Luca Ragagnin

Luca Ragagnin Videre leviter


NoReply, 2004

di Andrea Salvi
Luca Ragagnin, conosciuto forse più come autore di testi di brani regalati ad interpreti di grido che non per la manciata di libri che lo hanno eletto come uno dei più devianti autori dell’ultimo decenni, è un autore genialoide e controverso. Controverse sono le sue poesie che, immerse come sono da una sensibilità post-postmoderna, alimentano un mondo che tende parimenti sia all’inattualità che alla speranza in un futuro che sia al tempo stesso declino e ricostruzione.

Il volume che NoReply propone per la terza uscita della collana “Contagi” è come consuetudine un cdlibro, che questa volta assume la forma un bizzarro oggetto, a metà strada tra un libro in versi, un romanzo a puntate, una raccolta di poesie, un progetto multimediale deviato e spiazzante, collettivo e introverso. Per quanto strano possa apparire “Videre leviter” è tutto ciò. Il pretesto è il cinquantesimo anniversario della televisione italiana, che Ragagnin sviscera e ricompone in tutta una serie di vicende, nomi, aneddoti e considerazioni che hanno il solo obiettivo di tracciare la parabola epica e nostalgica, gustosa ed asciutta di quella Italia parallela che da mezzo secolo, attraverso lo schermo televisivo, è stata (ed è) specchio fedele, scenario e coprotagonista delle nostre stesse vite.

Divise in decadi, sono presentate nella pratica un poesia per ciascun anno. Ironiche, spietate, appassionanti o semplicemente deliranti, ciascuna sa lasciare una traccia, richiamare un ricordo, reinventare una stagione. Ce n’è per tutti i gusti: da “Mago Zurlì arrivò di giovedì”, a “Rin Tin Tin”, da un’improbabile “Ode a Enza Sampò” a “Chi offre di più” (ricordate Portobello?), da “Piccoli fans” a “Colpo grosso”, fino a “Gigi Marzullo fammi una domanda” e ad una profetica, implosiva “Blob Stop Dna” che chiude il libro insieme ad un’indispensabile rassegna di note al testo.

Nel cd allegato la materia letteraria viene sottoposta a dura prova con la sua messa in musica, della quale lo stesso autore si preoccupa direttamente in diversi casi, affiancato da una nutrita schiera di musicisti amici -del cui valore non è il caso di occuparsi volutamente- in un bel campionario di reading musicati con accuratezza e sensibilità, giusto quanto le parole sospese e violentemente fuori scema di Ragagnin vogliono essere. Dal mantra “Uri Eiar Dna” a “L’ultimo carosello dell’umanità”, da “X-files” a “Sandokan”, la linea di tensione che lega le immagini catodiche al nostro occhio dei ricordi è sublimata da atmosfere sonore che rimarcano lo stile algido dell’autore torinese.

Non saprei dire a chi questa “Breve storia in versi della televisione italiana” sia consigliata e per quale motivo. Quello che al termine della lettura –e dell’ascolto- rimane è però lo stesso senso di inconsapevole amara solitudine che coglie il telespettatore quando a notte fonda spegne il proprio schermo concedendosi al letto, anelando ad un sogno che lo riporti laggiù, fino almeno alla prima pausa-pubblicità.

Tracklist cd:
01. A come andromeda (Furio di Castri)
02. L'ultimo carosello dell'umanità (Cinemavolta)
03. Pixel reduct (Dan Solo)
04. X-files (Boosta)
05. Sandokan (LucaMor)
06. Rin Tin Tin (Gatto Ciliegia contro il Grande Freddo)
07. Destinazione uomo (Furio di Castri)
08. Vi parla Ruggero Orlando (Tiziano Lamberti)
09. Uri Eiar Dna (Dr. Livingstone)
10. La luna nel pozzo (Samuel Romano)
11. Ave Maria per Nik Novecento (Max Casacci)