ernesto Anderle, alias Roby il pettirosso, che già avevamo conosciuto per la collaborazione col professore rapper Murubutu. Ma il risultato è lo stesso: la fisionomia del Signor G è tratteggiata con attenzione e affetto, sempre considerando l'aspetto ideologico e storico della sua esperienza artistica e politica. Gaber è presentato con la sua caratteristica peculiare: "sollevare il dubbio, invitare ciascuno di noi a una lettura coraggiosa della realtà, libera da ogni vincolo di appartenenza ideologica, autenticamente indipendente e anti-conformista", ma tutto l'arco temporale in cui si svolge la sua opera è raccontato con un'encomiabile capacità di sintesi, a cui si abbina la proprietà terminologica e storica. Ad esempio, nel capitolo dedicato ai difficili anni Settanta, troviamo una presentazione chiarissima: "A tratti si ha l’impressione che l’illusione lasci il posto alla disillusione. Fra i giovani, alcuni continuano a contestare il potere in maniera democratica. Altri credono che si possa combattere solo con la violenza e le armi." A ribadire la prospettiva storico critica da cui si muove tutto il libro, l'impianto tipografico sottolinea, con passaggi in corsivo colorato, un'ulteriore sintesi, in modo che l'essenza non possa assolutamente sfuggire al lettore, come nel caso della presentazione degli anni Novanta: "Gaber è tornato alla critica politica e sociale, impietosa: ha davanti a sé una società polverizzata, milioni di individui rincitrulliti, creduloni, conformisti, accomodati a un facile buonismo (quando va bene) o armati dell’egoismo più feroce." Molto conciso, ma senza sconti. Anche la guida all'ascolto, album dopo album, svela particolari mai nozionistici e sterili, ma sempre inseriti nel contesto complessivo della sua opera, con punte di narrazione emozionanti, come quella dedicata a un album che personalmente ho molto amato, anche perché legato all'ultima volta in cui ho visto Gaber a teatro: Il Teatro canzone (1992), e, in particolare, al "monologo- capolavoro", Qualcuno era comunista, commentato con sensibilità e partecipazione: "Un brano che risuona come il racconto di una storia umana, sociale, politica, la narrazione di un credo genuino, profondo e totale messo a dura prova dalla caduta del muro di Berlino e dalle trasformazioni avvenute nella società". Le illustrazioni di Anderle scelgono alcune tra le canzoni più famose e le rappresentano come fumetti, senza nulla togliere al loro significato complessivo: Torpedo blu, Un’idea, La libertà, Lo shampoo e Qualcuno era comunista arrivano dirette come se fossero cantate, grazie alla penna del disegnatore. Infine, i testi più importanti della produzione sono riportati integralmente, in modo che il lettore possa ascoltarli prendendo coscienza della loro incisività poetica e storica.
Due libri da non perdere, e da regalare a chi, come quella ragazza, chiede chi erano i protagonisti della nostra storia della musica e del costume.
Luigi Cuna (Lecce, 1976) si laurea e consegue un dottorato in economia a Bologna. Comincia a lavorare giovanissimo come esperto di valutazione nei programmi di sviluppo finanziati dalle Nazioni Unite. Da sempre appassionato di musica, con un passato da violinista in un gruppo di musica popolare, oggi è funzionario presso la Banca di Sviluppo del Consiglio d’Europa con sede a Parigi.
Emanuele Felice (Lanciano, 1977) insegna economia della cultura e storia economica all’Università IULM di Milano, dove è professore ordinario. È editorialista per Domani e ha scritto in passato per La Stampa, Repubblica, L’Espresso. Oltre a libri di storia economica, storia politica e delle idee, ha scritto diversi articoli sui cantautori italiani e internazionali, sia su quotidiani sia su riviste di settore. È membro della giuria del Premio Tenco.
Alessandro Ventrella (Castellaneta, 1996) lavora come illustratore freelance nel settore editoriale e della comunicazione visiva collaborando con case editrici, magazine e quotidiani. La passione per la musica d’autore è tra le sue principali fonti d’ispirazione; nel lavoro ricerca la giusta sintesi tra immagini e narrazione, con un linguaggio visivo che unisce segno grafico e suggestioni poetiche. È stato premiato agli Annual Awards 2025 di Autori di immagini nella categoria Magazine.
Ernesto Anderle (Milano, 1984) frequenta il liceo artistico “Umberto Boccioni” e prosegue gli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Nel 2008 si trasferisce per un breve periodo a Londra, dove ha modo di visitare i principali musei e gallerie londinesi di arte contemporanea. All’età di venticinque anni si stabilisce a Trento, dove aderisce al movimento artistico e culturale “Giovani Artisti”, aprendo uno studio dal nome “Hood Arte” nel cuore della città. È un artista poliedrico, il suo linguaggio copre varie discipline tra cui il disegno, la pittura, la scultura e l’archeologia. Le sue opere sono state esposte in diverse gallerie d’arte tra Milano, Trento, Venezia e Pechino. Nel 2016 ha aperto la pagina Facebook “Roby il pettirosso”, presto sbarcata anche su Instagram, che oggi conta migliaia di follower. A partire dal 2019 pubblica i suoi primi libri: Vincent van Love, Ridammi la mano. Fabrizio De André, Murubutu. RAPconti illustrati, Raffaello e Casanova.